La degenerazione della magistratura, di cui è stato testimone, e l’importanza della riforma che porta il suo nome. I giudizi netti su persone e personaggi. La posizione sul caso Garlasco. Il suo futuro «se Giorgia chiama». Incontro con il ministro della Giustizia Carlo Nordio Scoccato mezzogiorno, da buon veneto praticante, Carlo Nordio decreta che è giunta l’ora dell’aperitivo. Vino e patatine per tutti.
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Approfondimenti:
Le colpe di Palamara non ricadano sui magistrati. Quelli giovani e quelli di lunga data che hanno sempre tenuto un atteggiamento irreprensibile. Il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Cesare Parodi ha pochi dubbi: «Se quello scandalo non ci fosse stato, questa riforma non sarebbe stata proposta. O perlomeno sarebbe stata differente». Poi sottolinea: «È una riflessione personale». Ma…
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Dibattito acceso ad 'Atreju', durante la tavola rotonda sulla giustizia dal titolo 'Una riforma a lungo attesa: i nuovi Csm e l'Alta Corte disciplinare', moderata dal direttore di Adnkronos Davide Desario. Qualche fischio e brusii dalla platea alle parole del presidente dell'Anm Cesare Parodi e di Alfonso Colucci, deputato M5S, applausi per gli esponenti della maggioranza, soprattutto, sul caso Palamara.
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"Grazie dell'invito, sono contento di essere qui perché credo che l'Anm debba avere un dialogo con tutti i cittadini". Esordio di classe, quello del presidente di Anm Cesare Parodi al dibattito ad 'Atreju' su 'Una riforma a lungo attesa: i nuovi Csm e l’Alta Corte disciplinare', moderato dal direttore
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«Dalle parole emerse oggi è evidente come una parte della sinistra continui a utilizzare ogni tema, compreso quello della giustizia, con un unico obiettivo: attaccare il governo Meloni. Non interessa una riforma che renda più efficiente il sistema giudiziario, non interessa ciò che serve all’Italia, ma solo ciò che può essere strumentalizzato contro l’esecutivo. Lo dimostra anche quanto riferito da un magistrato di Magistratura Democratica, secondo cui Giorgia…
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Venerdì 12 dicembre 2025 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// «La riforma del CSM non è un vezzo politico, ma una necessità per affrontare fino in fondo la degenerazione del correntismo che ha minato la credibilità della magistratura. L’articolo 104 tutela l’indipendenza dei giudici, ma oggi questa indipendenza deve essere resa piena, liberandola da…
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Esempio di civiltà di dibattito. E se riuscisse ad essere davvero così fino alla fine, la campagna referendaria sulla giustizia diventerebbe il segno che la politica italiana, finalmente consapevole di quanto sia grottesco brutalizzarsi a vicenda tra destra e sinistra caserecce mentre il mondo è infuocato, è ancora capace di sintonizzarsi con il reale. Quattro contro tre sul palco di Atreju. Per il Sì alla riforma Nordio ecco Nordio…
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“Permettetemi di dirlo: se qualcuno, anche tra voi, pensa che con questa riforma si riduca il potere del pubblico ministero, non è così. Dopo questa riforma il pubblico ministero sarà più forte”. Dal palco di Atreju, ospite del panel sulla riforma costituzionale della magistratura, Antonio Di Pietro gela per un momento il pubblico della festa …
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Era un dibattito molto atteso quello sulla separazione delle carriere dei magistrati che è andato in scena oggi ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, in corso a Roma. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio si è confrontato con Silvia Albano, presidente di Magistratura Democratica. Sul palco per il sì al referendum anche Alberto Balboni, senatore Fdi e presidente della Commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, Antonio Di Pietro e Sabino Cassese
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ROMA – “Mi ha sorpreso una miseria argomentativa che è arrivata al punto di dire che stiamo adeguandoci al progetto della P2, non che mi abbia ferito, mi ha fatto sorridere”. Lo dice il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ad Atreju 2025. “Però resta anche il fatto che per esempio – aggiunge Nordio – nel programma della P2 c’era la riduzione dei parlamentari, cosa che è stata fatta dal governo grillino e nessuno ha detto che i grillini erano dei piduisti.
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Nordio "Riforma giustizia che stiamo portando avanti voluta già da Vassalli" 11 dicembre 2025 ROMA (ITALPRESS) - L'accusa che lo ha disgustato di più è stata quella di "essere un manutengolo di Licio Gelli e della P2, quando la riforma che stiamo portando avanti era stata già voluta da una medaglia d'argento della resistenza, come il professor Vassalli". Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio a margine del suo intervento ad Atreju
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Il confronto alla kermesse di Fratelli d'Italia. Sul palco anche altri volti politici e istituzionali: presenti il pm Antonio Di Pietro e la dem Deborah Serracchiani Sullo stesso palco di Atreju salgono due mondi diametralmente opposti: quello del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e quello di Silvia Albano, presidente di Magistratura democratica: la giudice che il popolo…
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A differenza dell’anno scorso quando la platea del Circo Massimo contestò duramente l’ex presidente dell’Anm Giuseppe Santalucia, quest’anno quello stesso popolo di Atreju, riunito però nei giardini di Castel Sant’Angelo, ha scelto il fair play nei confronti di Silvia Albano. Neanche un accenno di applauso ma neppure un fischio da quando è salita sul palco insieme al Ministro Nordio, ad Alberto Balboni, ad Antonio Di Pietro, a Sabino Cassese, a Debora Serracchiani e a Gaetano Azzariti per…
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Nel corso di Atreju, Silvia Albano di Magistratura Democratica ha invitato «gli avvocati brava gente» a preoccuparsi del «pubblico ministero che si avvicina» alla polizia a seguito della riforma della giustizia. Immediata la ferma replica del Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Francesco Greco: «Restituiamo alla mittente le espressioni della dott.ssa Albano, Presidente di Magistratura Democratica, sul ruolo degli Avvocati nell’ambito della giustizia.
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Nordio ad Atreju: “i pm non possono dare i voti ai giudici” di Raffaella Tallarico Un dibattito costruttivo sul sì e sul no alla riforma costituzionale. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ne ha parlato sul palco di Atreju, in corso nei giardini di Castel Sant’Angelo. Un dialogo con i contrari – Silvia Albano, Gaetano Azzariti e Debora Serracchiani, e i favorevoli – Antonio Di Pietro, Sabino Cassese e Alberto Balboni, moderato dal direttore del Foglio Claudio Cerasa
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