"Abbiamo detto che vogliamo che ci sia un negoziato che porti a un mutuo riconoscimento tra Israele e lo Stato palestinese. Le iniziative unilaterali non sono utili alla soluzione del conflitto, perché l’obiettivo principale è la pace che porti alla nascita di uno Stato palestinese che riconosca Israele e sia riconosciuto da Israele", le parole del ministro degli Esteri Tajani. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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La vice premier spagnola: "Palestina libera dal fiume al mare" 24 maggio 2024 Madrid, 24 mag. - "Oggi celebriamo il riconoscimento dello Stato palestinese da parte della Spagna, ma non ci fermeremo qui. Continueremo a fare pressione in virtù della nostra responsabilità di governo per difendere i diritti umani e porre fine al genocidio del popolo palestinese. Viviamo in un momento della storia mondiale in cui fare il minimo indispensabile è eroico e allo stesso tempo insufficiente.
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"Oggi celebriamo il riconoscimento dello Stato palestinese da parte della Spagna, ma non ci fermeremo qui. Continueremo a fare pressione in virtù della nostra responsabilità di governo per difendere i diritti umani e porre fine al genocidio del popolo palestinese. Viviamo in un momento della storia mondiale in cui fare il minimo indispensabile è eroico e allo stesso tempo insufficiente. Per questo non possiamo fermarci, la Palestina sarà libera, dal fiume al mare".
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Non una frase dal sen fuggita, ma la calorosa conclusione di un'orazione civica in cui «fare il minimo sindacale» - cioè riconoscere lo Stato di Palestina - è definito «insieme eroico e indispensabile». Il tema è il conflitto a Gaza, e a parlare è Yolanda Díaz, ministra del Lavoro e seconda vicepremier di Pedro Sánchez. Che conclude: «Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera». Uno slogan di Hamas: il fiume è il Giordano, e il mare è il Mediterraneo, e lo…
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Il ministro degli esteri israeliano Israel Katz ha deciso di interrompere i contatti tra la "missione spagnola in Israele ed i palestinesi e di vietare al consolato spagnolo a Gerusalemme di fornire servizi ai palestinesi di Giudea e Samaria" (Cisgiordania). Lo ha fatto saper il ministero aggiungendo che la mossa è in risposta alle parole della vice premier spagnola Yolanda Diaz - contenute in un video sui suoi social - secondo cui la Palestina "dovrà essere libera dal fiume al mare".
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Pedro Sanchez La notizia è che Spagna, Norvegia e Irlanda si apprestano a riconoscere lo Stato di Palestina. Israele ha già ritirato gli ambasciatori da quei Paesi, ma in fondo non è successo nulla di veramente nuovo, dal momento che ben 142 Paesi, e cioè il 70% dei membri dell’Onu, hanno già fatto quel passo diplomatico. Si tratta in pratica di quasi tutta l’Asia, l’Africa e l’America Latina. Sicché Spagna, Norvegia e Irlanda si limitano soltanto ad imitare quanto hanno già fatto gli altri, trovandosi più comodamente…
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Che la guerra scoppiata tra Israele e Hamas dopo l’operazione militare del 7 ottobre 2023 nel sud di Israele ha fatto riesplodere l’antisemitismo a livello globale con aggressioni fisiche, insulti e minacce nei media, profanazioni di luoghi di culto e cimiteri ebraici lo abbiamo più volte raccontato; ma che un ministro di un Paese membro dell’Unione Europea (in questo caso la Spagna), si potesse presentare in televisione per dire: «La Palestina sarà libera dal…
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L'Ambasciatrice di Palestina in Italia Abeer Odeh: Il riconoscimento dello stato palestinese da parte di Spagna, Irlanda e Norvegia è un passo molto importante perché riafferma il nostro diritto all’autodeterminazione e alla sovranità sulla nostra terra. Ora l'Italia faccia lo stesso".
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Presto o tardi l’Occidente cadrà vittima della sua stessa idiozia. È solo questione di tempo. Perché, a ben vedere, i segnali che lasciano presagire il peggio ci sono già tutti, limpidi ed inequivocabili (per chi li vuol vedere). Così, follia dopo follia, la società occidentale si dirige mestamente verso il baratro, già accinta a precipitare, inseguendo così un destino che appare tristemente segnato.
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La dichiarazione comune Nella giornata di ieri tra stati europei hanno comunicato ufficialmente di aver riconosciuto “lo stato di Palestina”. Presto potrebbe aggiungersene un quarto, il Belgio. Tutti questi stati hanno governi di sinistra, importanti minoranze islamiche costruite negli ultimi decenni per via di immigrazione. In tutti vi è una tradizione importante di antisemitismo, recentemente rinnovata.
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Già a marzo i governi di Spagna e Irlanda, che fanno parte dell'Ue, ma anche di Malta e Slovenia, avevano ribadito, in un comunicato congiunto, la necessità del riconoscimento dello Stato di Palestina «per la pace e la sicurezza» nella regione. La via è quella della soluzione del conflitto israelo-palestinese attraverso la creazione di due stato. Questo dice il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre: «Non ci sarà pace in Medio Oriente senza una…
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Benjamin Netanyahu si scaglia contro i paesi europei che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina, definendolo una «ricompensa al terrorismo», mentre le famiglie di cinque soldatesse israeliane catturate da Hamas il 7 ottobre hanno fatto pubblicare un video straziante, sperando di aumentare la pressione sul premier per trovare un accordo su tregua e rilascio degli ostaggi. A scatenare l'ira di Netanyahu è stata la decisione di Spagna, Irlanda e Norvegia di riconoscere lo Stato palestinese, portando a 9 i Paesi…
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