Giorgia Meloni è stata a lungo indecisa sulle dimissioni di Gennaro Sangiuliano. Il ministro è un bravo professionista e una persona per bene, ma si è infilato in un pasticcio dal quale era impossibile uscire senza danni ulteriori. Si è affidato con troppa leggerezza a una signora improbabile, già nota nell’ambiente parlamentare per un attivismo che l'ha portata ad avere molti contatti, ma non a caso nessuno durevole.
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Da sempre la politica sa che infilare il naso nelle mutande e nel privato dei cittadini è un gioco pericoloso e destinato a fallire. Fratelli d'Italia non fa eccezione. E così sono finiti strozzati dalla loro stessa propaganda. Un fallimento innegabile è quello dell’egemonia culturale, chiodo fisso di Giorgia Meloni e dei suoi. Arrivare al governo per la prima volta guidando la compagine più di destra fin dai tempi dell’Assemblea costituente per i tipi di Fratelli d’Italia significava poter…
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– Giorgia Meloni è stata a lungo indecisa sulle dimissioni di Gennaro Sangiuliano. Il ministro è un bravo professionista e una persona per bene, ma si è infilato in un pasticcio dal quale era impossibile uscire senza danni ulteriori. Si è affidato con troppa leggerezza a una signora improbabile, già nota nell’ambiente parlamentare per un attivismo che l’ha portata ad avere molti contatti, ma non a caso nessuno durevole.
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Assediato, nel fortino della cultura di sinistra. Luci e ombre della parabola del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il «Papa straniero» che voleva scardinare il sistema progressista e ed è scivolato su una storia di registrazioni e accuse, strumentalizzazioni e rivalsa da parte dell'aspirante consigliera del dicastero del Collegio Romano, quella Maria Rosaria Boccia da Pompei, che è l'incarnazione e il demiurgo della caduta del giornalista diventato ministro.
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L’ex ministro Gennaro Sangiuliano, per tentare di salvarsi e di giustificare le proprie azioni, ha potuto utilizzare un mezzo potentissimo, il TG1 della RAI. E lo ha fatto, sostanzialmente, senza un reale contraddittorio, egli che è stato tra l’altro, fino a due anni fa, direttore di un telegiornale della Tv pubblica. L’opposizione lo ha accusato di populismo mediatico, di occupazione degli spazi televisivi.
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Ha fatto finalmente la cosa giusta, Gennaro Sangiuliano. Peccato l’abbia fatta – a leggere la sua lettera di congedo – per le ragioni sbagliate. Non c’è alcuna campagna d’odio contro di lui, non c’è alcun potere forte a ordire trame segrete, né si è mosso il famigerato mondo del cinema per vendetta di fronte alla riforma del tax credit. Piuttosto, il mondo del cinema – sceneggiatori, attori, re…
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Non è carino maramaldeggiare, uccidendo un ministro morto. Ma, nell’ora dell’addio, quando la commedia all’italiana (nel caso, L’onorevole con l’amante sotto il letto di Mariano Laurenti, 1981, con Lino Banfi e Janet Agren) sfocia in una sceneggiata napoletana lacrimogena e vittimista, bisogna ricordare che Genny-la-gaffe è stato un pessimo ministro della Cultura. Era l’uomo che doveva sottrarla …
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Dall'editoriale del direttore Mario Sechi sulla prima pagina di Libero, dedicato al caso Sangiuliano: «Ah, il melodramma. C'è il rovescio della medaglia, non dubito che si possa (e forse si debba) ridere di questa storia, c'è un lato trash irresistibile, il ridicolo è ovunque, c'è un uomo al tappeto, c'è una donna che lo infilza con il tacco a spillo, c'è niente meno che la suspence, preceduta dal sorriso beffardo, premonitore del dileggio, l'attesa per la stoccata social della Boccia con le cartucce nella manica».
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– Gennaro Sangiuliano, ex ministro della Cultura, era già diventato il meme di sé stesso prima del caso Boccia, prima dei Ray-Ban con telecamera incorporata, prima dell’intervista al Tg1 con ricevuta di carta di credito personale esibita al grande pubblico. Era già virale sull’Internet, da tempo. L’anno scorso, giurato al Premio Strega, ammise in tv, di fronte a Geppi Cucciari, di non aver letto i libri presenti in gara: “Ho ascoltato le storie…
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Categorie: di Redazione , scritto il 06/09/2024Categorie: Attualità Un ministro noto anche per la sua fama di gaffeur: Gennaro Sangiuliano ha inanellato, nei due anni da ministro, diverse perle, da Times Square a Londra a Colombo che navigava seguendo le teorie di Galileo, passando per i libri non letti ma votati al Premio Strega. Eccole. Un campione delle gaffe: l’ex ministro della cultura Gennaro Sangiuliano verrà ricordato anche per la sua fama di…
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Le dimissioni del ministro La vicenda del titolare della Cultura segue a ruota le altre, come quella di Pozzolo e Santanchè. A mancare del tutto è il senso dello Stato. La premier ha perso una grande occasione: cambiare il Paese facendo i conti con il passato, rompendo con estremisti, corrotti e inquisiti E così il ministro Sangiuliano si è dimesso! Ci ha messo un bel po’ a capire che doveva andarsene.
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PIGIAMA PALAZZI. Questa politica che ci governa, armata di citazioni di Prezzolini, Papini e persino Gramsci, è in realtà un sottoprodotto scadente. Davvero vuole conquistare le menti del popolo con le sue vetuste letture e certi comportamenti imbarazzanti? Viene da chiedersi se non c’è niente di meglio in giro dei vari Genny e Lollo. Ma quale rivoluzione culturale, ma quale nuova egemonia, ma quale gramscismo di destra.
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