Quanto al gas naturale, il supporto a 2,65 dollari ha contenuto le prese di profitto scattate ieri dopo la recente fase di recupero. Da quest’area, le quotazioni potrebbero stabilizzarsi oppure tentare un nuovo allungo verso la soglia dei 2,70 dollari. Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 99,68 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,679 dollari.
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La guerra tra USA e Iran si combatte ormai da settimane non a colpi di artiglieria, droni o lanci di missili, bensì sul mercato del petrolio. I due fronti stanno testando la capacità di resistenza dell’altro sul piano temporale. Chi cede per primo, perde. E fino al 13 aprile scorso Teheran appariva in forte vantaggio, tant’è che poteva permettersi di sbeffeggiare la superpotenza e tirarla per le lunghe con il negoziato di pace.
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Roma, 28 apr. – Prezzi del petrolio di nuovo al galoppo. Si accentuano nel pomeriggio i rincari dell’oro nero con il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord che guadagna il 3,85% portandosi a 112,40 dollari. Intanto, negli scambi di preapertura a New York, il West Texas Intermediate balza di oltre il 5% a 101,37 dollari. A sospingere i prezzi l’apparente assenza di sviluppi positivi sul conflitto Usa-Iran.
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Al contrario, solo gli speculatori di Borsa si rallegrano delle maggiori fluttuazioni di prezzo. Un aumento del 10% della volatilità, ad esempio, è sufficiente a frenare sensibilmente la crescita del commercio mondiale. E il prezzo del petrolio, attualmente, sta facendo le montagne russe. Il presidente americano Donald Trump fa annunci quasi ogni giorno, capaci di mandare in tilt le Borse. L'aspetto più preoccupante dello studio, in ogni caso, riguarda l'effetto ritardato di questi shock.
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MILANO Le incertezze legate ai colloqui tra Usa e Stati Uniti con Hormuz chiuso, spingono le quotazioni del petrolio. Il Wti ha oltrepassato la soglia dei 100 dollari segnando un +4,5%. Il brent sale invece del 3,3% e punta i 112 dollari al barile. Anche il prezzo del gas si rafforza con i contratti Ttf che ad Amsterdam, mercato di riferimento, registrano un +1,3% a 45,2 euro al megawattora. .
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Sostenuti da tagli fiscali, risultati trimestrali e dall’onda lunga degli investimenti in intelligenza artificiale, i mercati americani hanno aggiornato i massimi storici. Lo shock inflazionistico è reale - i prezzi della benzina mordono - ma gli Stati Uniti restano, strutturalmente, molto più immuni alle carenze fisiche che stanno invece per colpire Europa e Asia. Le ultime petroliere partite dal Golfo prima dell’inizio del conflitto hanno ormai raggiunto le loro destinazioni.
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