Si sono avvolti in lenzuoli bianchi, a riprodurre i sudari che coprono i corpi delle vittime delle stragi che ogni giorno si susseguono in Palestina per mano dell’esercito stragista di Benjamin Netanyahu. “Non ne possiamo più di vedere bambini ridotti a pelle e ossa e uccisi – spiegano gli attivisti – Giorgia Meloni e il suo governo si dovrebbero vergognare per non aver ancora condannato pubblicamente i crimini di…
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Approfondimenti:
In ritardo e non senza ipocrisia, dato che per 20 mesi non si è fatto nulla per fermare il massacro dei civili e la distruzione a Gaza, adesso Bruxelles si fa sentire. Almeno a parole. Prima la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha definito «abominevoli» le azioni militari di Israele nella Striscia. Poi la condanna arrivata dalla responsabile della politica estera europea, Kaja Kallas: «L’operazione militare di Israele a Gaza, l’uso sproporzionato della forza e la morte di civili…
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Coricati per terra davanti a palazzo Ducale, in piazza De Ferrari, coperti da lenzuoli bianchi, tanti sudari in adesione all’iniziativa ‘50.000 sudari per Gaza”: la protesta che sta coinvolgendo tante città in Italia è arrivata anche a Genova grazie a “Ora in silenzio contro la guerra”, l’evento che si ripete ogni settimana sugli scalini del Ducale, e arrivato ormai alla 1200.esima edizione per protestare contro la cultura di guerra, contro tutte le guerre.
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“Israele sta combattendo una guerra per procura per conto del Regno Unito proprio come l’Ucraina sta combattendo per conto dell’Europa occidentale contro la Russia”. Così Kemi Badenoch, leader dei Tory, in un’intervista a Sky news, che per motivare tale assurdità, che pure disvela la brutale verità che sottende il sostegno attivo dell’Occidente a Israele, ha spiegato che l’Iran è un nemico del Regno Unito e che sostiene Hamas, da cui l’interesse britannico a far proseguire la mattanza di Gaza…
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"Il Psi, lo ha ufficializzato oggi attraverso i canali social, sarà in piazza per la manifestazione per Gaza. Abbiamo denunciato l’atteggiamento di Benjamin Netanyahu dall’inizio. Ha distrutto le buone ragioni di Israele ed è diventato un danno per il suo Paese, per la comunità internazionale. Su Gaza ha scatenato un genocidio, va fermato". Lo dice Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi, parlando dell'appuntamento del 7 giugno.
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Credo che l’eccidio di Gaza sia tale da ridimensionare tutto e tutti. Ogni cosa, in questo frangente, di fronte al dolore luttuoso della strage dei palestinesi assume scarso valore e peso specifico. In un mondo dove degli Stati criminali, e Israele è uno di questi, fanno l’elenco degli “Stati carogna”, di quei paesi, cioè, che non si adeguano al potere e all’influenza politica dei primi, si è cercato, assurdamente, di far passare il genocidio di un popolo come una regolare prassi di riassetto geografico, necessaria a ridisegnare i confini di uno stato…
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(Adnkronos) - "Rimanere in silenzio ci rende complici. Siamo testimoni dei crimini di genocidio e ci rifiutiamo di approvarli con il nostro silenzio": 380 scrittori, artisti e organizzazioni culturali internazionali – tra cui Zadie Smith, Ian McEwan, Russell T Davies, Hanif Kureishi e George Monbiot – hanno firmato una lettera aperta che denuncia la guerra condotta dal governo israeliano nella Striscia di Gaza come un "genocidio".
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Nelle ultime settimane, il consenso attorno all’idea che è intollerabile assistere e contribuire al genocidio del popolo palestinese si è enormemente allargato. Ne ha parlato il manifesto proprio ieri. È difficile dire cosa sia successo. Forse le dichiarazioni ormai del tutto esplicite di chi guida Israele politicamente e militarmente hanno fatto apparire ridicoli gli ultimi tentativi di negare una parola attorno a cui si discute da troppo tempo: genocidio.
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Trecento scrittori francofoni pubblicano su Libération una lettera aperta dal titolo «Non possiamo più accontentarci della parola “orrore”, è giunto il momento di chiamare “genocidio” quel che viene commesso a Gaza». Tra i firmatari ci sono premi Goncourt come Leïla Slimani, Hervé Le Tellier e Nicolas Mathieu, e premi Nobel per la letteratura come Annie Ernaux e J.M.G. Le Clézio. Il testo appare in una fase in cui il presidente Emmanuel…
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