"Non potevamo essere da nessun'altra parte, a 40 esatti da quel 7 giugno 1984". Lo ha detto la segretaria Pd, Elly Schlein, parlando a margine del comizio di Padova che conclude la campagna elettorale del Pd. "Enrico Berlinguer e' una delle piu' straordinarie figure politiche non solo d'Italia, ma d'Europa e del mondo. Figura che oggi e' ancora d'esempio, per la sua grande capacita' di stare al fianco di chi fa piu' fatica.
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Roma, 7 giu. – “La questione morale deve essere ancora oggi un faro per chi si impegna in politica”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a Padova, dove 40 anni fa Enrico Berlinguer tenne il suo ultimo comizio, proprio alla vigilia delle europee. “Siamo qui per ricordare cosa ha rappresentato una figura straordinaria come quella di Enrico Berlinguer. Ha dato il senso di una dedizione totale, che ci dice molto della persona e della sua alta concezione della…
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Non è facile parlare di Enrico Berlinguer, indimenticato segretario del Pci dal 1972 all’84. Una figura prismatica da affrontare con cura e rispetto, anche per la straordinaria ondata emotiva che ha accompagnato, senza mai venire meno, la sua tragica fine durante il comizio padovano di cui ricorre il quarantennale. «Il più amato», tanto da ottenere il rispetto del nemico per eccellenza, Giorgio A…
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Giovedì 7 giugno 1984. In tarda mattinata Enrico Berlinguer arriva in auto a Padova da Genova, impegnato in una serie di comizi per le elezioni europee, in agenda domenica 17. Prende alloggio in una stanza al quarto piano dell’hotel Plaza, in corso Milano; consuma un rapido pranzo, poi sale in camera per preparare il testo del discorso che dovrà tenere alla sera. Stende le risposte scritte a un’i…
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Chi sarei e cosa farei oggi se Enrico Berlinguer, il segretario del Pci, non ci fosse stato? A quarant’anni dalla sua scomparsa avvenuta l’11 giugno del 1984 (quattro giorni dopo l’ictus che lo aveva colpito durante un comizio a Padova), questa domanda non sottintende retropensieri messianici e mitizzanti su di lui. Sono stato allergico alla mitizzazione di chiunque, tanto più in politica, fin da giovane; invecchiando il realismo ha preso ancor più il sopravvento su eventuali entusiasmi ideologici.
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Il 7 giugno del 1984 a Padova Enrico Berlinguer, segretario del Partico comunista, fu colpito da un ictus mentre pronunciava un discorso elettorale in vista del voto per il Parlamento Europeo. Morì l’11 giugno a causa di un’emorragia cerebrale. Quarant’anni dopo esce il libro “Per Enrico, per Esempio. L’eredità politica di Enrico Berlinguer” di Pierpaolo Farina, sociologo e saggista, fondatore…
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Poco prima di partire per Padova, il 6 giugno del 1984, Enrico Berlinguer aveva avuto una sorta di presentimento. Il giorno dopo doveva essere in Veneto, l’8 invece a Comiso, in Sicilia. Ma ad Achille Occhetto, quel 6 giugno nel suo ufficio a Botteghe Oscure, disse come una premonizione: «Se ce la faccio, se sarò ancora vivo». Aveva ragione lui, a Comiso non ci sarebbe mai andato: il 7 giugno di quarant’anni fa lo storico segretario del Pci fu colpito da un ictus…
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Su Enrico Berlinguer il buio scese alle 22.13 del 7 giugno 1984 a Padova. Giusto quarant’anni fa. Era stata una sera fredda e di nuvole basse, ogni tanto un lampo a illuminare il cielo. Poi la pioggia sempre più fitta. C’erano in Piazza della Frutta diecimila persone infreddolite sotto abiti estivi ad ascoltare il segretario del Partito Comunista che chiudeva la campagna elettorale per le Europee. Ritornava in quella piazza a dieci anni di distanza dal referendum sul divorzio.
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Pugni alzati e lacrime che sgorgano. Non si passa fuori dall’ospedale di Padova dove migliaia di persone sono raccolte dal pomeriggio del 7 giugno 1984, né davanti alla sede storica di Via delle Botteghe Oscure con il portone aperto e una coda interminabile di studenti, militanti, persone di ogni età. Molte fabbriche spontaneamente si fermano, all’aeroporto di Venezia operai di Porto Marghera non vorrebbero che la salma partisse.
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Fra il 2022, anno del centesimo anniversario della nascita di Enrico Berlinguer, e questo 2024, anno del quarantesimo anniversario della sua scomparsa, la già notevole bibliografia sulla sua vita, sul suo pensiero e sui temi specifici della sua battaglia politica si è ulteriormente arricchita di titoli, senza dimenticare che, fuori dalle ricorrenze e dalle commemorazioni, altri lavori a lui dedicati sono ancora oggi meritevoli di menzione.
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Il malore al comizio. La folla che lo implora di smettere. Lui che lotta penosamente per finire il discorso. E poi, nei giorni successivi, le centinaia di militanti o semplici cittadini che stazionano, pieni d’ansia, sotto il reparto dell’ospedale Giustinianeo. Senza contare la folla sterminata dei funerali a Roma. Sono passati quarant’anni esatti dalla morte di Enrico Berlinguer ed è impossibile prescindere, anche…
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«Piazza Maggiore, gremita da centomila persone, ha salutato stasera con una grande ovazione i compagni George Marchais e Enrico Berlinguer». Era l’11 maggio 1973. Nasceva quello che Alberto Ronchey chiamò l’«eurocomunismo». «Untorelli»: settembre 1977, Berlinguer chiude la Festa nazionale dell’Unità a Modena, bollando così il Convegno contro la repressione organizzato a Bologna dopo l’uccisione di Francesco Lorusso e nel Pci, scrisse Gad Lerner, dominava «la convinzione di essere stati…
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