Ha appena terminato una lunga riunione con gli ambasciatori italiani nei Paesi del Medio Oriente, e quasi alla fine di un’altra giornata incandescente sul fronte internazionale Antonio Tajani ha una convinzione. La situazione, dice il ministro degli Esteri, è «preoccupante», certo, perché gli scontri si moltiplicano e la polveriera è sempre vicina al fuoco. Ma, al momento «non sembrano essere imminenti reazioni che portino ad una escalation…
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Mo. Tajani: “Preoccupati per la sicurezza dei nostri militari in Libano” Il ministro degli Esteri fa sapere di seguire,, insieme al collega Crosetto, la situazione delle missioni militari in Libano. Timori anche sul fronte di un'altra crisi: sono infatti 160 mila gli italiani in Venezuela ROMA – Timori per la sicurezza dei militari presenti in Libano, dove si tenta, con gli alleati, di evitare una escalation e si sta dalla parte delle parole di Antony Blinken, per un cessate il fuoco…
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In Medio Oriente cresce la tensione e al confine tra Libano e Israele si teme per gli oltre 1200 soldati italiani impegnati nella missione Unifil, l'operazione lanciata dalle Nazioni Unite nel 2006. Nelle prossime ore sono attesi 500 militari della Brigata Sassari, che assumerà il comando del contingente.
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"Siamo in contatto con i nostri alleati e con i nostri interlocutori, sempre lavorando per trovare soluzioni che riducano la tensione. Lavoriamo contro l'escalation". Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della visita effettuata oggi alla Casa di reclusione di Paliano
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"L'Italia sta monitorando la situazione relativa alle missioni che vedono la partecipazione di suoi contingenti in Medio Oriente. Stiamo seguendo anche con il ministro Crosetto". Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della visita effettuata oggi alla Casa di reclusione di Paliano. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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M.O., Tajani: situazione preoccupa, lavoriamo contro escalation 31 luglio 2024 Paliano (Fr), 31 lug. - "C'è una situazione molto preoccupante, noi stiamo lavorando per evitare un'escalation nell'area, stiamo seguendo le due grandi crisi di queste ore: quella in Medio Oriente e quella in Venezuela con un occhio rivolto sempre alle comunità di italiani per cercare di tutelare la loro sicurezza". Lo ha detto il vice premier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo a una domanda…
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"Siamo in contatto con i nostri alleati e con i nostri interlocutori, sempre lavorando per trovare soluzioni che riducano la tensione. Lavoriamo contro l'escalation". Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della visita effettuata oggi alla Casa di reclusione di Paliano. (Alexander Jakhnagiev)
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In Libano la tensione è altissima. La rappresaglia israeliana contro Hezbollah, a tre giorni dal massacro di bambini drusi a Majdal Shams nel Golan settentrionale, secondo l’Idf (Israel Defense Forces, ovvero le Forze di Difesa d’Israele) ha determinato la morte di Fuad Shukr, numero due del partito di Dio. Di certo l’operazione contribuisce a gettare ulteriore benzina sul fuoco di un rapporto già storicamente deteriorato…
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"Sicuramente noi siamo stati abbastanza chiari nel porre la questione provando a ragionare insieme su quali siano gli interessi che ha ciascuno. Penso che la Cina non abbia alcuna convenienza in questa fase a sostenere la capacità industriale russa, anche se come sappiamo non interviene direttamente, è evidente che questo crea una frizione perchè lo abbiamo scritto in tutti i modi possibili e immaginabili e lo abbiamo ribadito e io spero che ci si renda conto che questa nazione…
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"Speriamo che non ci sia un'escalation, perché Israele ha diritto a difendersi ma deve impedire che il conflitto si allarghi, non cadere nelle provocazioni di Hezbollah. Noi stiamo seguendo minuto per minuto attraverso l'ambasciata d'Italia a Beirut e quella a Tel Aviv l'evolversi della situazione, seguiamo con grande attenzione anche la situazione dei nostri connazionali che vivono in Libano, pronti a tutelarli in tutti i modi possibili".
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Meloni: “Preoccupata per Libano. Cina interlocutore importante” Preoccupazione per la situazione in Libano è stata espressa da Giorgia Meloni, che oggi è a Shangai, seconda tappa, dopo Pechino, del suo viaggio in Cina. Servizio di Augusto Cantelmi Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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Prosegue la visita cinese di Giorgia Meloni. In particolare, l’inquilina di Palazzo Chigi si sta maggiormente focalizzando sui dossier di politica internazionale, non rinunciando a sottolineare alcuni attriti con il Dragone.
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"Noi siamo a favore di una de-escalation, io credo che Hezbollah debba rispettare la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, non può essere condizionata da Gaza perché sono altre questioni quelle legate allo scontro tra Hamas e Israele. Ci auguriamo che nessuno voglia lavorare per una escalation, è il messaggio che ho dato sia al ministro libanese che con quello israeliano. Stiamo lavorando per la pace e affinché il conflitto non diventi sempre più largo".
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"Bisogna cambiare le regole d'ingaggio", ripete il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando della missione Unifil in Libano, nei giorni che seguono l'attacco a Israele. Sono mesi, in realtà, che Crosetto cerca di portare all'attenzione dell'Onu il dossier: l'Italia, del resto, è presente con un contingente molto numeroso, per il quale dal 7 ottobre in poi si è posto il tema della sicurezza. Sono 1.300 i militari…
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Pechino, 30 lug. "Io sono molto preoccupata per quello che sta accadendo in Libano, per il rischio di una escalation regionale, proprio mentre sembrava che ci potessero essere degli spiragli e anche questo è un elemento che va valutato. Ogni volta che ci sembra di essere un po più vicini all'ipotesi di un cessato il fuoco accade qualcosa. Significa che ci sono diversi soggetti regionali che puntano un'escalation e che puntano sempre a costringere Israele a una reazione, lo dico anche…
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