(di Sabina Rosset) Il partito tedesco di estrema destra Alternative für Deutschland prende le distanze dalla linea di Donald Trump sulla guerra in Iran e invita i propri esponenti a ridurre i contatti con il mondo Maga limitando le visite negli Stati Uniti. Il pensiero va subito a una scelta che guarda alle elezioni regionali di settembre, vista la crescente impopolarità del conflitto in Medio Oriente tra gli elettori tedeschi.
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Chi saranno, dal punto di vista economico, gli approfittatori e i perdenti della guerra in Iran? Il Telegiornale della RSI lo ha chiesto a Manfred Elsig, esperto in materia dell’Università di Berna. Molto dipenderà dalla durata e dagli sviluppi del conflitto. Il rischio è che alcuni Paesi - soprattutto quelli del Golfo - possano scivolare nella recessione e altri - europei compresi - in una fase di forte incertezza e instabilità.
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Crisi Iran, Ottaviano: “Mercati miopi, la globalizzazione non tornerà. Andiamo verso la stagnazione”
MILANO – “La globalizzazione come la conoscevamo non tornerà. Si basava sulla fiducia reciproca: io mi specializzo in una produzione e compro dai partner altri prodotti che mi servono. Ma se questa fiducia viene meno, i Paesi cercano maggiore autonomia, anche a costo di minore efficienza economica. È un cambio strutturale”. Gianmarco Ottaviano insegna alla Bocconi e studia da anni i meccanismi de…
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La guerra in Iran e in Medio Oriente potrebbe finire. Se e quando sono incognite difficili da risolvere soprattutto guardando agli annunci, le minacce, le smentite e i passi indietro del presidente americano Donald Trump. Mai come in questa fase, l'andamento dei mercati finanziari e anche quello delle quotazioni di gas e petrolio è legato a interpretazioni di segnali poco affidabili e di umori particolarmente volubili.
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In Occidente, intanto, il dibattito pubblico si concentra soprattutto sulle ricadute immediate: il prezzo della benzina, il rischio di recessione, la tenuta dei conti pubblici. È comprensibile, ma è anche una forma di rimozione. Perché questa guerra non è solo un problema di “costo” per noi: è un acceleratore di instabilità globale che ridisegna priorità, alleanze, equilibri di potere. E lo fa in un momento in cui le democrazie sono già sotto stress per disuguaglianze, crisi climatiche, sfiducia nelle istituzioni.
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Domenica 29 marzo 2026 (Traduzione realizzata da redazione Opinione tramite Intelligenza artificiale) L’aggressione statunitense-israeliana contro l’Iran ha già causato conseguenze negative per l’economia globale e la situazione regionale, ha dichiarato alla TASS il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. «Queste ripercussioni non saranno probabilmente di breve durata, ma avranno effetti a…
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