Le moderne auto sono sempre più infarcite di tecnologia e all’interno dell’abitacolo troviamo schermi sempre più grandi. Su alcuni modelli, gli interni sono sempre più minimalisti, con i pulsanti fisici ridotti davvero all’essenziale. Addirittura, ci sono vetture che offrono schermi anche per i passeggeri posteriori. Insomma, schermi ovunque a discapito, in molti casi, della praticità d’uso e della sicurezza visto che per poter impostare, ad…
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La tecnologia digitale nelle auto sta attraversando un momento di critica e rivalutazione. Non più solo una questione di numeri di pollici e form factor delle schermate, ma di utilità reale per chi guida. La recente polemica tra Audi e Mercedes sulla presenza di “maxi schermi” negli abitacoli, come riportato da Híbridos y Eléctricos, ha riacceso il dibattito su quanto questi display siano effettivamente benefici o semplicemente tecnologia fine a se stessa.
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Nel mondo dell’automobile, la Audi si prepara a una svolta epocale che promette di ridefinire il modo in cui viviamo l’abitacolo. Non si tratta solo di un cambiamento estetico, ma di una vera e propria rivoluzione culturale, guidata dalla visione del nuovo Chief Creative Officer Massimo Frascella. Il cuore di questa trasformazione? Un ritorno all’essenziale, dove la tecnologia non invade ogni centimetro della plancia, ma si fa presente solo quando realmente utile.
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L'era del dominio digitale assoluto all'interno degli abitacoli potrebbe essere giunta a un punto di svolta. Se negli ultimi anni l'industria automobilistica ha inseguito la tendenza dei maxi-schermi, dettata principalmente dalla riduzione dei costi industriali e dalle richieste del mercato cinese, Audi sembra pronta a un radicale cambio di paradigma. La Casa dei Quattro Anelli, infatti, sta pianificando un ritorno alle origini, privilegiando la qualità dei materiali e la sensazione tattile…
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Gli schermi hanno preso il controllo degli interni delle auto per diversi motivi. Il più evidente è il contenimento dei costi, visto che per i costruttori è più economico eliminare i comandi fisici e convogliare l’accesso alla maggior parte delle funzioni attraverso il sistema di infotainment. Tuttavia, non è solo questo. La Cina, il più grande mercato automobilistico al mondo, preferisce nettamente plance in stile smartphone
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Negli ultimi anni l'abitacolo di molte auto si è riempito di schermi sempre più grandi e onnipresenti, quasi fossero il nuovo centro di comando di ogni viaggio. La promessa era quella di un'esperienza di guida più connessa e intuitiva. La realtà ha mostrato qualcosa di diverso: tanta abbondanza ha portato anche più distrazione che (spesso) comodità, lasciando molti automobilisti con la sensazione di dover "combattere" contro l'interfaccia invece di dedicarsi…
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I sopravvissuti dell'analogico: tra dinosauri del 1996 e startup rivoluzionarie, ecco chi resiste alla "dittatura del touch" Se sei stanco di guidare un ufficio mobile che ti chiede costantemente aggiornamenti software o di navigare tra mille sottomenù solo per alzare la temperatura del clima, ti capiamo. E abbiamo una notizia per te. Facciamo due: una buona e una... meno. La prima, è che il 2026 non sarà l'anno della capitolazione totale al digitale: sopravvivono sacche di resistenza.
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Sembrava un destino non negoziabile: l'automobile del presente e del futuro avrebbe dovuto abbondare di schermi a di tecnologia. Una visione che non metteva al centro l'automobilista ma un ecosistema connesso e "pensante" che avrebbe preso decisioni mentre all'interno ci si riposa e diverte. Un progetto di mobilità realizzato con troppo anticipo - e senza gli strumenti adeguati - che al posto di aiutare il conducente l'ha distratto dalla sua funzione primaria: guidare.
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