“Un atto di responsabilità che in passato, e parlo nessuno dei miei predecessori sindaci nessuno ha voluto assumersi”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri si è espresso sulle motivazioni che hanno portato alla inagibilità delle altre due torri (la A e la C) del Grattacielo. Affermazione che mai ha detto in conferenza stampa di fronte ai giornalisti, ma che ha fatto scrivere ai suoi comunicatori e ha ribadito in un video utile per i social di Facebook e Instagram
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Approfondimenti:
Con una doppia ordinanza, il sindaco Alan Fabbri ha dichiarato l'inagibilità anche delle Torri A e C del Grattacielo di Ferrara, dopo quella della Torre B, evacuata e sgomberata nelle prime ore di domenica 11 gennaio a seguito dell'incendio al vano contatori avvenuto durante la notte tra sabato 10 e domenica 11 gennaio. Le ordinanze dispongono l'inagibilità totale di tutte le unità immobiliari, cantine e parti comuni del condominio, per…
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Altre 250 persone dovranno lasciare entro pochi giorni i propri alloggi al Grattacielo , maxicondominio multietnico di fine anni Cinquanta nei pressi della stazione di Ferrara : alla torre B l'alba...
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“Una scelta difficile ma di responsabilità”. Definisce così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri la firma posta sulle due ordinanze che definiscono l’inagibilità della Torre A e della Torre C del Grattacielo di Ferrara e il divieto immediato di accesso e di permanenza negli appartamenti. Insieme al sindaco, alla conferenza stampa per annunciare la decisione, erano presenti anche il vicesindaco Alessandro Balboni, l’assessora Cristina Coletti e il direttore generale Sandro Mazzatorta
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Oltre alla Torre B, colpita dall’incendio dello scorso 11 gennaio, anche le Torri A e C del Grattacielo sono state dichiarate inagibili con due ordinanze – la 2026/69 e la 2026/68 – firmate dal sindaco Alan Fabbri e pubblicate nel primo pomeriggio di giovedì 22 gennaio, dopo il vertice in Prefettura. Per tutte le abitazioni si procederà con lo sgombero cautelativo da eventuali occupanti o utilizzatori entro quindici giorni, vale a dire entro il 5 febbraio.
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Fine del Grattacielo, almeno per come lo conosciamo oggi. Lo sgombero totale delle torri di via Felisatti segna uno spartiacque senza precedenti nella storia dell’edificio. “Questa decisione è un atto di responsabilità – commenta il sindaco, Alan Fabbri - che, in passato, nessuno ha avuto il coraggio di assumersi. Quella avvenuta l’11 gennaio è stata a tutti gli effetti una mancata tragedia: comprendo le difficoltà a cui andranno incontro i condòmini, ma…
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Sindaco: "Questo è un atto di responsabilità. Scelta difficile, ma necessaria: prioritario garantire la sicurezza e l'incolumità pubblica e privata" GRATTACIELO DI FERRARA, DICHIARATE INAGIBILI TUTTE LE TORRI OLTRE ALLA TORRE "B" DEL CONDOMINIO, EVACUATA E CHIUSA DOPO L'INCENDIO AI VANI CONTATORI, ORA INUTILIZZABILI CON EFFETTI IMMEDIATI ANCHE LE TORRI "A" E "C" Grattacielo di Ferrara, dichiarate inagibili tutte le Torri con efficacia immediata.
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Ferrara Sono 212 le persone della Torre A e 50 circa quelle della Torre C che dovranno impacchettare i loro beni e lasciare casa. Questo dispongono le ordinanze firmate dal sindaco per lo sgombero dei due fabbricati del Grattacielo «con efficacia immediata». «Non è un’emergenza a differenza di quella che è stata per la Torre B – sentenzia Alan Fabbri dal Municipio – ma un’ordinanza di inagibilità come per tante altre situazioni che ho gestito».
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Almeno altre 250 persone saranno evacuate a Ferrara dal grattacielo, dopo l'incendio alla torre B per la quale il Comune aveva già firmato l'inagibilità nei giorni scorsi. Ora, a seguito dei rilievi dei vigili del fuoco, anche le torri C e A dovranno essere sgomberate. Di oggi due ordinanze del sindaco Alan Fabbri che dà agli inquilini 15 giorni di tempo per abbandonare gli appartamenti. Le abitazioni non sono infatti considerate più a norma, in quanto gli impianti sono vetusti e completamente da rifare.
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– Anche le torri A e C del Grattacielo sono inagibili. Gli abitanti dovranno quindi lasciare l'edificio, come accaduto per quelli della torre B dopo l'incendio di due domeniche fa. E' il contenuto delle due ordinanze firmate dal sindaco Alan Fabbri, arrivate a seguito dei sopralluoghi dei vigili del fuoco svolti negli altri due stabili dopo l'incendio alla torre B. A quanto si apprende, gli accertamenti hanno portato alla luce criticità che non garantiscono la sicurezza dello stabile.
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Ferrara Era nell’aria da alcuni giorni dopo l’incendio alla Torre B, che ha costretto lo sgombero dell’edificio, e adesso è arrivata l’ufficialità. Le Torri A e C del Grattacielo di Ferrara – non interessate dal rogo – saranno evacuate fino al ripristino delle condizioni di sicurezza e permetterne la bonifica. Il sindaco Alan Fabbri ha firmato due ordinanze (una per fabbricato) relative al divieto di accesso e di permanenza all’interno degli immobili…
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L’emergenza a seguito dell’incendio al Grattacielo non è finita. Almeno non lo è per l’opposizione politica che, a Ferrara, prosegue con la sua analisi della situazione. “Man mano che passano i giorni l'emergenza per le persone sfollate dalla torre B del Grattacielo diventa sempre più dura – sottolineano Avs, Possibile, Coalizione civica e ‘La Comune’ -. Perché non sanno quando potranno rientrare in appartamenti che avevano acquistato o affittato…
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E’ come provocare una frana. Muovi un sasso a monte e poi a catena più in basso si forma una frana che trascina con se tutto. La frana della solidarietà non fa disastri ma li recupera e rimargina ferite… crea legami di amicizia e di futura sempre nuova convivenza. L’altra sera a Mura di Porta Po 9 nel luogo di accoglienza degli sfollati della torre b si sono presentate tante persone a portare aiuto.
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Un incendio che non ha solo bruciato un vano contatori, ma ha acceso un corto circuito politico e sociale nel cuore di Ferrara. L’11 gennaio la Torre B del Grattacielo è diventata il simbolo di un’emergenza che, spente le fiamme, ha continuato a produrre effetti. E soprattutto domande. La prima, messa nero su bianco in Consiglio comunale, è netta: chi si fa carico oggi degli sfollati? È il consigliere del Partito democratico Matteo Proto a formularla senza giri di parole…
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"Non sappiamo dove andremo. Un grazie di cuore a chi ci ospita". Il giorno dopo aver liberato lo spazio del Palapalestre, quasi quaranta sfollati hanno trovato ospitalità nei locali di via Mura di Porta Po, struttura gestita dall’associazione ‘Viale K’ di Domenica Bedin (qui hanno trovato sede anche i ‘Cittadini del Mondo’). Negli spazi dove si svolgono attività di dopo scuola, ora ci sono le brande per alcuni degli sfollati del Grattacielo…
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