La premier Meloni è di fronte a un dilemma: ritentare il blitz sulle preferenze al Senato o lasciare le cose così come stanno. Verrà incardinato oggi a Palazzo Madama il testo della riforma elettorale. Mentre continua a tenere banco il tema delle preferenze, bocciato nel primo passaggio alla Camera e che potrebbe essere ripresentato al Senato (dove non è previsto voto segreto, decisivo nella bocciatura).
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Ci sono battaglie che meritano di essere combattute. A prescindere. Quando in gioco c’è la democrazia, neppure l’incertezza del risultato può essere un alibi per astenersi dall’impegno che la posta in gioco giustifica. Sulle colonne di questo giornale lo abbiamo già fatto in favore della libertà di informazione, sostenendo nella passata legislatura le iniziative legislative contro le querele temerarie e i conflitti d’interessi in editoria
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