Le richieste di suicidio assistito in Italia sono in aumento. Ne ha parlato Marco Cappato fuori dalla caserma dei carabinieri della Compagnia Duomo, dove in mattinata si è autodenunciato insieme a Cinzia Fornero, volontaria dell'associazione Soccorso Civile, e a Paolo Botto, fratello della professoressa di 74 anni Margherita, malata oncologica che è morta ieri mattina in Svizzera. Le richieste ad oggi sono oltre cinque al giorno e non tutti quelli che lo chiedono avrebbero requisiti ha aggiunto.
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Margherita Botto, professoressa universitaria e traduttrice, dopo lungo tempo passato a combattere un adenocarcinoma al terzo stadio è morta martedì in Svizzera, ricorrendo al suicidio medicalmente assistito. L’oncologo le aveva spiegato che le cure avrebbero solo contenuto il tumore, senza guarirlo. Così Margherita ha scelto di “porre fine al protocollo di cure, affrontandone consapevolmente le infauste conseguenze”.
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Chi era Margherita Botto, accompagnata dal fratello e da Marco Cappato in Svizzera per il suicidio assistito Margherita Botto, la donna che ha deciso di ricorrere al suicidio assistito in Svizzera, aveva 74 anni ed era stata professoressa universitaria di lingua e letteratura francese. A cura di Giorgia Venturini 19 CONDIVISIONI condividi chiudi A sinistra Margherita Botto, a destra Marco Cappato Era stata professoressa universitaria…
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«L’oncologo mi ha chiaramente spiegato che il protocollo di cura ha lo scopo di ottenere un “contenimento del tumore” (citazione testuale). Quindi non una guarigione. Le mie speranze di giungere alla guarigione e di poter ritornare ad una qualità della vita non dico soddisfacente, ma almeno accettabile sono molto ridotte o nulle. Il proseguimento del protocollo di cura mi esporrebbe a ulteriori sofferenze per almeno un anno o più…
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Una donna milanese di 74 anni, Margherita Botto, professoressa universitaria di lingua e letteratura francese e stimata traduttrice letteraria, è morta questa mattina in Svizzera, dopo aver avuto accesso al cosiddetto suicidio medicalmente assistito. La donna era affetta da adenocarcinoma al terzo stadio e aveva espresso consapevolmente la volontà di porre fine alla sua vita in modo dignitoso, senza ulteriori sofferenze fisiche e psicologiche.
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Una donna milanese di 74 anni, Margherita Botto, docente universitaria di letteratura francese è morta questa mattina in Svizzera, dopo aver avuto accesso al suicidio medicalmente assistito. La donna, purtroppo, era affetta da adenocarcinoma al terzo stadio e aveva espresso la volontà di porre fine alla sua vita in modo dignitoso, senza ulteriori sofferenze fisiche e psicologiche. La lettera d'addio…
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Una professoressa universitaria di 74 anni, Margherita Botto, è morta questa mattina – martedì 28 novembre – in Svizzera, dopo aver avuto accesso al suicidio mediamente assistito. Botto, docente universitaria di lingua e letteratura francese e stimata traduttrice letteraria, era affetta – si legge nel comunicato dell’Associazione Luca Coscioni – da adenocarcinoma al terzo stadio e «aveva espresso…
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È morta in Svizzera a 74 anni Margherita Botto, professoressa universitaria di lingua e letteratura francese e stimata traduttrice letteraria. In una clinica in cui è ricorsa al suicidio assistito. Una scelta dopo la diagnosi di un tumore maligno al terzo stadio e la conseguente volontà di porre fine alla sua vita in modo dignitoso, senza ulteriori sofferenze fisiche e psicologiche…
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Corrado Oddi al concorso letterario “Una piazza, un racconto” è indetto e organizzato dalla Comunità Evangelica Luterana di Napoli Napoli – Oggi, Mercoledì 29 novembre alle ore 20.30, presso la Chiesa Luterana di Napoli (in Via Carlo Poerio 5), nell’ambito della rassegna “Concerti d’autunno”, si svolgerà la cerimonia di premiazione della venticinquesima edizione del Concorso letterario “Una piazza, un racconto”, indetto e organizzato dalla Comunità Evangelica Luterana di…
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