Il Rapporto annuale Istat 2025, con le sue oltre 240 pagine, offre la consueta radiografia della “Situazione del Paese” (è proprio questo il suo sottotitolo), con una ricca dotazione di tabelle, grafici, serie storiche e confronti internazionali. Lettura impegnativa, ma sempre molto istruttiva. In particolare quest’anno il filo rosso interpretativo che guida sottotraccia questa preziosa analisi è il rapporto tra il cambiamento demografico della popolazione e i dati…
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Altre notizie:
È un’Italia a due velocità quella fotografata dall’Istat nel suo Rapporto annuale sulla situazione del Paese. Da un lato ci sono un’economia che si espande (anche se a ritmo moderato), un’occupazione che sale, un potere d’acquisto che cresce parzialmente, un’inflazione che cala. Dall’altro, una povertà che non si riesce a eradicare e che quindi è sempre più endemica. «L’Istat conferma ciò che denunciamo da anni: in Italia la povertà è una crisi strutturale», afferma non a caso Antonio Russo, portavoce dell’Alleanza…
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Negli ultimi anni, il panorama economico e sociale italiano ha subito una trasformazione che merita una riflessione profonda. Le retribuzioni contrattuali, elemento chiave per la stabilità finanziaria delle famiglie, hanno registrato un preoccupante calo del potere d’acquisto. Dal 2019 al 2025, il valore reale delle retribuzioni ha perso il 10,5%, una contrazione che evidenzia una situazione più grave rispetto ad altri paesi europei come la Spagna (-2,6%) e la Germania (-1,3%).
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Si dice che Donald Trump abbia vinto le presidenziali chiedendo agli americani: ma voi state meglio o peggio di cinque anni fa? In un Paese normale, scevro da ideologie e schieramenti preconcetti, nel 2027 gli italiani prima di crocettare la scheda elettorale dovrebbero porsi la stessa domanda. O no? Il Rapporto Istat annuale presentato ieri, è tutto da leggere ed è certamente una lettura molto interessante, perché evidenzia impietosamente alcune dinamiche del mercato del lavoro…
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Ecco l’Italia vera che il governo non racconta mai. Il nuovo rapporto Istat, appena pubblicato, fotografa un Paese che si spegne lentamente: più soli, più poveri, meno istruiti. E sempre più in difficoltà a curarsi. Ma chi dovrebbe cambiare le cose guarda altrove. C’è un’Italia che non fa rumore, ma che ogni giorno vive più faticosamente. È l’Italia che emerge dall’ultimo rapporto annuale dell’Istat: un Paese ancora ricco…
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Un rapporto con qualche luce e molte ombre. È quello presentato da Istat ieri mattina relativamente alla situazione economica e sociale d’Italia. Ne emerge un Paese che prova a resistere alla quasi certa recessione internazionale con un Pil che crescerà poco meno di quanto previsto dall’Esecutivo, con un livello di occupazione che cresce e che porta l’indice ai massimi storici ma con redditi ancora al palo e la propensione alla povertà uguale allo scorso anno.
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La confezione di uova da due, le mini porzioni di frutta e verdura, gli appartamenti da 60 metri quadri con la cucina in salotto: il mondo per come lo conoscevano i nostri genitori si sta restringendo. Le tavolate da 20 persone la domenica, simbolo per eccellenza dell'italianità, stanno diminuendo i coperti perché a rimpicciolire sono le famiglie. Le mamme lavoratrici in Italia sono ancora "Equilibriste" La violenza ostetrica in Italia è…
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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione. Il nuovo Rapporto Annuale Istat 2025 svela dati allarmanti per i giovani, ma sottolinea anche che il livello di istruzione è importante per il lavoro Non arrivano buone notizie sui giovani dall’ultimo…
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Ecco cosa dice l’impietoso Rapporto Istat 2025 Il Rapporto Istat 2025, nella sua limpida e impietosa rappresentazione dello stato del Paese, propone numeri che non lasciano spazio a letture rassicuranti. L’Italia è un Paese sempre più anziano, segnato da una denatalità strutturale, da un saldo migratorio insufficiente a riequilibrare la curva demografica, e da un aumento progressivo delle condizioni di disabilità e non autosufficienza.
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Nel 2024, l’economia italiana ha proseguito la sua crescita a un ritmo più contenuto rispetto ad altri grandi Paesi europei. Mentre la Francia e soprattutto la Spagna hanno registrato performance migliori, la Germania ha vissuto il secondo anno consecutivo di recessione. I primi mesi del 2025, tuttavia, si sono aperti con una forte incertezza legata alle tensioni sul commercio internazionale, in particolare per via delle decisioni di politica commerciale degli Stati Uniti
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Lavoro povero e declino economico: è questa la fotografia del Paese che emerge dal Rapporto annuale Istat. Ma non è avvenuto per caso, piuttosto da trent’anni di politiche che hanno peggiorato le condizioni di lavoro. I referendum dell’8 e 9 giugno sono l’occasione per cancellare alcune di queste politiche. Lavoro povero e declino economico: è questa la fotografia del Paese che emerge dal Rapporto annuale presentato ieri dall’Istat.
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Salari nominali, al netto di indennità e adeguamenti, su del 10,1%, inflazione dell'indice dei prezzi al consumo in impennata del 21,6%. Il risultato: salari reali, dunque potere d'acquisto, giù del 10,5%. Questo lo spaccato più significativo del rapporto annuale dell'Istat, occasione per una fotografia statistica del sistema-Paese e delle sue dinamiche economiche. L'Italia le cui imprese conquistano il mondo con
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Nel panorama sociale italiano si sta consolidando un mutamento profondo e silenzioso: la trasformazione della famiglia tradizionale. Secondo quanto riportato dall’ultima indagine dell’Istat, riferita al biennio 2023-2024, il nucleo familiare italiano è sempre più ridotto e frammentato e i salari hanno perso potere di acquisto. Le persone che vivono sole rappresentano oggi il 36,2% del totale, mentre le coppie con figli sono scese al 28,2%.
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Ieri mattina, a Palazzo Montecitorio, il Presidente dell’Istat, Francesco Maria Chelli, ha presentato il 33esimo rapporto annuale dell’istituto, con il quale si fotografa la situazione dell’Italia nell’anno appena passato, a cui si affiancano le previsioni per il 2025. Sarebbe da commentare, paragrafo per paragrafo, ognuno dei quattro capitoli che lo compongono, ma bastano alcuni dei dati per mostrare il fallimento della classe dirigente del paese.
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La popolazione invecchia rapidamente mentre le nascite sono al minimo storico con appena 370mila neonati nel 2024 e gli ultraottantenni che sfiorano quota 4,6 milioni e superano i bambini under 10. Le retribuzioni contrattuali reali recuperano una parte di quanto perso con l’inflazione ma a fine 2024 risultano ancora inferiori del 10,5% rispetto a quelle dell’inizio del 2019. Se si guarda alle retribuzioni di fatto (quelle che tengono conto anche dei contratti integrativi e del cambiamento di composizione…
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Grave povertà abitativa, esclusione sanitaria, mancanza di un reddito minimo universale: sono queste le tre priorità su cui serve intervenire con urgenza, secondo l’analisi dei dati contenuti nel Rapporto annuale dell’Istat 2024, basato sugli indicatori europei. Secondo il rapporto il 23,1% della popolazione italiana è a rischio povertà o esclusione sociale (+0,3% rispetto al 2023). Aumenta la povertà di +2,8% per le coppie con almeno tre…
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Nel 2024 le retribuzioni nominali in Italia hanno finalmente corso più dell'inflazione, segnando un parziale ma significativo recupero del potere d'acquisto eroso durante il biennio 2021-2022. Lo certifica l'Istat nel suo Rapporto annuale 2025 sulla situazione del Paese, presentato ieri alla Camera. In particolare, l'anno scorso la crescita annua dei salari medi reali è stata del 4,3% a fronte di un tasso d'inflazione medio annuo dell'1%.
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La crescita nella decrescita. Sta in questo ossimoro la capacità, tutta italiana, di adattarsi al mutare, spesso in peggio, delle condizioni esterne. Un'evoluzione darwinistica che rende cittadini e imprese resistenti ai cambiamenti, in grado di trarre forza dalla debolezza. Prendiamo il rapporto Istat appena pubblicato. Clima cupo. Gli italiani sono sempre meno. «Poca gente», come nel titolo di un libro del compianto Antonio Golini, già presidente dell'Istat…
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Un Paese più vecchio, con più occupati ma con salari reali che non hanno ancora recuperato la fiammata inflazionistica mentre il rischio povertà aumenta. Il rapporto annuale dell'Istat fotografa un'Italia più istruita e occupata ma con la produttività in calo e con forti rischi nel ricambio generazionale nelle imprese. La popolazione invecchia rapidamente, mentre le nascite sono al minimo storico con appena 370mila neonati nel 2024: gli ultraottantenni sfiorano quota 4,6 milioni e…
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Un paese sempre più vecchio, con una crescita al di sotto della media europea e un alto rischio povertà. Il rapporto annuale dell'Istat non fa sconti: Il Pil nel 2025 è in rallentamento per effetto soprattutto delle politiche commerciali globali, dopo un andamento nel 2024 moderato e sotto la media europea al +0,7%. Francia e Spagna hanno fatto meglio mentre la Germania è in calo. E se sul fronte dei conti pubblici il quadro è in netto miglioramento la ripresa - segnala Istat - è debole e…
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Lavoro povero e declino economico: è questa la fotografia del paese che emerge dal Rapporto annuale presentato ieri dall’Istat. Nel 2024 il Pil è cresciuto dello 0,7%, grazie alla tenuta delle esportazioni, mentre scendono consumi e investimenti. La produttività per ora lavorata è caduta dell’1,4%, gli investimenti non residenziali sono diminuiti, il volume della produzione industriale è calato del 4%, aggravando la caduta del 2% del 2023.
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La strategia è quella dell’opossum: fingersi morti in attesa che i problemi scompaiano, senza però sapere quando. Tranne qualche uscita estemporanea sulla crisi delle nascite in Italia, Meloni e il suo governo ieri hanno rispettato la consegna del silenzio mentre il presidente dell’Istat Francesco Maria Chelli snocciolava i dati sulla profonda crisi sociale, economica e lavorativa contenuti nel rapporto annuale presentato nella Sala della Regina di Montecitorio
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L’occupazione cresce quasi esclusivamente per gli over 50, le retribuzioni reali sono ancora ampiamente sotto il livello del pre-Covid, la produttività del lavoro è in calo, la povertà assoluta in lieve crescita e tra le conseguenze della crisi salariale c’è l’aumento del numero di persone che rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono troppo …
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Nel giorno in cui una interessante analisi di Gianni Trovati su “Il Sole 24 Ore” certifica con dovizia di dettagli che nel 2025 il Pil pro capite a parità di potere di acquisto dell’Italia ha raggiunto quello della Francia (tema da noi anticipato lo scorso 10 febbraio, sulla base dei dati Eurostat relativi al 2024), non si trova traccia di questa tendenza nel pur pregevolissimo “Rapporto annuale. La situazione del Paese” dell’Istat.
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Un quarto della popolazione a rischio deprivazione. Il 10% rinuncia a curarsi per le liste d’attesa e i costi alti Difficile selezionare tra i dati forniti dall’Istat, nel Rapporto annuale 2025, quelli che maggiormente smontano la propaganda del governo Meloni e descrivono un Paese sempre più anziano, più povero, più solo. L’inflazione schiaccia sempre di più verso il basso i salari, cala la produttività, perfino il tasso occupazionale è il più basso dell’Ue e il lavoro creato da questo…
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Italia invecchiata e più povera. La fotografia dello Istat L’Italia invecchia e diventa più povera. È la fotografia del paese che emerge dal rapporto Istat 2025. Un quarto della popolazione ha più di 65 anni e negli ultimi cinque anni i salari reali hanno perso il 10,5% del loro valore. Servizio di Antonella Mazza Teruel
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Le stime preliminari per il primo trimestre 2025 indicano per l’Italia una crescita dello 0,3% rispetto all’ultimo del 2024. È quanto emerge dal Rapporto Annuale dell’Istat. L’andamento dei mercati esteri è fonte di forte incertezza sulle prospettive di crescita, per gli effetti dei dazi non ancora pienamente attuati dagli Stati Uniti di Donald Trump. Per l’Italia, la previsione dei principali organismi nazionali e internazionali è di una diminuzione del ritmo di crescita nel 2025, ma l’esito dipenderà anche…
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L'Italia è sempre più vecchia e povera. Un Paese con più occupati ma con salari reali che non hanno ancora recuperato la fiammata inflazionistica. Dopo la Germania (oltre 83 milioni di residenti) e la Francia (circa 68 milioni) è il terzo paese dell'UE27 per popolazione, con poco meno di 59 milioni di residenti al 1° gennaio 2024. Il rapporto annuale 2025 dell'Istat disegna un'Italia in…
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Le disuguaglianze crescono e cambiano il volto dell’Italia. Lavoro a basso reddito, produttività in calo, vulnerabilità dei territori alla crisi climatica impattano sui consumi, sulla composizione delle famiglie e sull’aspettativa di vita in buona salute. Con molti cittadini che rinunciano alle cure e molti altri che sono a rischio povertà ed esclusione sociale. A farne le spese sono soprattutto donne e giovani.
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Nel 2024 l'occupazione è cresciuta ad un ritmo sostenuto: +1,5 per cento l'incremento stimato nella Rilevazione sulle forze di lavoro, trainata dall'aumento dei dipendenti a tempo indeterminato. Gli occupati sono aumentati di 352mila unità (+173mila uomini e +179mila donne) e i disoccupati si sono ridotti di 283mila. In media d'anno il tasso di disoccupazione è diminuito di 1,1 punti percentuali, al 6,5per cento.
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Conte: Istat certifica riduzione potere acquisto italiani mentre Meloni si occupa di armi 21 maggio 2025 "L'Istat certifica la riduzione del potere di acquisto degli italiani, mentre la premier Meloni si occupa di armi e di aumentare gli stipendi ai Ministri", così Giuseppe Conte intervistato dal Direttore di Vista Alexander Jakhnagiev. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Occupazione in crescita, produttività in calo. Sono questi i parametri principali sul lavoro rilevati dall’Istat nel suo ultimo rapporto annuale, da cui l’economia italiana emerge in tutta la sua fragilità. L’incrocio dei due fattori spiega infatti la parabola discendente dei salari, che in termini reali sono calati di oltre dieci punti percentuali in cinque anni. Proprio il lavoro a basso costo è diventato il…
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Il Rapporto Istat 2024 conferma un’Italia stabile ma in grave difficoltà sul fronte della povertà. Il 23,1% della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale. A crescere sono le disuguaglianze: colpiti soprattutto giovani, famiglie numerose e anziani soli. Tre le priorità individuate da Caritas italiana: un reddito minimo universale, accesso equo alle cure sanitarie e risposta all’emergenza abitativa.
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Facciamo un passo indietro. Come abbiamo spiegato in un altro fact-checking, nelle sue recenti dichiarazioni Meloni ha confuso tra loro indicatori diversi, per di più non aggiornati al 2024. In breve: è vero, come sostiene la presidente del Consiglio, che nel 2022 il livello delle retribuzioni dei lavoratori in Italia era inferiore rispetto al 2013 (mentre nell’Ue era superiore), tenendo conto dell’inflazione accumulata in quel decennio.
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L’occupazione in Italia cresce, bene. Ma come cresce? Male. La maggior parte dei nuovi lavori sono in settori a bassa produttività, basso contenuto tecnologico e alto impiego di forza lavoro, osserva l’Istat. In sostanza settori come le costruzioni, la ricettività turistica e i servizi alla persona. Così, sebbene l’occupazione sia cresciuta di un altro 1,6% nel 2024, è proseguita la discesa del Pil per occupato: – 5,8% negli ultimi 25…
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In 5 anni i salari hanno perso il 10,5%, una persona su dieci rinuncia alle visite specialistiche Secondo il Rapporto Istat 2025, l’Italia rallenta: il Pil è atteso in crescita tra +0,4% e +0,6%, meno dello 0,7% del 2024. Il freno è legato alle incertezze geopolitiche e al rallentamento del commercio globale. Migliorano però i conti pubblici: il deficit scende al 3,4% del PIL. Salari in perdita, produttività bassa Tra il 2019 e il 2024 i salari…
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I salari reali hanno perso il 10,5% del potere d’acquisto, tra il 2019 e il 2024, a causa della forte crescita dei prezzi. A fotografare la situazione è il Rapporto Annuale 2025 dell’Istat sulla situazione del Paese, presentato il 21 maggio dal presidente Francesco Maria Chelli a Montecitorio. La perdita del potere d'acquisto a fine 2022 ha raggiunto il 15% poi è scesa, toccando a febbraio l'8,7%. Ma è risalita al 10% a marzo…
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Dopo il successo della prima edizione, torna a Velletri “Pane e Olio”, l’evento imperdibile per tutti gli appassionati di olio extravergine di oliva di Dopo il successo della prima edizione, torna a Velletri “Pane e Olio”, l’evento imperdibile per tutti gli appassionati di olio extravergine di oliva. Ideato e realizzato dall’Agenzia WinTime Events & Communication e il Consorzio Tutela e Promozione Associazione Pane di Velletri in collaborazione con l’Associazione CAPOL (Centro…
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Prospettive del turismo enogastronomico e dello sviluppo rurale nel Lazio di Redazione Velletri (Rm) – Nel pomeriggio di martedì 20 maggio 2025, la Casa delle Culture e della Musica di Velletri ha ospitato il convegno “Terra, Agrifood e Tradizione”, un momento di confronto aperto tra istituzioni, esperti e operatori del settore sull’evoluzione dell’agricoltura e del turismo enogastronomico nella regione Lazio.
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