"Ho avuto la fortuna di fare il fitness coach di Nazionali e per club, quindi vedo il problema da tutte e due le parti. Come esperienza, ho visto che la gestione può essere una soluzione, ma non è quella finale perché è un susseguirsi di eventi che spesso e volentieri fai fatica a gestire. Ognuno di noi, inconsciamente, è portato a mettere sempre la migliore formazione in campo, quindi vai a sommare una quantità di minutaggio che è scientificamente dimostrato, porta maggiori infortuni.
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Le Leghe Europee e FIFPRO Europe si preparano a presentare un reclamo formale contro la FIFA presso la Commissione europea. Questo reclamo, che sarà presentato il 14 ottobre a Bruxelles, accusa la FIFA di abuso di posizione dominante e di decisioni unilaterali che danneggiano l'ecosistema del calcio. La FIFA, secondo le leghe e i sindacati, detiene un doppio ruolo sia come regolatore globale del calcio che come organizzatore di competizioni, creando così un conflitto di interessi.
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La prossima settimana le FIFPRO e i campionati si rivolgeranno ufficialmente alla Commissione europea Angelo Salzano 9 ottobre - 18:16 Come riporta CalcioeFinanza, le Leghe Europee e FIFPRO Europe sono pronte ad affrontare la FIFA sul calendario internazionale di fronte alla Commissione europea. Dopo l’annuncio del mese di luglio, in cui si anticipava la presentazione congiunta di un reclamo formale in materia di diritto della concorrenza contro la FIFA, ora è arrivato il…
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Si gioca troppo? Calcagno (AIC): "Corte UE può fermare la Fifa, a rischio la salute dei giocatori" Si gioca troppo? Sì, secondo Umberto Calcagno. Il presidente dell'AIC (Associazione Italiana Calciatori) ha affrontato il tema nel corso di un'intervista rilasciata a La Stampa: "Aspettiamo quello che potrebbe diventare un passaggio nella direzione voluta: i giudici sono chiamati ad esprimersi sulla Fifa e sul calendario che mette al…
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Come ogni grande questione che genera dibattito le opinioni si polarizzano, soprattutto poi se il pubblico che vi partecipa è vasto e variegato. Appassionati ed esperti del settore, tifosi e giornalisti: chiunque, oggi, non può che fare parte – direttamente o indirettamente – dell’ormai globale e quotidiana discussione sugli infortuni e su quanto il calendario sia a tal proposito determinante. Soprattutto dopo gli infortuni in rapida successione di Rodri, Bremer, Carvajal e Zapata.
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Carlo Pellegatti, noto giornalista e telecronista sportivo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sull'allarme infortuni nel calcio, tra cui Scamacca, Brescianini e Scalvini dell'Atalanta. Ecco le sue dichiarazioni a Scommesse.io: Gli ultimi bollettini medici sono drammatici. Prima quello di Dani Carvajal: “rottura del legamento crociato anteriore, rottura del legamento collaterale esterno, rottura del tendine popliteo della gamba destra”.
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Il perché degli infortuni é da ricercare nei troppi impegni? “I dati oggettivi ci dicono che il calcio di oggi non è quello di 15 anni fa. Si gioca molto di più e più velocemente. La richiesta è cambiata ed è aumentata notevolmente. I top team non riescono più ad allenarsi, giocando circa 80 partite, i giocatori faranno 20 allenamenti seri durante l’anno. Oltre un certo livello non si può andare. Sono comunque corpi umani e, di conseguenza, c’è un limite”.
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Di Giulio MOla "Troppi infortuni al crociato oggi? Si gioca troppo e ci si allena meno rispetto a una volta. Quindici anni fa presentai il progetto delle cinque sostituzioni all’Aic e alla Uefa, per armonizzare il minutaggio e salvaguardare l’aspetto medico. Alla fine c’è voluto il Covid per togliere questa idea dal cassetto e portarla in campo, ma evidentemente ancora non basta, perché gli infortuni sono in costante aumento, soprattutto nella prima fase della stagione.
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Prof. Mariani: "Non c’è un allarme infortuni nel calcio" Il professor Pier Paolo Mariani, chirurgo ortopedico della clinica Villa Stuart, analizza gli infortuni nel calcio. Dopo i ko di Zapata e Bremer nel giro di pochi giorni, il mondo del pallone si sta chiedendo i motivi di questa catena di crociati che cedono. "Non c’è un allarme infortuni, ma bisogna avere un parametro statistico. Se consideriamo, anche, che si effettuano più partite rispetto al passato, l’incidenza degli infortuni può non…
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Rodri, Bremer, Carvajal e ora anche Zapata: l'infortunio al crociato, nel mondo del calcio - ma non solo - è da sempre un colpo basso e difficile da digerire. Una vera e propria "croce", se così vogliamo definirla, che mette a repentaglio in maniera netta la carriera e il prosieguo nel mondo dello sport di un determinato atleta. Abbiamo chiesto a Claudio Rigo, ex responsabile dell'area medica di Juventus e Udinese - fra le tante -, cosa ne pensa e quali possono essere le…
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L’ex medico della nazionale al Tirreno di Pisa: «Nel nostro operato si hanno pressioni psicologiche da parte di presidenti, dirigenti, allenatori e dagli stessi atleti infortunati che vogliono ridurre i tempi di recupero» Il quotidiano “Il Tirreno di Pisa” ha intervistato il professor Castellacci. L’ex medico sociale della nazionale ha parlato, tra le altre cose, del problema degli infortuni sempre più numerosi.
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Tencone (Isokinetic): "Infortunio al crociato, dati sorprendenti. 8 volte su 10 ci si rompe da soli"
Tencone (Isokinetic): "Infortunio al crociato, dati sorprendenti. 8 volte su 10 ci si rompe da soli" Fabrizio Tencone, direttore del centro Isokinetic Torino già responsabile medico della Juventus, ha parlato a Tuttosport dopo l'ennesimo grave infortunio in Serie A, che ha messo fine nel weekend alla stagione di Zapata: "Più si gioca e più ci si fa male, non è una considerazione emotiva ma è una constatazione scientifica legata…
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Tempi di recupero e modi per sopperire al problema: Claudio Bordon racconta il suo punto di vista sui numerosi infortuni al legamento crociato Zapata l'ultimo della lista, prima Rodri, Bremer e il terribile infortunio di Carvajal. Nel mondo del calcio l'infortunio al legamento crociato è un brutto colpo da digerire. Sarà colpa delle tante partite o di una preparazione non adatta al ritmo elevato del calcio moderno? Lo abbiamo chiesto a Claudio Bordon, preparatore…
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– La stagione è iniziata da appena due mesi, ma in tutta Europa sono già tanti i giocatori costretti ai box per gravi infortuni. In particolare alle ginocchia. Da Zapata del Torino allo juventino Bremer, da Rodri (Manchester City) a Carvajal (Real Madrid). Passando anche per Ter Stegen, il portiere del Barcellona. Senza dimenticare Florenzi del Milan e Scamacca dell'Atalanta, che si sono infortunati nel precampionato.
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(copertina) IMAGO / NurPhoto Il tempo di mettersi alle spalle l’infortunio al ginocchio di Gleison Bremer durante Lipsia-Juventus di mercoledì scorso, e Torino si è di nuovo ritrovata ad avere a che fare con uno dei peggiori infortuni per un calciatore: una lesione al legamento crociato anteriore. Questa volta a cedere è stato quello di Duvan Zapata, uscito dal campo di San Siro in barella, e in lacrime, nel corso del secondo tempo di Inter-Torino.
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