Alcuni giorni fa il blitz contro la nuova mafia a Palermo con l’arresto di 183 tra boss e affiliati. Il tenente colonnello dei carabinieri Domenico La Padula, originario di Polla, è il comandante del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Palermo che portato avanti la maxi retata. Per questo importante ruolo e per la sua carriera dedita alla lotta alla criminalità il Comune di Polla ha voluto dedicato un encomio solenne “per il…
Leggi
Approfondimenti:
Immagine da Google Maps L’interesse per la ristrutturazione di un ex motel e un boss venuto in sogno a un intermediario per rassicurarlo sulla messa a posto. Dietro ci sarebbero i «cristiani sucasangue» dell’Odissea, probabilmente un modo per indicare Cosa nostra palermitana. Sono alcuni degli elementi che emergono dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Palermo, che alcuni…
Leggi
La domanda rivolta ai lettori dopo gli ultimi arresti IL QUESITO 1 min di lettura SE SOTTO NON VEDI IL TESTO E LE OPZIONI DI VOTO, VAI Partecipa al dibattito: commenta questo articolo Pubblicato il Articoli Correlati CATANIA L'INCHIESTA TRAPANI L'INCHIESTA IN PROVINCIA DI PALERMO L'INCHIESTA IL CASO PALERMO Segui LiveSicilia sui social Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella! SEGUICI
Leggi
L’invasione dei rotoloni in Sicilia nasconde un modo meno impopolare di imporre il pizzo. Che fosse un fenomeno diffuso e organizzato a MeridioNews era già saltato agli occhi anni fa, quando strade e marciapiedi di alcuni Comuni siciliani hanno cominciato a essere ingombrati da «super offerte» e da «affari speciali». All’epoca, però, gli investigatori ne sapevano poco e nelle carte delle inchieste non c’era più di qualche accenno.
Leggi
Calogero Lo Presti era un «leone in gabbia». Sputava fuoco e fiamme nei confronti di chi riteneva «indegno» per non aver pensato al suo sostentamento in carcere e alla famiglia, ed etichettava come «cornuto» chi invece lo aveva «consumato», facendo il suo nome in giro e ritenendolo colpevole di averlo fatto finire dietro le sbarre. Schiumava rabbia al telefono con il nipote Angelo Costa, intercettati nell’ambito del maxi blitz antimafia che la scorsa…
Leggi
Scena muta dei tre agrigentini tra le 181 persone arrestate una settimana fa nell’ambito della maxi operazione antimafia dei carabinieri e della Dda di Palermo. Si tratta di Capraro Pietro 39 anni, di Villaseta; Gabriele Minio, 36 anni, di Agrigento e Gaetano Licata 41 anni, di Villaseta, tutti già in carcere dal dicembre scorso, poiché coinvolti nell’inchiesta dei carabinieri e della Dda palermitana sui clan di Agrigento/Villaseta e Porto Empedocle.
Leggi
Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere i tre indagati agrigentini arrestati negli scorsi giorni nella maxi operazione dei carabinieri che ha smantellato quattro mandamenti mafiosi di Palermo. Si tratta di Pietro Capraro, ritenuto il capo della famiglia di Villaseta; Gaetano Licata, considerato il luogotenente del primo, e Gabriele Minio, ritenuto affiliato alla stessa cosca (difesi dagli avvocati Carmelita Danile, Salvatore Cusumano e Ninni…
Leggi
Il geometra Antonio Cannella, attivissimo referente di grandi gruppi imprenditoriali per realizzare centri commerciali a Palermo e provincia, discuteva spesso di affari anche col capomafia di Villagrazia Sandro Capizzi. È un capitolo dell’ordinanza di custodia cautelare che ha portato Cannella in carcere nel blitz dei 181, per concorso esterno in associazione mafio…
Leggi
Undici ai domiciliari venerdì 14 Febbraio 2025 Restano in cella 141 dei 181 capimafia, gregari ed estortori fermati e arrestati martedì nel corso di un maxiblitz della Dda di Palermo che ha colpito i clan del capoluogo e della provincia. Per 11 persone i giudici hanno disposto i domiciliari, per 12 l’obbligo di firma. Alcune posizioni sono ancora al vaglio dei magistrati. Regge, dunque, l’impianto accusatorio dei pm che hanno…
Leggi
Restano in cella 141 dei 181 capimafia, gregari ed estortori fermati e arrestati martedì nel corso di un maxi blitz della Dda di Palermo che ha colpito i clan del capoluogo e della provincia. Per 11 persone i giudici hanno disposto i domiciliari, per 12 l’obbligo di firma. Alcune posizioni sono ancora al vaglio dei magistrati. Regge, dunque, l’impianto accusatorio dei pm che hanno disarticolato i clan di Pagliarelli, Tommaso Natale, Santa Maria di Gesà, Porta Nuova, Cinisi, Carini e…
Leggi
L'operazione dei carabinieri che l'11 febbraio 2025 ha coinvolto 180 persone, 33 delle quali già in carcere, ha riguardato molti cognomi noti di Cosa nostra, famiglie che da tempo sono ai vertici dei mandamenti. Boss che hanno continuato a portare avanti i soliti affari, in primis le estorsioni e il traffico di droga, sfruttando tutti gli strumenti hi-tech a disposizione oggi. Ma i giochi online sono la principale new entry tra i business che danno nuova linfa a Cosa nostra.
Leggi
/02/2025 06:00:00 L’operazione dei Carabinieri che martedì scorso ha portato all’arresto di 181 affiliati di Cosa Nostra a Palermo ha squarciato il velo su un fenomeno inedito: la mafia del terzo millennio è sempre più giovane, tecnologica e con un volto femminile. Under 40 esperti di digitalizzazione, donne che comandano mandamenti e una generazione ansiosa di sostituire i boss storici, spesso con metodi ancora più spietati.
Leggi
Palermo, in manette il figlio del capomafia: “E’ il mediatore dei clan per gli affari dei megastore”
Quando le grandi aziende avevano bisogno di un terreno e di un capannone per realizzare un supermercato o uno store in città o provincia si rivolgevano a lui, il vulcanico geometra Antonio Cannella, “ceo della Cannella consulting” così si presentava. Anche un grande marchio come Lidl gli aveva affidato un incarico, per individuare l’area e l’immobile da destinare a un nuovo supermercato a Villaba…
Leggi
Leggi sbagliate, dinamiche mafiose non comprese, sorveglianza nelle carceri colpevolmente abbassata a suon di sentenze. L’inchiesta di Palermo condotta dal Procuratore della Repubblica di Palermo Maurizio De Lucia e dalla Procuratrice aggiunta Marzia Sabella e coordinata dai carabinieri conferma alcune recenti intuizioni investigative passate colpevolmente sotto silenzio: mafia, camorra e ’ndrangheta ormai vanno a braccetto, con l’associazione criminale calabrese ormai…
Leggi
L’intera famiglia mafiosa di Tommaso Natale voleva mettere le mani sulla ristrutturazione dell’ex Motel Agip di Palermo che doveva essere trasformato in un albergo a quattro stelle. Le indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e condotte dai carabinieri hanno svelato il sistema con cui il clan palermitano, assieme a quello di Terrasini, volevano infiltrarsi nel cantiere grazie all’intermediazione degli affiliati con alcuni imprenditori compiacenti.
Leggi
La Procura di Palermo, guidata dal procuratore Maurizio De Lucia, ha sferrato un duro colpo al cuore di Cosa nostra, ancora una volta intenta a riorganizzarsi attraverso i lucrosi proventi del traffico di droga. Con un’ordinanza di custodia cautelare per 183 affiliati, tra cui alcuni già detenuti, emerge un quadro interessante: da un lato, l’utilizzo di sistemi criptati all’avanguardia; dall’altro, un’organizzazione indebolita rispetto all’epoca d’oro di Totò Riina…
Leggi
Fanno impressione le intercettazioni del capomafia Giancarlo Romano, che un anno prima di essere ucciso si lamenta per lo scadimento professionale delle nuove leve. «Il livello è basso, misero. Appena li arrestano, si pentono…» e sembra di sentire quegli anziani che rimproverano ai giovani la mancanza di carattere, con l’immancabile richiamo nostalgico ai bei tempi andati. E quando il capomafia depreca che i mafiosi dell’ultima generazione non frequentino con impegno la scuola, dove potrebbero conoscere persone importanti per il loro futuro, ci si sente…
Leggi
«Dalla mafia ci si dimette solo con la morte», diceva il giudice Rosario Livatino, ucciso dalla “stidda” il 21 settembre 1990. Lui parlava e praticava la misericordia anche nei confronti dei criminali, ma conosceva bene la realtà mafiosa e la affrontava con efficacia, tanto da risultare un nemico da abbattere. Dopo 35 anni il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia, ha fatto un’affermazione uguale.
Leggi
Nell’equilibrio fra vecchi boss scarcerati e reclute, regole arcaiche e nuove tecnologie risiede la forza della Cosa Nostra palermitana che subisce una batosta. Sono 181 le persone arrestate ieri nell’operazione dei carabinieri del Comando provinciale e del Ros, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia. Bisogna andare indietro nel tempo, fino al blitz della notte di San Michele del 1984, che fu l’impalcatura del maxiprocesso, per trovare un elenco più…
Leggi
In carcere sono finiti boss che avevano finito da poco di scontare le condanne che erano state inflitte loro per altri reati e “picciotti”, le nuove leve alle quali Cosa Nostra si affida. Una Cosa Nostra che è tutt’altro in crisi di vocazione. Una mafia “sommersa” l’ha definita il procuratore della Dda di Palermo Maurizio de Lucia, ma pienamente operativa
Leggi
PUBBLICITÀ “Da questa straordinaria indagine della Procura di Palermo viene fuori un dato allarmante: l’estrema debolezza del circuito penitenziario di alta sicurezza che dovrebbe contenere la pericolosità dei mafiosi che non sono al 41 bis. L’inchiesta di Palermo mostra chiaramente, confermando quanto emerso in altri contesti investigativi, che il sistema di alta sicurezza è assoggettato al dominio della criminalità“.
Leggi
La sua latitanza era finita nel marzo 2018 a Saarbrücken, in Germania. Emanuele Cosentino era all’epoca un giovane elemento di spicco del clan Gallico, egemone nella zona di Palmi. Cinque anni dopo, Cosentino esce dal carcere di Parma e spunta in un’indagine della Dda di Palermo confluita oggi nella maxi operazione che ha portato all’arresto di 181 persone. Nell’ottobre 2023, tra i siciliani…
Leggi
Oltre 180 arresti nella retata compiuta nel capoluogo siciliano I boss che comandavano dal carcere con sistemi tecnologici avanzati. E’ quanto è emerso dalla maxi-operazione antimafia di Palermo, con oltre 180 arresti. “Da questa indagine emerge un dato allarmante: l’estrema debolezza e permeabilità del circuito penitenziario di alta sicurezza che dovrebbe contenere la pericolosità dei mafiosi che non sono al 41 bis”, ha dichiarato in conferenza stampa il procuratore nazionale…
Leggi
“Un’operazione straordinaria dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo ha portato all’arresto di oltre 180 persone, tra cui diversi boss, infliggendo un colpo durissimo a Cosa Nostra. Un risultato che conferma l’impegno incessante dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni. Pubblicità siciliatv.org
Leggi
Roma, 11 Feb. – “L’inchiesta della DDA di Palermo che ha condotto a 181 arresti, come ha dichiarato anche il Procuratore Nazionale Antimafia, Giovanni Melillo, conferma la disponibilità dei boss nelle carceri di strumenti di comunicazione avanzati, come telefonini criptati. Questo avviene anche e soprattutto nel circuito ad alta sicurezza in cui sono ristretti gli appartenenti alla criminalità organizzata e conferma la crisi generalizzata del sistema penitenziario che non risponde più a nessuno…
Leggi
I Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo nel corso della notte hanno eseguito i provvedimenti cautelari emessi dall’Ufficio del G.I.P. del Tribunale diPalermo e i decreti di fermo di indiziati di delitto emessi dalla Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica a carico di 163persone, delle quali 33 già detenute per altra causa, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso…
Leggi
«Le indagini che hanno portato agli arresti di oggi dimostrano che Cosa nostra è viva e presente e dialoga con canali comunicativi assolutamente nuovi, fa affari e cerca di ricostituire il suo esercito ». Lo ha detto il procuratore di Palermo Maurizio De Lucia alla conferenza stampa in cui i magistrati e i carabinieri stanno illustrando i particolari del blitz antimafia che ha portato a 181 arresti.
Leggi
I carabinieri impegnati nell’operazione antimafia che ha disarticolato diversi mandamenti mafiosi di Palermo e provincia. Eseguiti 183 provvedimenti restrittivi, tra ordinanze di custodia cautelare e fermi disposti dalla Procura. Colpiti i mandamenti di Porta Nuova, Pagliarelli, Tommaso Natale-San Lorenzo, Santa Maria del Gesù e Bagheria. In azione militari di diversi comandi provinciali della Sicilia e del reparto Anticrimine del Ros di Palermo, con il…
Leggi
Maxi operazione antimafia a Palermo: 180 arresti Maxi operazione a Palermo volta a contrastare Cosa Nostra: in tutto, 180 arresti. L’operazione è stata condotta dai carabinieri a Palermo, sotto la direzione del procuratore Maurizio de Lucia e della procuratrice aggiunta Marzia Sabella. Le indagini hanno svelato non solo l’organigramma delle principali famiglie mafiose, ma anche i complessi affari che alimentano l’attività dei clan, gettando luce sulle modalità con cui Cosa Nostra cerca di riorganizzarsi nonostante le dure…
Leggi
Il Ponte c’è già: è virtuale e fa scorrere fiumi di cocaina tra Calabria e Sicilia. Organizza i traffici internazionali e trova contatti con altre organizzazioni che gestiscono le rotte della droga. Una joint venture…
Leggi
VIDEO | Mafia, 180 arresti a Palermo. “Ma per loro, tra stare in carcere o no c’è pochissima differenza” L'accusa del procuratore di Palermo de Lucia: "La disponibilità di cellulari per comunicare anche in video pone un serio problema". Melillo: "Il governo? Tutti possono fare di più" Getting your Trinity Audio player ready... PALERMO – Dall’inchiesta antimafia di Palermo, che ha portato a 181 arresti, emerge la “flebile…
Leggi
Un’operazione straordinaria dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo ha portato oggi all’arresto di oltre 180 persone, tra cui diversi boss, infliggendo un colpo durissimo a Cosa Nostra. Un risultato che conferma l’impegno incessante dello Stato nella lotta alla…
Leggi
Roma, 11 feb. Vasta operazione antimafia all'alba dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo con 183 provvedimenti restrittivi disposti dal GIP del Tribunale di Palermo e dalla Direzione Distrettuale Antimafia.Impegnati - con la copertura aerea di un elicottero del Nono Elinucleo di Palermo - 1.200 Carabinieri circa dei Comandi Provinciali della Sicilia, del Reparto Anticrimine del ROS di Palermo, con il supporto dei "baschi rossi" dello Squadrone Eliportato…
Leggi
