Il suo nome continua ad accendere emozioni, anche dopo l’ultimo traguardo della vita. E ora c’è chi immagina che Alex Zanardi possa restare per sempre legato al Tempio della velocità. Nelle ore successive alla scomparsa del campione bolognese è arrivata la proposta di intitolare l’Autodromo di Monza alla sua memoria. A lanciarla è Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera dei Deputati ed esponente di Fratelli d’Italia.
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Dedicare il Tempio della Velocità ad Alex Zanardi? “Con l’Autodromo c’entra come i cavoli a merenda”. Così Arturo Merzario, ex pilota di Formula 1, boccia la proposta avanzata da Fabio Rampelli, esponente di FdI e Vicepresidente della Camera dei Deputati. “Signor Rampelli – ha dichiarato Merzario – probabilmente è per farsi della pubblicità politica perché Zanardi con l’Autodromo c’entra come i cavoli a merenda.
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Ci sono piloti che si ricordano per i numeri. Le vittorie, i titoli, le pole position, le statistiche. E poi ci sono piloti che restano nella memoria per un gesto, per un istante, per una traiettoria che nessuno aveva immaginato prima. Alex Zanardi apparteneva a questa seconda categoria. Anche se, a guardare bene, i numeri li aveva eccome. Pilota di Formula 1, due volte campione CART negli Stati Uniti, poi campione paralimpico capace di riscrivere la propria vita…
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«Ognuno di noi ricorda bene quelle mani sporche di grasso, intento ad aggiustare o apportare modifiche ad una bici. Mani che allo stesso tempo erano capaci sia di gesti gentili che di imprese, ma sempre protese verso l'altro. Sempre aperte. Sempre pronte». Stavolta sono stati i suoi ragazzi a dover spingere sui pedali al posto suo. I ragazzi che lui sognava di portare alle olimpiadi e che oggi rappresentano ben più di un'eredità.
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"Abbiamo perso prima di tutto un amico e poi una persona che ha fatto tantissimo non solo per la nostra corsa ma per tutto il territorio". Samanta Cavaldonati e Nicodemo Fioravanti, organizzatori con la loro Ciclo Abilia della ’Due Giorni del Mare’, sono affranti per la scomparsa di Alex Zanardi, campione che aveva da subito creduto nella corsa di paraciclismo di Marina di Massa contribuendo a farla crescere sino a farla diventare una degli appuntamenti internazionali più…
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Zanardi, la commozione del figlio Niccolò: «Auguro a tutti di trovare il sorriso nelle piccole cose»
Ha improvvisato, come spesso ha fatto il padre nella vita. Non ha seguito il suo istinto ma, quello del papà. Si è alzato dalla prima fila, ha chiesto a don Marco Pozza il microfono e ha lasciato un messaggio forte per tutti. Niccolò, 28 anni, il figlio di Alex e Daniela, ieri non doveva (e non voleva) intervenire, ma ad un certo non ce l'ha fatta più a tenersela dentro quella storia e l'ha raccontata a tutti: «Non serve essere Alex Zanardi per…
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Disposti a cerchio, intorno al feretro, c’erano loro: i ragazzi di Alex. Molte carrozzine, molte storie, molte emozioni. «Capitano mio capitano, qui la corsa la continuiamo noi e quando penseremo di non farcela conteremo con te altri cinque secondi». Mauro, triatleta, lo dice in una basilica gremita per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi, il pilota di F1 diventato leggenda degli atleti paralimpici e fonte di ispirazione per tutti.
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Sassari. C’è un momento in cui il confine tra palcoscenico e platea svanisce, in cui la danza smette di essere pura esecuzione tecnica per farsi rito, emozione, dono e libertà. È il mondo magico di Lindsay Kemp, quello che il 4 maggio è arrivato sul palcoscenico del Teatro Civico di Sassari con il debutto del “Romeo & Juliet Project”, portato in scena dalla compagnia Borderline Danza diretta da Claudio Malangone.
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