"Venite, serve aiuto". La telefonata parte poco prima delle 4 del mattino da un appartamento nel cuore del Barco. All’altro capo del filo c’è la centrale operativa del 118. Dalla richiesta di soccorso non era possibile immaginare ciò che gli operatori avrebbero trovato, di lì a poco, tra quelle mura. Al loro arrivo nella casa al primo piano di una palazzina popolare al civico 25 di via Gatti Casazza, hanno sollevato il velo sull’orrore.
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