“Il piano del Quirinale per fermare Meloni”: così titola l’editoriale in prima pagina del 18 novembre de “La Verità”, quotidiano di destra diretto da Maurizio Belpietro, che parlerebbe di una strategia del Quirinale per fermare il governo di Giorgia Meloni. L’articolo è rivolto contro uno dei consiglieri di Sergio Mattarella ed ex esponente del Partito Democratico, Francesco Garofani, che il 13 novembre avrebbe partecipato ad una cena per ricordare il calciatore romanista Agostino Di…
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La dinamica della vicenda Anche a distanza di giorni, la vicenda del presunto “complotto” del Quirinale ai danni del Governo Meloni ispira più di qualche riflessione e non certo nella direzione complottistica maldestramente intentata dalla destra. Potrebbe bastare fare riferimento al rigore istituzionale del Presidente Mattarella e alla correttezza delle persone che lo coadiuvano, ma questo risulterebbe insufficiente all’orecchio di chi pensa e agisce in una logica complottistica.
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Carlo Cambi Imbarazzi e veline sul caso Garofani. Ora è il Quirinale che vede complotti? Sergio Mattarella (Ansa) Di fatto tutti i quotidiani adottano lo stesso schema: minimizzare la vicenda e, ogni volta che un esponente di destra parla, agitare lo spettro di macchinazioni di Fdi per colpire Sergio Mattarella su mandato di Giorgia Meloni.Non sarà «provvidenziale», ma lo scossone c’è stato. È quel 60% di italiani che non è andato a votare, e il presidente della Repubblica certo ha…
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Le dichiarazioni pronunciate da Ignazio La Russa riaccendono le tensioni istituzionali: al centro della polemica c’è Francesco Saverio Garofani, segretario del Consiglio Supremo di Difesa, finito sotto i riflettori per alcune frasi attribuitegli in contesti informali. La vicenda che coinvolge il Quirinale e il vertice del Consiglio Supremo di Difesa ha creato un nuovo fronte politico, dopo che alcune confidenze attribuite a Garofani hanno sollevato…
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Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, torna sul caso Garofani, consigliere del Presidente della Repubblica, che negli scorsi giorni ha aperto una polemica tra Palazzo Chigi e il Quirinale. Cos’è successo tra Garofani e Meloni? Secondo quanto riportato sul quotidiano di destra La Verità, si ipotizzava un complotto al Colle contro il governo, riportando una dichiarazione di Francesco Saverio Garofani: “Il piano del Quirinale per fermare la Meloni”.
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Il caso è chiuso. Ma non troppo. Il presidente del Senato ed esponente di Fratelli d’Italia, Ignazio La Russa, ritorna sulla vicenda di Francesco Saverio Garofani e sul presunto complotto contro il governo Meloni messo in piedi dal consigliere del Quirinale. E riapre il caso. “Che Meloni non c’entrasse niente era del tutto evidente. Si parla di un Consigliere che in ambiente di tifosi, a ruota libera, si è lasciato andare improvvidamente a tutta una serie di valutazioni sul governo, su Meloni”, ha detto il…
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Al Quirinale si aspettavano una giornata tranquilla. Un lunedì sereno, dopo la bufera della settimana scorsa innescata dall’articolo del quotidiano La Verità sul consigliere Francesco Saverio Garofani. E invece, poco prima di mezzogiorno, ecco che le agenzie di stampa rilanciano le variopinte dichiarazioni con cui Ignazio La Russa getta nuovo sale su una ferita che ancora non si era…
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Eppure Giorgia dal Sudafrica era stata chiarissima. "Ho incontrato il presidente della Repubblica e abbiamo risolto tutto, per me il caso è chiuso. Non ne parliamo più". Insomma basta, questa la linea dettata dalla Meloni, lasciamo stare il Colle. Ecco, non passano 24 ore che già Ignazio La Russa torna sull'argomento. "Francesco Saverio Garofani è il segretario del Consiglio di Difesa. Dopo le sue valutazioni a ruota libera durante una cena, è meglio che lasci il suo ruolo.
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Al Quirinale erano convinti che il caso Garofani fosse chiuso, dopo aver letto le dichiarazioni rese a Johannesburg da Giorgia Meloni («Ho parlato direttamente con il presidente della Repubblica, ho chiarito tutta la questione. Approfitto per ribadire l’ottimo rapporto che da sempre ho con il presidente Mattarella. Non penso sia il caso di tornare su questa vicenda»), che facevano seguito alla no…
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Il caso Garofani non è chiuso, come vorrebbe far credere Giorgia Meloni. Lo ha riaperto (per poi ritrattare le parole) la seconda carica dello Stato. Il presidente del Senato Ignazio La Russa, ieri è tornato a parlare dei suoi temi preferiti, la polemica con l’allenatore della nazionale di calcio, e nel frattempo ha dato un irrituale consiglio al Quirinale. Riferendosi al consigliere del Presidente della Repubblica, Francesco Saverio Garofani, al centro suo malgrado di uno scontro istituzionale tra…
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“GAROFANI LASCI RUOLO AL COLLE”, LA RUSSA ATTACCA MA POI FRENA Il caso Garofani torna a scuotere la politica. È il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a puntare il dito contro il consigliere del Quirinale, Francesco Saverio Garofani, finito al centro delle polemiche per il presunto complotto contro il governo, carpito durante una cena tra amici e pubblicato su ‘La Verità’. La seconda carica dello Stato osserva: “Fosse stato uno di destra oggi lo vedremmo appeso nei lampioni della città, o…
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Roma, 24 nov. "Credo che il segretario del Consiglio Supremo di Difesa - che si deve occupare della difesa nazionale - sia meglio che lasci quel ruolo". Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, tornando a parlare della vicenda che ha visto coinvolto Francesco Saverio Garofani, consigliere del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al XXVII Edizione di Italia Direzione Nord in corso a Milano
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MILANO (ITALPRESS) – “Esprimo piena solidarietà al presidente della Repubblica. Si è trovato tra capo e collo questa vicenda di cui non ha nessuna responsabilità, sono certo che non condivide le idee del suo consigliere”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a “Italia direzione Nord”, a Milano, rispondendo a una domanda sulle polemiche per le parole del consigliere del Quirinale, Francesco Garofani.
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"Invece di smentire, lui ha confermato tutto affermando che si trattava di chiacchiere tra amici. Fosse stato uno di destra oggi lo vedremmo appeso ai lampioni o crocifisso". Così il presidente del Senato Ignazio La Russa, torna sulla polemica che coinvolge il consigliere del Capo dello Stato, Francesco Saverio Garofani, durante la XXVII Edizione di Italia Direzione Nord, la rassegna di convegni istituzionali ideata da Fabio Massa, promossa…
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Francesco Saverio Garofani «è il segretario del Consiglio supremo di Difesa, quello che si deve occupare della difesa nazionale. Credo che forse è meglio che quel ruolo lo lasci a qualcun altro». Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo all'evento Italia Direzione Nord in Triennale, a Milano. La frase, anche in considerazione del fatto che si tratta della seconda carica dello Stato, causa immediatamente reazioni (il verde Bonelli parlava di «pressioni indebite sul Quirinale»), tanto che…
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"Fosse stato uno di destra oggi lo vedremmo appeso ai lampioni di qualche città o cattolicamente crocifisso", ha detto Presidente del Senato. Puntualizzando: "Anch'io, come Meloni, considero il caso chiuso"
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Ignazio La Russa interviene nuovamente sul caso che coinvolge Francesco Saverio Garofani, consigliere del Presidente della Repubblica e segretario del Consiglio Supremo di Difesa, dopo le polemiche suscitate dalle frasi a lui attribuite in una conversazione informale. Il presidente del Senato sottolinea che la vicenda deve considerarsi chiusa, conferma la piena solidarietà al Capo dello Stato e chiarisce che non spetta a lui chiedere le dimissioni del consigliere.
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Prima dice di essere convinto che Francesco Saverio Garofani debba lasciare il suo posto al Consiglio supremo di Difesa. Poi però frena: non ha chiesto le dimissioni del consigliere di Sergio Mattarella. Ignazio La Russa torna sulla polemica esplosa tra Palazzo Chigi e il Quirinale. Lo fa in due tempi. Prima, intervenendo all’evento Italia Direzione Nord alla Triennale di Milano, dice che Garofani “è il segretario del Consiglio…
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Il numero uno di Palazzo Madama dice la sua su un caso che per Meloni era chiuso: riaprendolo di nuovo «Spiace che avere risposto a una domanda sul consigliere Garofani possa pensare di far riaprire un caso che, anche io, come Giorgia Meloni, considero chiuso e sul quale ho espresso personalmente sin dal primo minuto, piena solidarietà al presidente Mattarella. Certo, ho detto, forse…
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Francesco Saverio Garofani "è il segretario del Consiglio supremo di Difesa, quello che si deve occupare della difesa nazionale. Credo che forse è meglio che quel ruolo lo lasci a qualcun altro». Così il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo all'evento Italia Direzione Nord in Triennale, a Milano. “Fosse stato uno di destra, oggi lo vedremmo appeso nei lampioni della città, o probabilmente…
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La seconda carica dello Stato torna sul caso Garofani e sul presunto complotto ordito in una cena romana dal consigliere del Quirinale contro il governo. "Fosse stato uno di destra, oggi lo vedremmo appeso nei lampioni della città, o probabilmente cattolicamente crocifisso. Pensate che questo è il segretario del comitato di difesa, che è quello che si deve occupare della difesa nazionale. Ecco, i…
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La scossa è forte e arriva a poche ore dalle parole con cui, dalla missione in Sudafrica, Giorgia Meloni aveva ribadito «l'ottimo rapporto, da sempre» con il presidente Sergio Mattarella: «Non penso sia il caso di tornare sulla vicenda». E invece ecco che, a sorpresa, sulla vicenda aperta giorni fa dal quotidiano La Verità torna un «big» di Fratelli d'Italia, del calibro di Ignazio La Russa. Il presidente del…
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Negli scorsi giorni si è acceso il caso Bignami-Garofani: il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha citato un articolo de La Verità secondo cui Francesco Saverio Garofani, consigliere di Sergio Mattarella, avrebbe teorizzato un «provvidenziale scossone» per ostacolare il governo Meloni, ipotizzando la formazione di una lista civica nazionale per contrastare il centrodestra alle prossime elezioni.
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Emiliano Fittipaldi, direttore de Il Domani, commenta il caso Garofani, accusando la premier Giorgia Meloni di aver strumentalizzato una vicenda privata per attaccare il Quirinale. Secondo Fittipaldi, la discussione di Garofani era originariamente legata a un gruppo di sostenitori del centrosinistra e non aveva nulla a che fare con la caduta di Meloni. La parola “scossone”, attribuita impropriamente alla vicenda, non si riferiva…
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Nell’ormai leggendaria storia del consigliere quirinalizio che «complotta» al ristorante contro Giorgia Meloni (semmai contro Elly Schlein, ritenuta incapace di batterla) c’è un particolare apparentemente marginale che si sta prendendo il centro della scena. Il congiurato e i suoi accoliti erano tutti tifosi della Roma. A radunarli intorno a un piatto di pasta alla Norma non era stato un’emergenza democratica, ma il ricordo di una vecchia gloria, il grande Agostino Di Bartolomei
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Interrogativo al tempo stesso realistico e maliziosetto: e se fosse, come già un po’ sembra, il più tipico complotto alla vaccinara? E quindi debitamente spropositato e perdutamente grossolano, per non dire campato in aria e dunque all’insegna della cialtroneria. Al terzo giorno, almeno qui nell’Urbe, viene da chiedersi come sia stato possibile prefigurare e ancor più mettere in scena con il socc…
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E se il complotto intravisto da Fratelli d’Italia dietro le parole del consigliere del Quirinale Francesco Garofani non fosse contro la premier Giorgia Meloni bensì contro la leader del Pd Elly Schlein? Per intenderci: una volta posata la polvere sull’inedita frizione tra Palazzo Chigi e Colle, l’auspicato «scossone» e l’invocato intervento della «provvidenza» sembrano avere nel mirino più Schlein, considerata negli ambienti degli ex popolari del Pd (e non solo) inadeguata a guidare…
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