"Fa parte della politica perdere le elezioni. Non la considero una sconfitta personale. Era una riforma in cui credevo e in cui penso di aver messo tutto l'impegno possibile. Ero certo che avremmo vinto. Mi inchino al popolo sovrano. Ma non penso a dimettermi. Ho ancora molte cose da fare, anche se alcune riforme si fermeranno". Così, in un'intervista al Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio
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Il giorno dopo, al ministero della Giustizia, il silenzio pesa più delle parole. Quelle ufficiali, affidate a una nota, provano a sottrarre il risultato del referendum a una lettura politica. «Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano», dice Carlo Nordio. «Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico». Ma è esattamente ciò che, lontano dai mic…
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Il retroscena Effetto voto, terremoto al ministero di Giustizia Nordio, Bartolozzi e Delmastro sul banco degli imputati per la sconfitta referendaria. Ipotesi demansionamento per la capa di gabinetto, anche il sottosegretario rischia Francesco Malfetano
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Aria di chi attende il «plotone di esecuzione» (cit. Bartolozzi), ieri al ministero di Giustizia. Perché semmai dovesse esserci qualcuno che pagherà – per tutti – la sonora bocciatura della riforma Nordio, è certo che siede in via Arenula. Anche se lo stesso ministro si è affrettato ieri a smentire voci di rimpasto: «Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico». Epperò in quegli uffici ieri il Guardasigilli ha atteso i risultati referendari…
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Al ministero della Giustizia l’unico a sembrare davvero spaesato è il ministro Carlo Nordio. Il “No” arriva fragoroso e il Guardasigilli risponde con un comunicato in cui si limita a “prendere atto” del voto che non avrebbe “un significato politico”. Viene descritto come frastornato, il ministro della Giustizia, che ha dedicato tutta la sua carriera …
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Le parole del ministro Nordio: "Abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l'importanza di questa riforma" In questa puntata intervengono: Davide Bellomo (FI), Erika Stefani (Lega), Ettore Rosato (Gruppo Misto), Sara Kelany (FDI), Giuseppe Benedetto (Comitato "Si Separa"), Elia Gabriele (Comitato "Chi accusa non giudica"), Toni Ricciardi (Pd), Marco Grimaldi (Gruppo Misto), Anna Laura Orrico (M5S), Mario Calì (Partito Socialista Democratico Italiano), Franco Moretti…
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Che il garantismo non fosse la più popolare delle opzioni politiche era arcinoto. Ma che potesse essere travolto in modo così evidente, non era una previsione scontata. E invece l’esito del referendum sulla separazione delle carriere certifica un’amara verità, amara quanto meno per chi difende i princìpi del diritto penale liberale: nel garantismo gli italiani non credono. E men che mai credono nell’opportunità di rivedere gli equilibri fra politica e magistratura.
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ROMA (ITALPRESS) – “Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma.
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"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall'articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico.
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"Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli". Così il ministro della Giustizia, Nordio, sull'esito del Referendum. "Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico", aggiunge. "Ringraziamo la parte dell'elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l'alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia".
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Nordio e l'ultima offesa agli italiani: «Abbiamo provato a spiegare» Il ministro giustifica la sconfitta dando dei cretini a tutti quelli che hanno votato "no" C’è una cosa quasi commovente, nel comunicato di Carlo Nordio. Quella compostezza da nota istituzionale… dopo aver passato settimane a giocare una partita tutta politica, tutta di pancia, tutta da curva. “Prendo atto con rispetto”. Certo. Dopo aver provato a guidare il coro
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La vittoria del No al referendum sulla giustizia che si sta profilando è sicuramente una dura sconfitta politica per Giorgia Meloni ma può rappresentare, per lei e per tutto il centrodestra, anche una grande occasione politica. Di certo Giorgia Meloni non è tenuta a dimettersi da presidente del Consiglio per il risultato negativo conseguito al referendum. Il significato poli…
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