Non sappiamo se il 2 aprile sarà davvero ricordato come il “Giorno della Liberazione” negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump evoca sin dall’insediamento espressioni bibliche con riferimento ai propri provvedimenti. Probabile che i dazi faranno male ai consumatori americani, così come che tante aziende decideranno di produrre in loco per sfuggire agli aumenti e continuare a vendere a condizioni favorevoli sul principale mercato di sbocco nel mondo.
Leggi
Altre notizie:
Chi pensava che Trump fosse il nuovo re Mida forse dovrebbe cominciare ad aprire gli occhi. La politica dei dazi è solo il suo ultimo autogol di Trump che ha messo ko Wall Street e che minaccia di far salire l’inflazione americana e di aprire le porte alla stagflazione. Ma anche in politica estera the Donald ha collezionato finora solo insuccessi. Il crollo di Wall Street e delle Borse di tutto il mondo per effetto della folle…
Leggi
La decisione americana di bastonare quasi tutto il mondo con l’innalzamento delle tariffe scaturisce da due fattori: la naturale propensione di Trump per protezionismo e isolazionismo e ancor più la necessità di ridurre il debito pubblico federale, anche alla luce degli sgravi fiscali promessi in campagna elettorale. Chi li pagherà, ci si chiedeva? La risposta ora c’è: pagherà il resto del mondo. Tra gli esiti di questa mossa il più ovvio è che impartirà una dura mazzata alla globalizzazione
Leggi
Davvero Trump ci sta insegnando la realpolitik? La sua politica ha svelato il volto imperiale degli Stati Uniti, ricordandoci che un impero rimane un impero: esige tutto e, per continuare a esistere, è spesso costretto a scelte brutali. Trump, con la sua mentalità imprenditoriale, sa che un'azienda che non cresce è destinata a fallire. Allo stesso modo, un impero che smette di coltivare i propri interessi reali finisce per crollare.
Leggi
Il programma di Donald Trump è affermare il suo ruolo di padrone del mondo attraverso la ricostruzione della nazione americana sulla base dei principi che l’hanno originata, e dalla quale il paese si è discostato per inseguire altri fantasmi, tipo il pensiero woke. Questo è il centro di gravità attorno a cui gira il mondo Maga. Piani confusi per Ucraina e Medio Oriente Trump ha piani confusi e spaventosi sulla politica estera.
Leggi
(di Renato Scarfi ) Dalla fine della guerra fredda gli Stati Uniti hanno dominato le relazioni internazionali, guidando le democrazie liberali e ricoprendo il ruolo di contrappeso dei regimi autoritari. Tuttavia, gli ultimi due mesi hanno fatto sorgere molte perplessità (eufemismo) circa la capacità di Washington di continuare a ricoprire il suo tradizionale ruolo globale, anche in relazione alle crescenti minacce al diritto e alla stabilità internazionale e all’indipendenza degli Stati…
Leggi
La politica abrasiva di Donald Trump rischia di rappresentare l’alfabeto stilistico del nuovo ordine mondiale. Gli Usa, giorno dopo giorno, giocano ormai partite globali. Nessuno, sinceramente, pensava che il tycoon americano sviluppasse in tempi così rapidi un’azione così potente e articolata. Molte sue parole sembravano propaganda elettorale. Invece, mentre tutti guardano con disagio al dinamismo trumpiano, sul mondo regna la filosofia dell’ incertezza.
Leggi
