Con una sfilata di leader partitici a Palazzo Bellevue, la residenza del presidente federale della Germania non lontano dallo zoo di Berlino, si è chiusa la prima fase della crisi del governo di Olaf Scholz. Appurato che la maggioranza al Bundestag non è più tale e che il Bundestag prima o poi voterà la sfiducia al governo “semaforo” messo in piedi dal leader socialdemocratico, i partiti si erano messi a litigare sui tempi della crisi.
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I tedeschi ora conoscono la data in cui, salvo clamorosi colpi di scena, saranno chiamati alle urne per il rinnovo del Bundestag: è il prossimo 23 febbraio. La scelta è frutto dell'intesa tra i leader dei partiti tedeschi per il voto anticipato necessario dopo la crisi del governo formato da Spd, Verdi e Liberali. Crisi che, com'è noto, è stata innescata dopo che, palesando una rottura ormai insanabile, Scholz ha licenziato il ministro delle Finanze Christian Lindner (liberali).
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