Alla fine, sostiene il Sinodo della Chiesa Greco Cattolica Ucraina, “le dichiarazioni verbali sfocate e il linguaggio politico ambiguo saranno impotenti, e la neutralità diplomatica senza chiari fondamenti e punti di riferimento si trasformerà gradualmente in relativismo morale o addirittura in debolezza, che già oggi impedisce a molti politici nel mondo civilizzato di riconoscere l’aggressione delle truppe russe in Ucraina come genocidio del popolo ucraino, poiché ciò richiederebbe il loro intervento.
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Vatican News Sono trascorsi due lunghi anni dal 24 febbraio del 2022, il giorno che le cronache ricordano come “il più lungo per Kyiv”, quando piogge di missili e file di carri armati russi iniziavano quella che sarebbe diventata l’invasione dell’Ucraina. Un continente avrebbe ricominciato a contare morti, feriti, dispersi, rapiti. Il mondo avrebbe imparato drammaticamente e velocemente il nome di città come Bucha, Irpin, Borodyanka, Leopoli
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ANSA Fin dal primo momento papa Francesco è sceso in campo per cercare di fermare la guerra iniziata con l’invasione russa in Ucraina. Con parole, preghiere e gesti. In prima persona e attraverso i suoi collaboratori. Della segreteria di Stato, di altri dicasteri della Santa Sede, delle nunziature interessate. Nominando anche un suo inviato speciale nella persona del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, che in questa veste è andato a Kiev e a Mosca, a Washington e a…
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Read Also di Isabella Piro Una preghiera incessante e accorata per invocare la pace in Ucraina: è quella che Papa Francesco non ha mai smesso di levare al Signore in questi due anni di perdurante conflitto perché «la guerra sempre è una sconfitta, sempre». Una «vera sconfitta umana», perché «solo “vincono” i fabbricatori di armi». «Martoriato» è il doloroso aggettivo con cui il Pontefice definisce tante volte il Paese in cui il fragore delle bombe si continua a udire dal 24 febbraio 2022.
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Giovedì 22 febbraio 2024 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Francesco e l’Ucraina, la vicinanza quotidiana al martirio di un popolo. I tanti appelli alla pace e le numerose iniziative del Papa, che da due anni non dimentica mai di pregare e sostenere una nazione trascinata nella “pazzia” della guerra“. LINK /// di Isabella Piro Una preghiera incessante e accorata per…
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Al termine dell’Angelus, l’appello per il Sudan e per i tanti conflitti dimenticati. «Preghiamo senza stancarci e chiediamo il dono di menti e cuori che si dedichino alla pace» Il Sudan, anzitutto, ma anche il Mozambico, e poi l’Europa, dalla Palestina all’Ucraina. Al termine dell’Angelus di ieri, 18 febbraio, il Papa ha esortato a «non dimenticare», oltre alle guerre al centro dell’attenzione negli ultimi mesi, «tanti altri conflitti che insanguinano il Continente africano e molte parti del mondo: anche l’Europa, la…
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Il Pontefice al termine dell'Angelus nella prima domenica di Quaresima “Sono passati dieci mesi dallo scoppio della guerra in Sudan. La situazione umanitaria è gravissima, chiedo alle parti belligeranti di fermare una guerra che fa male alla gente e al futuro del paese. Preghiamo perché si trovano presto vie di pace”. Lo ha detto Papa Francesco, al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, nella prima domenica di Quaresima.
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Sudan, Papa: "Stop guerra, situazione umanitaria gravissima" 18 febbraio 2024 "Sono passati dieci mesi da scoppio guerra in suda gravissima situazione umanitaria chiedo a parti belligeranti di fermare guerra che fa male a gente e futuro del paese. Preghiamo perché si trovano presto vie di pace". Lo ha detto Papa Francesco, al termine dell'Angelus in piazza San Pietro, nella prima domenica di Quaresima
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Città del Vaticano, 18 feb. – Nuovo appello per la pace di Papa Francesco al termine dell’Angelus domenicale in piazza San Pietro. Al termine della preghiera mariana, infatti, il pontefice ha voluto ricordare che sono “passati ormai dieci mesi dallo scoppio del conflitto armato in Sudan che ha provocato una gravissima situazione umanitaria. Chiedo di nuovo – ha poi aggiunto – alle parti belligeranti di fermare questa guerra che fa tanto male alla gente e al futuro del paese”.
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