La verità è figlia del tempo, alla fine abbiamo vinto anche la nostra scommessa per il 2023. Ieri l’apotesi, è successo qualcosa di epico! L’antipasto nel primo pomeriggio con i prezzi alla produzione in America. Un crollo spettacolare, deflation is back! Ma il clou dello spettacolo si è visto in serata con le previsioni dei governatori per i tassi, il prossimo anno… Un governatore della Fed prevede 6 tagli dei tassi nel 2024.
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Così si legge nel comunicato con cui la Fed di Jerome Powell, nella giornata di ieri, ha confermato i tassi Usa al range compreso tra il 5,25% e il 5,5%: “Gli ultimi dati suggeriscono che la crescita dell’attività economica è rallentata rispetto al forte ritmo riportato nel corso del terzo trimestre. La crescita dei posti di lavoro ha moderato il passo rispetto all’inizio dell’anno, ma rimane solida, e il tasso di disoccupazione è rimasto basso.
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Tre tagli da un quarto di punto nel 2024: la Federal Reserve indica quale sarà la rotta dei tassi e dichiara ufficialmente conclusa la stagione dei restringimenti della politica monetaria sulla falsariga di quanto fece Paul Volcker negli anni Ottanta. Non è del tutto la traiettoria auspicata dai mercati, che scommettevano su quattro sforbiciate e su circa 100 punti base di «dimagrimento» , ma dai cosiddetti «dot plot» (i pallini che indicano quale sarà la parabola impressa al costo del denaro) emerge con chiarezza la virata a 180…
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Se la decisione di mantenere nell'ultima riunione del 2023 i tassi di interesse fermi (al range 5,25/5,50%, il massimo degli ultimi 22 anni) il meeting del comitato di politica monetaria della Federal Reserve ha tuttavia indicato un miglioramento dell’inflazione più rapido del previsto, che apre la porta a tagli dei tassi nel prossimo anno. Addirittura 3 nel 2024, secondo la maggior parte dei partecipanti al sondaggio trimestrale.
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