"Si stima che il monossido di carbonio provochi ogni anno solo in Italia tra i 350 e i 600 decessi, con oltre 6mila ricoveri ospedalieri, e l'80% delle intossicazioni che si verifica tra le mura domestiche". Lo affermano gli esperti della Società italiana di medicina ambientale (Sima), che lanciano l'allarme dopo la nuova tragedia avvenuta a Porcari (Lucca) dove a perdere la vita è stata un'intera famiglia: padre, madre e due figli.
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La comunità di Porcari è ancora profondamente scossa dalla tragedia avvenuta ieri (4 febbraio) in via Galgani, nella frazione di Rughi, dove una famiglia ha perso la vita a causa di una sospetta intossicazione da monossido di carbonio. Un evento improvviso che ha lasciato dolore, incredulità e molte domande ancora aperte. “Gente onesta, aiutavano sempre gli altri e erano veri lavoratori”. È il ritratto che in tanti fanno della famiglia Kola.
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Quando viene inalato, il monossido entra nei polmoni e da lì si diffonde poi nel sangue, dove attiva un processo di avvelenamento anche a bassissime concentrazioni. "Una volta inalato, il Co si lega all'emoglobina con un'affinità oltre 200 volte superiore rispetto all'ossigeno, formando carbossiemoglobina e compromettendo la capacità del sangue di acquisire e trasportare ossigeno, con conseguente ipossia tissutale - spiega la Società italiana di medicina…
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La famiglia Kola di origini albanesi è stata sterminata da una fuga di monossido di carbonio a Porcari, in provincia di Lucca. Le vittime sono padre e madre, rispettivamente di 48 e 43 anni, e i due figli di 23 e 15 anni. Un quinto componente, il fratello dell’uomo più grande, è stato
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