Domenica 12 ottobre 2025 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha intenzione di inviare truppe americane nella Striscia di Gaza o in Israele e smentisce i resoconti dei media secondo i quali circa 200 soldati saranno dispiegati in quella regione, ha dichiarato il Vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance a NBC News
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Per La Stampa di casa Elkann l’idea del governo di festeggiare San Francesco il 4 ottobre è un «salasso» per il Paese: uno spreco da 4 miliardi. Stranamente gli altri 11 stop, 25 aprile compreso, non hanno costi e fanno bene all’economia.Festeggiare il Poverello di Assisi ci rende più poveri. L’alla...
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Un riconoscimento internazionale, un successo diplomatico, ma anche una chiara dichiarazione d'intenti: l'Italia c'è e vuole giocare un ruolo da protagonista nel percorso verso la tregua e la costruzione di un futuro diverso per Israele e la Palestina. Giorgia Meloni, nelle prossime ore, volerà in Egitto, dove domani a Sharm el Sheikh parteciperà alla cerimonia per la firma degli accordi su Gaza. Il vertice sarà presieduto congiuntamente dal presidente egiziano Al Sisi e dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump
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Cresce l'attesa a Tel Aviv, dove la “piazza degli ostaggi” è tornata a riempirsi in attesa del rilascio dei 20 rapiti ancora in vita, prevista al momento per lunedì mattina. Non si sa invece quando saranno riconsegnate le salme degli ostaggi morti. Non ci sarà Marwan Barghouti tra i 1950 detenuti palestinesi a cui Israele renderà la libertà.
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I membri della coalizione del primo ministro Benjamin Netanyahu ma anche il leader dell'opposizione Benny Gantz hanno 'condannato' i fischi al premier israeliano durante il discorso dell'inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff. Durante l'intervento Witkoff ha citato il nome di Netanyahu che è stato fischiato dalla grande folla che si era riunita questa sera a nella piazza degli Ostaggi a Tel Aviv
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C’è un gesto che si perderebbe facilmente nell’inondazione di foto e video che documentano l’inizio di una giornata storica. Mentre i tank si muovono e creano un nuvolone di polvere, e per una volta non di fumo, c’è un soldato israeliano che esce da Gaza city tentando un piccolo atto di riconciliazione. Sembra poco eppure non lo è, quel saluto militare rivolto ai civili che assistono tra le macerie al ritiro dei cingolati.
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Da ore migliaia di palestinesi percorrono a ritroso la strada costiera lungo la Striscia di Gaza per tornare verso le proprie case, o quel che ne resta. Dopo il ‘si’ del governo israeliano al piano di pace di Donald Trump, infatti, le forze armate dello Stato ebraico hanno annunciato di aver terminato il ridispiegamento lungo la linea gialla stabilita dai mediatori e che il cessate il fuoco è in vigore.
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