ASCOLI PICENO. L’Osservatorio sulla demografia d’impresa nelle città italiane, realizzato da Confcommercio e Centro Studi delle Camere di Commercio, fotografa una situazione preoccupante per il tessuto commerciale di Ascoli Piceno. Negli ultimi 4 anni, dal 2019 al 2023 (giugno), sono scomparsi 47 negozi nel centro storico e 35 nella restante parte del territorio comunale (totale di 82). Un calo del 17,2% e del 9,1% rispettivamente, che conferma il trend…
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Crisi a Torino – Oltre 12mila attività chiuse in città negli ultimi 10 anni. I dati allarmanti Negli ultimi dieci anni, più di 12.000 attività economiche hanno chiuso i battenti a Torino. Sono i dati allarmanti che emergono da uno studio condotto da Confcommercio e il centro studi Guglielmo Tagliacarne. Questo equivale al 12% circa delle imprese nel commercio al dettaglio, alberghi, bar e ristoranti.
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Genova. “C’era una volta il commercio”. Inizia così il report con cui Confcommercio testimonia la crisi in cui sono sprofondate le attività di commercio al dettaglio in tutta Italia, un trend negativo che si riflette anche su Genova. In dieci anni, infatti, nel capoluogo ligure hanno chiesto oltre 1.500 negozi, quasi quattro al giorno, passando dai 6.846 del 2012, ai 5.320 di giugno 2023. La crisi del commercio: persi 1.526…
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, a Modena, hanno chiuso quasi 350 negozi e oltre 80 bar, sono cresciuti di oltre 60 unità i ristoranti e di 40 le attività ricettive diverse dagli hotel. È questo quanto emerge da un’indagine dell’ufficio studi di Confcommercio su dati del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne. Numeri alla mano, il commercio al dettaglio è calato – nel periodo 2012-2023 – di 349 unità, passando da 1.738 a 1.380 imprese, con una riduzione consistente avvenuta in centro storico, dove sono state…
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Di Redazione Picenotime giovedì 15 febbraio 2024 Nei giorni scorsi sono stati diffusi i dati dell'Osservatorio della demografia d'impresa nelle città italiane e nei centri storici, realizzato dall'Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne. L'Osservatorio è un'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio sui cambiamenti del commercio e delle imprese nelle città italiane negli ultimi dieci…
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Anche la città di Matera rientra tra i comuni oggetto dell’indagine realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio sulla demografia d’impresa “Città e demografia d’impresa: come è cambiato il volto delle città, dai centri storici alle periferie”. L’analisi finalizzata ad analizzare l’andamento della demografia delle imprese nelle città italiane ea monitorare nel…
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Secondo Confcommercio dal 2012 a oggi sono 111.000 i negozi e le attività ambulanti che hanno chiuso le serrande in Italia. Tante saracinesche si abbassano e c'è chi dà la colpa alla concorrenza dell'online, anche se non è ovviamente l'unico fattore. I negozi quindi sono in crisi e gonews.it a tal proposito ha scelto di fare un sondaggio sulle preferenze d'acquisto di lettori e lettrici. "Tu come compri?" è la semplice domanda.
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Negli ultimi dieci anni spariti più di 6 mila esercizi di prossimità nell’Isola, anche se crescono alberghi, bar e ristoranti. Il presidente di Confcommercio Sicilia, Manenti: “La vendita online non va demonizzata, ma utilizzata al meglio affinché diventi un valore aggiunto” PALERMO – C’era una volta il negozio di prossimità, quel luogo dov’era possibile incontrare il proprio commerciante di fiducia, scambiare due chiacchiere, rifornirsi delle principali…
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La moria dei negozi a Milano continua. A fine 2023 in città ci sono 1.364 negozi in meno rispetto a fine 2018, quando le imprese del commercio al dettaglio attive erano 18.981 mentre a fine 2023 sono 17.617, con 143 attività che si sono cancellate solo nell’ultimo anno (2023, appunto). A questo numero si arriva considerando i dati del registro delle imprese di Milano sulla serrata definitiva de…
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I dati diffusi alcuni giorni fa da Confcommercio mostrano un’accentuazione del fenomeno della desertificazione commerciale, che appare più accentuata nei centri storici rispetto alle periferie e interessa tanto il Centro-Nord che il Mezzogiorno. In particolare, «Nei centri storici sono sempre meno le attività tradizionali (carburanti -40,7%, libri e giocattoli -35,8%, mobili e ferramenta -33,9%, abbigliamento -25,5%) e sempre più quelle che offrono servizi e tecnologia (farmacie +12,4%, computer e telefonia +11,8%)…
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Secondo Confimprese Italia, una delle conseguenze dell’abbandono dei centri storici da parte delle microimprese commerciali e degli artigiani è il proliferare dei pubblici esercizi che finisce per provocare almeno tre effetti negativi: la modifica morfologica dei centri storici, il nascere spontaneo di una sorta di cittadella del divertimento con la conseguenza dei fatti di violenza generati dalla malamovida, l’abbandono dei…
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Negli ultimi dieci anni nei cinque capoluoghi di provincia della Calabria hanno chiuso 852 imprese. Il dato emerge analizzando l'indagine "Città e demografia d'impresa: come è cambiato il volto delle città, dai centri storici alle periferie, negli ultimi dieci anni” presentata lo scorso 8 febbraio a Roma dal direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella ed effettuata in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo…
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Vetrine spente, la polvere che forma un velo su quelle che erano storie d’impresa e di vita, strade che rischiano di trasformarsi in luoghi bui, terreno fertile per il degrado. Dal Gargano al Salento ma, in realtà, un po’ in tutte le città del Sud e Nord Italia, la desertificazione commerciale sta avanzando inesorabilmente e rischia di lasciare senza accesso ai servizi, ai beni alimentari e di prima necessità soprattutto i centri storici.
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Confimprese individua nella presenza di un numero eccessivo di locali una delle cause della «desertificazione dei centri storici». In un documento la sezione palermitana dell’organizzazione del commercio interviene in parallelo con la presidenza nazionale. Palermo come il resto d'Italia Secondo Confimprese Italia, «una delle conseguenze dell’abbandono dei centri storici da parte delle microimprese commerciali e degli…
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Fino al 2012, in Lombardia, tra negozi, bar, ristoranti, alberghi, pensioni e locande, ogni giorno aprivano le serrande 2.234 attività che oggi non esistono più. Il processo di estinzione è stato progressivo, ma tutt’altro che lento: in undici anni, infatti, c’è stata una riduzione del 13,4 per cento dell’offerta. È questo il doloroso risultato emerso dal focus della nona edizione dell’Osservatorio della demografia d’impresa…
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Monza. Il tessuto commerciale tradizionale di Monza sta vivendo un momento di profonda trasformazione, con il declino dei negozi storici e l'ascesa dell'e-commerce e delle attività di ristorazione e alloggio. Questo è quanto emerge dall'indagine condotta dall'Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne, che ha analizzato l'evoluzione del panorama commerciale degli ultimi dieci anni in 120…
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I negozi abbassano le serrande a Olbia. Numerose insegne si stanno spegnendo, chiudono i negozi a Olbia e in Gallura. A soffrire sono soprattutto negozi storici e piccole imprese, mentre crescono i bar, ristoranti e il settore dei servizi, specialmente nei centri storici. A Olbia, in particolare, aumentano delle attività gestite da stranieri. E’ l’analisi effettuata in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne.
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Drastico il calo del commercio in Emilia Romagna secondo dati di Confcommercio ma ancora più drastico risulta il dato ferrarese come testimonia anche un servizio del Tgr Emilia Romagna. I tutta la regione ci sono oltre 3500 attività al dettaglio in meno rispetto al 2012, nel comune di Ferrara sono 296 che in percentuale dice -24%. Se ci concentriamo invece su alberghi e ristoranti sono 93 in meno, il 12,8% rispetto al 2012.
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