È ancora cristallizzato nelle nostre menti quel momento in cui, fuori dal Senato, passato l’ultimo ok da Palazzo Madama, gli azzurri della maggioranza si ritrovavano a festeggiare baldanzosi intestando al fu Silvio Berlusconi il passaggio a Referendum della riforma della Giustizia. Riforma a firma Nordio che, dopo aver perso, si carica della responsabilità di questo fallimento sullo sfondo di una compagine di Governo che, dietro le quinte…
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Roma, 24 mar. – Il paradosso è che ancora ieri andava ripetendo a favore di social che per il governo non ci sarebbe stata nessuna conseguenza. Alla fine, invece, il terremoto non avrebbe potuto essere più forte di così. Il day after del referendum per Giorgia Meloni è quello della furia e del repulisti. Al netto delle frasi di rito e del rispetto per il voto dei cittadini che è sovrano, la presidente del Consiglio ha deciso già dalle prime ore post voto che andava dato un segnale.
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In oltre tre anni a Palazzo Chigi, non l’avevano mai vista così furiosa. Il day after di Giorgia Meloni dopo la sconfitta al referendum si è trasformato in un impetuoso redde rationem. La giustizia, si sarebbe sfogata con i suoi la premier, è storicamente un tema caro alla destra e va assolutamente recuperato. Quindi, in sintesi, via tutti i membri del governo con situazioni giudiziarie che creano imbarazzo.
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Le indagini delle procure da un lato, le esternazioni continue dall'altro, parole spesso sopra le righe. E i veleni che hanno attraversato i corridoi del ministero per mesi e che hanno spinto diversi dirigenti a lasciare l'incarico. Il terremoto che ha travolto via Arenula con le dimissioni del duo Bartolozzi-Delmastro non nasce oggi e la sconfitta al referendum sulla riforma della giustizia è la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo.
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Andrea Dalmastro Delle Vedove sta valutando le dimissioni da sottosegretario alla Giustizia. È quanto si apprende da ricostruzioni di stampa. Su Delmastro pesa la vicenda della sua partecipazione nella gestione di un ristorante, le "Bisteccherie d'Italia" in via Tuscolana a Roma, intestata a Miriam Caroccia, diciannovenne figlia di Mauro Caroccia. Quest'ultimo in particolare, condannato a quattro anni di reclusione per intestazione fittizia di beni, sarebbe legato al clan della camorra…
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