Hanno preso di mira alberghi a quattro stelle in tutta Italia per hackerare migliaia di documenti di riconoscimento: scansioni ad alta risoluzione di passaporti e carte di identità che venivano carpite agli ignari clienti durante le operazioni di check-in. Autore dell’attività illecita su larga scala è il gruppo di cybercriminali “Mydocs”, che ha messo, poi, in vendita il materiale su un forum del dark web
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Non è chiara l'origine dei file, né se provengano dai sistemi delle strutture ricettive o da soggetti terzi a loro collegati Migliaia di passaporti, carte d’identità e altri documenti di riconoscimento di clienti di alberghi italiani sono finiti sul mercato nero online. A segnalare la vicenda è l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), che riporta la presenza, nel dark web, di un annuncio pubblicato da un utente che si fa chiamare “Mydocs“.
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Migliaia di documenti di identità hackerati da alberghi italiani e messi in vendita nel dark web: sarebbe questo il reato compiuto dal gruppo di cyber criminali Mydocs. L'attività illecita - secondo quanto riferisce l'Agenzia per l'Italia Digitale (Agid) - ha riguardato migliaia di scansioni ad alta risoluzione di passaporti, carte d'identità e altri documenti di riconoscimento, utilizzati dai clienti al check-in in varie strutture alberghiere.
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Veroli – Nella notte, i Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Alatri hanno ritirato la patente di guida a un 50enne di Isola del Liri, denunciandolo per il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti sull’uso di sostanze stupefacenti. L’uomo è stato fermato nel centro cittadino mentre era alla guida di una Citroën. Durante il controllo, i militari hanno notato evidenti segni di alterazione psicofisica e lo hanno invitato a sottoporsi ai previsti test tossicologici.
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