TERMOLI. «Dopo mesi di tavoli inconcludenti, l’unica proposta concreta del ministro Urso per il settore automotive è la sua riconversione all’industria della difesa e della sicurezza. Nessun piano di rilancio, nessun investimento serio in ricerca e innovazione, nessuna strategia per riportare stabilità e prospettive a un comparto in crisi. Solo la solita resa incondizionata di un Governo che ha scelto di abbandonare l’industria dell’auto, i lavoratori e interi territori, come dimostra il caso della…
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Approfondimenti:
Un incontro durato due ore che sembra chiudere definitivamente una esperienza avviata per la prima volta nel 1997, con la prima campagna di incentivi all'acquisto per l'auto. In occasione del tavolo sull'automotive convocato al ministero delle Imprese e il Made in Italy, il titolare del dicastero Adolfo Urso ha previsto lo stop definitivo a qualsiasi futura campagna di sostegno all’acquisto finanziata direttamente dallo Stato.
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Se non fosse drammatico essere testimoni diretti di una “guerra a pezzi” (copyright Papa Bergoglio), nulla come l’esplosione diffusa e contemporanea di conflitti (Ucraina, Medioriente, Africa) ha spinto l’acceleratore al settore aerospaziale e delle aziende del comparto difesa. Con l’Europa che con l’arrivo ruvido di Donald Trump alla Casa Bianca si è trovata a fare da “vaso di coccio” tra giganti d’acciaio (Usa, Russia e pure la Cina), la necessità di contribuire maggiormente ai costi…
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Il futuro delle imprese automotive in Italia? Difesa (quindi industria bellica), ma anche aerospazio, blue economy (la creazione di un ecosistema sostenibile grazie alla trasformazione, in merce redditizia, di sostanze precedentemente sprecate) e cybersicurezza. Per la serie: tanti saluti al green. La ricetta per rilanciare il comparto è di Adolfo Urso (in foto), ministro delle Imprese e del Made in Italy, ed è stata esposta durante il «Tavolo» con sindacati e associazioni varie.
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Le imprese del settore automotive saranno incentivate a convertirsi verso comparti a maggiore crescita, come la difesa, l'aerospazio, la blue economy e la cybersicurezza. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, intervenendo al tavolo Automotive. «Siamo un governo responsabile: il nostro obiettivo è mettere in sicurezza le imprese e tutelare i lavoratori.
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Parola d’ordine: riconversione. Per salvare la filiera dell’automotive in crisi, il ministro Urso propone di riconvertire la produzione verso il settore aerospazio o della Difesa: «Il nostro obiettivo è mettere in sicurezza le imprese e tutelare i lavoratori. Per questo incentiviamo le aziende della filiera automotive a diversificare e riconvertire le proprie attività verso settori ad alto potenziale di crescita, come la difesa, l'aerospazio, la blue economy e la cybersicurezza» ha detto ieri al Tavolo per l’automotive…
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Anche il 2025 si è aperto nel modo peggiore per l’industria dell’automotive: la produzione è crollata del 25,3 per cento rispetto all’inizio del 2024. E - come ha rilevato l’Anfia - soltanto le vetture assemblate, per la precisione 10.800, hanno segnato un tracollo del 63,4 per cento nello stesso lasso di tempo. Male anche la componentistica (-15,4), reggono solo rimorchi e semirimorchi (+7). Di fronte a questo scenario, con un’industria che dà lavoro a oltre 270mila addetti e che si…
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TORINO. L’Europa deve fare di più per il settore automotive. È questa la voce unanime che arriva dal nuovo tavolo al Mimit, dove il ministro Adolfo Urso insieme ai rappresentanti della filiera e ai sindacati fa il punto sulle politiche nazionali ed europee. L’obiettivo del governo, rimarca, è mettere in sicurezza le imprese e tutelare i lavoratori, per questo «incentiviamo le aziende della filier…
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Le auto non si vendono più? Trasformiamole in bombe. Se Giorgia Meloni si agita per avere un ruolo in Europa nelle tensioni tra Stati Uniti e Usa, i suoi ministri hanno già deciso che, in fin dei conti, il progetto di riarmo di Ursula von der Leyen può rivelarsi conveniente in molti campi. Si perderebbe un punto di Pil, certo, ma uno dei vantaggi lampanti dell’economia di guerra è che distrae dai disastri in quella reale.
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