In questo fine settimana è comparsa nelle piazze, finalmente, un’Italia diversa, combattiva, critica e non remissiva. Un’Italia che sembra cominciare a capire che è ora di darsi una scossa se vogliamo provare a cambiare il destino, da incubo, che ci stanno proponendo. Hanno cominciato per primi gli studenti, contestando il blitz con il quale il governo ha trasformato il DDL sicurezza in un decreto legge.
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Approfondimenti:
«Il più grande giornale italiano ha messo la nostra manifestazione a pagina 25». «Non vi consola che il canale Russia 1 vi ha dato una grande copertura?». Il ruvido scambio di battute è andato in scena lunedì 7, nell’aula di Montecitorio, fra Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s, e la calendiana Federica Onori. È successo all’avvio del dibattito sulle mozioni sul piano ReArm Eu, l’appuntamento fortissimamente voluto dai Cinque stelle per ribadire di essere il «principale riferimento» non più…
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In migliaia a Roma alla manifestazione del M5s contro riarmo, il corteo visto dall'alto Sono scesi in piazza in migliaia a Roma alla manifestazione del M5s contro riarmo, ecco le immagini del corteo visto dall'alto Fb Cotne Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Sabato 5 aprile a Roma, durante la manifestazione contro il riarmo dell’Unione Europea organizzata dal Movimento 5 Stelle, Nicola Fratoianni è stato contestato da alcuni partecipanti. Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana e leader di Alleanza Verdi Sinistra, aveva espresso soddisfazione per la mobilitazione: “Questa piazza è un pilastro come è un pilastro ogni occasione in grado di determinare convergenze e di farlo sull’urgenza del momento”.
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La piazza Arlecchino di Giuseppe Conte di sabato contro il riarmo, con i toni da pasdaran promessi da oltre un mese, ha fotografato la sudditanza del Pd al disegno grillino r confermato l'implosione dell'unità dem. Convocata con rulli di tamburo per bruciare sul tempo il Nazareno, costretto poi ad
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Di segno diverso Il Pd cerca di mettere il cappello sulle piazze Schlein glissa sia la piazza dei 5 Stelle di sabato a Roma sia quella pro Europa di domenica a Bologna, ma a entrambe - pur se di segno diverso - spedisce una delegazione di fedelissimi
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La partecipazione al corteo per la pace di uno sparuto drappello piddino rischia di costituire, anche al di là della buona fede di chi ne ha fatto parte, l’ennesima intollerabile beffa La manifestazione promossa dal Movimento 5stelle sabato 5 aprile a Roma e il suo enorme e indiscutibile successo rappresentano una grande e storica vittoria. Innanzitutto per il Movimento stesso, che ritrova la sua ispirazione originaria, quella che aveva affascinato gran parte del popolo…
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Sabato scorso ho seguito con una certa attenzione le mosse dell’informazione televisiva riguardo alla manifestazione pacifista di Roma e al suo largo successo. Ne ho ricavato una lettura che mi pare valga la pena di sottoporre all’attenzione di miei venticinque lettori. Dunque, emergono nella rappresentazione tre linee. La prima è quella più semplice, prevedibile, ispirata a una massima espressa da un celebre personaggio manzoniano: “troncare, sopire”.
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Per Giuseppe Conte la scommessa è vinta. Lo ha dimostrato la carica dei 100 mila di sabato scorso a Roma contro il riarmo e per un’agenda di pace. Un programma che parte dal ripudio della guerra, ma che ha le sue ricadute economiche con l’intervento pubblico per lavoro, salario, reddito, stato sociale e diritti. Un vero e proprio programma di governo insomma. È un po’ il battesimo del nuovo Movimento, quello post Costituente
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Chissà se un pensierino gli è venuto, a Giuseppe Conte, guardando dal palco l’immensa folla che arringava sabato pomeriggio, di fare un assalto ai palazzi del potere romano stile Capitol Hill. Perché gli sarebbe mancato solo questo per suggellare la sua trasformazione da volto nella folla a novello Donald Trump nostrano. In fondo, con le dovute differenze culturali e storiche molte cose li hanno accomunati in questi anni passati: la rabbia per essere stato disarcionato dalla guida del governo c’era, la conquista di un partito…
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Di Riccardo Bellardini A Roma il 5 aprile ha sfilato il popolo di chi urla il suo forte no al riarmo. Il popolo che non si arrende a tre anni di dominazione ipocrita. Io c’ero, e non lo dimenticherò. Se un giorno le bombe torneranno, quelle di cui mia nonna m’ha sempre parlato col terrore negli occhi, sarò fiero di non essere stato tra i pragmatici, tra i ragionevoli, tra quelli che dicono che la pace non è gratis.
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Il primo pilastro per costruire un’alternativa di governo è la piazza contro il riarmo. Il secondo, Giuseppe Conte, già lo ha in mente: giustizia e sicurezza saranno il cemento. E chissà se l’ex premier organizzerà una nuova manifestazione, dopo quella di sabato 5 aprile, contro il decreto, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri, che ha sostituito il disegno di legge sicurezza che er…
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"Tutte le precedenti manifestazioni del M5S erano solo con gente nostra, del Movimento. Questa volta no, si sono attivate rete e associazioni, e sono venuti tanti cittadini autonomi che non rispondono a nessuno, attirati da una piattaforma incentrata sul no al riarmo". Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, è tornato con queste parole a commentare, intervistato dal Fatto quotidiano, la manifestazione contro il riarmo che si è svolta sabato scorso a Roma
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Il Corriere della sera in estasi per Giuseppe Conte? Che cosa si è letto e che cosa si è capito in un articolo di Fabrizio Roncone del Corriere della sera sulla manifestazione pacifista del Movimento di Giuseppe Conte. Il corsivo di Damato pubblicato dal quotidiano Libero Pur senza rinunciare, per fortuna e di frequente, alla sua solita ironia, temo che Fabrizio Roncone si sia fatto prendere un po’ la mano anche lui, più ancora di Marco Travaglio che vi ha partecipato fra i promotori, nel racconto sul Corriere della…
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Giuseppe Conte, il giorno dopo la piazza per il no al riarmo, pensa a un rilancio. I vertici Cinque Stelle sono certi che «la piazza ha un grande valore politico sia negli equilibri del centrosinistra sia nei confronti del governo». «Non è possibile che a Palazzo Chigi non se rendano conto», dicono. E anche tra gli alleati del campo largo, a detta degli stellati, «c’è da tenere in considerazione che il pilastro di aggregazione è stato il no al riarmo», come a dire che il braccio di ferro con i…
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Sabato pomeriggio il Movimento 5 Stelle ha radunato una piazza romana sulle parole d’ordine del No al piano di riarmo dell’Europa e su un’agenda sociale rivolta ai bisogni di famiglie e imprese colpite dalla crisi. Quando le persone escono di casa per rivendicare i propri diritti e la pace è sempre una buona notizia. Il tema, casomai, è capire cosa può unire le opposizioni, almeno se pensiamo che un’alternativa vincente alla destra passa anche da una visione condivisa dell’Europa e del suo destino.
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La scena madre è l'incontro di Giuseppe Conte, appena arriva in piazza dove già c'è la delegazione del Pd mandata da Schlein a non farsi scippare del tutto l'elettorato pacifista, con il capogruppo Boccia, Sandro Ruotolo, Camusso e Furfaro, Taruffi e Misiani. Il leader stellato bacia i "compagni che sbagliano" e dalla folla parte un grido: «Mozzicali!». IL CLIMA Nessuna contestazione ai «guerrafondai» del Pd, ma intorno a loro, nel popolo stellato e arcobaleno che chiama…
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Lo storico: "Pare che la nostra epoca assomigli al periodo che ha preceduto la Prima guerra mondiale" “A noi storici spesso chiedono a quale periodo del passato assomiglia la nostra epoca. Purtroppo, negli ultimi tempi comincio ad avere sempre di più l’impressione che la nostra epoca assomigli al periodo che ha preceduto la Prima guerra mondiale, nel 1914″. Ha iniziato così il suo intervento lo storico Alessandro Barbero, che è intervenuto con un videomessaggio…
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