Intervenendo alla Farnesina, il ministro ha rivendicato il lavoro sui rimpatri mentre la crisi in Iran continua a pesare sul quadro regionale. Ha avvertito che le tensioni nello Stretto di Hormuz minacciano la stabilità dei mercati e l'economia globale. Ha inoltre invitato l'Unione Europea a muoversi in modo compatto per sostenere la pace Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha reso noto che sono stati rimpatriati finora "oltre 20mila italiani"…
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«La filiera teme lo stallo totale. Il traffico è limitato non solo per lo stretto di Hormuz, che rappresenta la criticità principale, ma anche per il canale di Suez, dove ci sono altri rallentamenti di navi che devono scaricare in porti di emergenza». A parlare è Giovanni Gullino, saluzzese, direttore generale di Gullino Group, un’azienda specializzata in produzione, confezionamento ed esportazio…
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Guerra in Medio Oriente, mercato del lavoro Usa debole e rialzo del prezzo del petrolio hanno depresso i mercati finanziari mondiali al termine di una settimana di instabilità, rendendo un rebus le prossime mosse delle banche centrali, Fed e Bce in primis, fra rialzo dell'inflazione e rallentamento dell'economia (GUERRA IN IRAN, GLI AGGIORNAMENTI IN TEMPO REALE). Le Borse europee pagano un conto salato dopo l'inizio del conflitto.
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Non solo petrolio e gas, la guerra in Medio Oriente spinge al rialzo i prezzi dei fertilizzanti sui mercati mondiali con possibili effetti a catena nei prossimi mesi sulla produzione alimentare mondiale. Dall'area del Golfo Persico infatti, specie Qtar e Iran viene, ad esempio, il 45% della produzione mondiale di urea derivata dal gas naturale. Il prezzo dell'urea sui listini è salito così sui principali mercati di circa il 30% negli scorsi giorni, toccando un massimo di 600 dollari a…
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L'attacco di Israele e Stati Uniti all'Iran rischia di costare alle imprese italiane quasi 10 miliardi in più nel 2026 per le bollette energetiche. Lo stima l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, calcolando 7,2 miliardi di rincari sull'elettricità e 2,6 miliardi sul gas, +13,5% rispetto al 2025. Le stime si basano su un prezzo medio annuo dell'energia elettrica a 150 euro per megawattora e del gas a 50 euro, ipotizzando consumi nel 2025-26 in linea con quelli del 2024.
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Il Forum Italiano dell’Export segue con la massima attenzione l’evoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz, uno dei principali chokepoint marittimi del commercio mondiale. Secondo ricostruzioni internazionali e fonti del settore logistico, il traffico marittimo nell’area sta subendo rallentamenti significativi, con numerose unità commerciali ferme in attesa e compagnie di navigazione che stanno già valutando rotte alternative e deviazioni operative, tra cui il passaggio via Capo di…
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I Paesi del Golfo stanno valutando di interrompere le spedizioni di petrolio. Una misura che «farà salire drasticamente i prezzi del petrolio e crollare le economie mondiali», ha spiegato il ministro dell'Energia del Qatar, Saad al-Kaabi. «Se la guerra continua, il greggio arriverà a costare 150 dollari al barile», ha aggiunto. Ieri il Brent ha sfondato il muro dei 90 dollari. Colpiti l'aeroporto e gli impianti iracheni di Bassora (Eni ha evacuato gli impianti) e un giacimento in Kurdistan
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Le Borse europee pagano un conto salato dopo l'inizio della guerra in Medio Oriente. In una settimana all'insegna della volatilità, lo stoxx 600, l'indice che raggruppa i principali titoli quotati sui mercati azionari europei, ha bruciato 918 miliardi di euro. Nella seduta odierna l'indice ha lasciato sul terreno l'1% a quota 598,69 punti. .
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Si chiude con un nuovo calo la prima settimana delle borse dopo l'attacco all'Iran. L'indice Ftse Mib di Milano è sceso dell'1,02 per cento, con un lieve miglioramento nel finale di seduta. E il bilancio della settimana vede un ribasso di circa il sei e mezzo per cento. Nel resto d'Europa il calo settimanale è di circa il 7% anche per Francoforte, Parigi e Madrid. Solo leggermente meglio Londra. Non si arresta la corsa dei prezzi dell'energia.
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Altra seduta di ribassi per le Borse europee, strette tra la preoccupazione di un’escalation in Medio Oriente, la corsa dei prezzi del petrolio e i dati sul lavoro americano peggiori delle attese che riportano in primo piano lo spettro della stagflazione. Il Ftse Mib di Milano, dopo aver toccato un ribasso di oltre il 2%, termina a -1,02%, appesantito in particolare dalle banche, con Mps a -2,7%. Ma se la guerra in Iran pesa sui listini, al contrario mette le ali al petrolio, con il Brent che ha superato la…
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Euro / dollaro USA Oro Francoforte Londra Parigi (Teleborsa) (Teleborsa) - Si muove in territorio negativo Piazza Affari. Stesso andamento al ribasso anche per le principali Borse europee. Negativo anche il mercato USA. A pesare sul sentiment degli investitori contribuisce inoltre la guerra in Medio Oriente, giunta al settimo giorno, con l'incertezza che si riflette anche sull'andamento del petrolio
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Euro / dollaro USA oro Francoforte Londra Parigi (Teleborsa) (Teleborsa) - Si muove in territorio negativo Piazza Affari. Stesso andamento al ribasso anche per le principali Borse europee. Negativo anche il mercato USA. A pesare sul sentiment degli investitori contribuisce inoltre la guerra in Medio Oriente, giunta al settimo giorno, con l'incertezza che si riflette anche sull'andamento del petrolio
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I futures sul Brent per la scadenza di maggio hanno superato la soglia psicologica dei 90 dollari, attestandosi a 91,49 dollari al barile con un incremento del 7,07% L’annuncio del ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha innescato una tempesta sui mercati globali, evocando il rischio di gravi ripercussioni economiche legate all’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo Doha, se la…
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La reazione immediata dei mercati all'attacco lanciato da USA e Israele all'Iran ha visto petrolio, oro e titoli della difesa segnare forti rialzi, mentre l’azionario ha scontato il rischio di un deterioramento del quadro macro. Il Presidente Trump ha annunciato che l'intervento dovrebbe concludersi in poche settimane, ma resta un'elevata incertezza sulla sua durata, mentre ci sono rischi di propagazione regionale, con l’Iran che potrebbe puntare ad aumentare il costo economico…
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Quali sono le ripercussioni della crisi mediorientale sul mondo dell’auto e sulle tasche degli automobilisti? Le conseguenze sulle quotazioni del petrolio potrebbero risultare sempre più pesanti in caso di conflitto prolungato nel tempo, ma in tale quadro c’è da chiedersi quali possano essere anche i riflessi sulla transizione verso la mobilità elettrica. Alla domanda risponde Alberto Stecca (foto sotto), amministratore delegato di Silla Industries, azienda…
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I prezzi del petrolio restano elevati a causa delle interruzioni dell’offerta nello Stretto di Hormuz, con il WTI scambiato intorno a 90 $/barile e il Brent a circa 84 $/barile. Il greggio ha tentato di limitare i suoi guadagni, ma al 6º giorno dell’invasione il rally continua, portando l’aumento totale dalla fine di febbraio al 15%. Le petroliere stanno deviando le rotte o restano ferme dopo gli attacchi iraniani contro alcune navi; gli esperti avvertono di ulteriori impennate dei…
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"Il prezzo del petrolio potrebbe toccare i 150 dollari al barile". A lanciare l'allarme è stato il ministro dell'energia del Qatar, Saad al-Kaabi: "I Paesi del Golfo esportatori di materie prime potrebbero interrompere la produzione in pochi giorni a causa della guerra", ha spiegato il ministro in un'intervista concessa al Financial Times. L'attacco sferrato dagli Stati Uniti e Israele nei confronti dell'Iran il 28 febbraio ha infatti…
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Azoto, ammoniaca, fosforo, materie prime utilizzate per la produzione di fertilizzanti agricoli. Un terzo del commercio globale di queste merci transita per lo stretto di Hormuz. Una potenziale chiusura “desta grande preoccupazione”. I fertilizzanti, dallo scoppio della guerra in Ucraina, “hanno mantenuto un prezzo più alto del 46% rispetto a quanto era in precedenza, e non dimentichiamo l’energia che è aumentata del 66%.
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La previsione di Doha: prezzo del petrolio a 150 dollari al barile. Già in rialzo il Brent. La Cina preme su Teheran per garantirsi greggio attraverso lo stretto di Hormuz. Intanto gli Usa concedono la deroga all'India per comprare dalla Russia La guerra in Iran scatenata dagli attacchi di Usa e Israele contro Teheran rischia di innescare una crisi petrolifera e rincari energetici su vasta scala. India e Cina provano mettere in sicurezza le loro forniture, mentre il…
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Global Cities Il Programma Global Cities dell’ISPI promuove analisi e iniziative sul ruolo che le Global Cities esercitano a livello globale e regionale, sulla loro interazione con gli Stati e gli altri attori internazionali e su specifici obiettivi perseguiti anche mediante la loro azione in network (dalla lotta al climate change all’implementazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite). Particolare attenzione viene riservata all’impatto delle Global Cities e dei crescenti fenomeni di…
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In pochi giorni lo Stretto di Hormuz si è trasformato da arteria vitale del commercio globale nella zona di combattimento più pericolosa al mondo. Ieri il settore marittimo internazionale ha ufficialmente designato lo Stretto, il Golfo di Oman e il Golfo Persico come "aree di operazioni belliche". La decisione, presa dopo una riunione tra sindacati e compagnie a livello mondiale, riflette l'escalation militare in Medio Oriente e l'aumento dei rischi per la navigazione…
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Euro / dollaro USA Oro Francoforte Londra Parigi (Teleborsa) (Teleborsa) - Dopo un'apertura in rialzo, virano in rosso le Borse europee, con l'attenzione sempre rivolta al conflitto in Medio Oriente, entrato nel settimo giorno, mentre il greggio Brent riprende a guadagnare terreno, venendo scambiato a oltre 87 dollari al barile. In un'intervista al Financial Times, il ministro dell'energia del Qatar ha affermato che la produzione in Qatar non riprenderà fino alla completa cessazione…
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I maggiori indici di Borsa Italiana e le principali piazze finanziarie europee hanno iniziato l’ultima seduta della settimana con performance positive. Alle ore 09.15 il FTSEMib guadagnava lo 0,46% a 44.815 punti, mentre il FTSE Italia All Share era in progresso dello 0,42%. Segno più anche per il FTSE Italia Mid Cap (+0,56%) e per il FTSE Italia Star (+0,85%). I principali indici azionari statunitensi hanno chiuso la seduta del 5 marzo 2026 in territorio negativo.
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Lo Stretto di Hormuz non era mai rimasto chiuso prima: non così a lungo, né in misura tanto vicina a un blocco totale del traffico marittimo. Non era successo durante il primo né il secondo choc petrolifero, quello legato alla rivoluzione iraniana del 1979. Non era successo negli anni finali del lungo conflitto fra Baghdad e Teheran, quando entrambi gli eserciti si gettarono in quella che è passata alla…
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