Erano passati quasi novanta minuti e il cuore trapiantato non partiva. Sono le 16.06 del 23 dicembre, l’infermiera professionale Teresa Calascione ha lasciato la sala operatoria dell’ospedale Monaldi alle 14.12 e si informa con i colleghi dell’intervento sul piccolo Domenico iniziato verso le 14.30. «Non va...zero...È una pietra», le scrive il caposala in una conversazione whatsapp. Calascione è …
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Approfondimenti:
Il bambino deceduto dopo il trapianto al Monaldi: la Procura di Napoli indaga per omicidio colposo in concorso Sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, deceduto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore non riuscito effettuato all’ospedale Monaldi, l'Azienda Ospedaliera dei Colli, acquisiti gli atti dei procedimenti disciplinari, ha disposto la sospensione dal servizio di due dirigenti medici coinvolti nella grave e dolorosa vicenda.
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Si indaga su altri due casi sospetti di trapianti al Monaldi di Napoli. Lo rivela il Tg1 spiegando che la procura di Napoli si sta concentrando anche su altre due vicende dopo la morte del bimbo di 2 anni, sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato il 23 dicembre. Un caso risale al 2021 e l'altro in epoca precedente. Al momento, secondo quanto si apprende, non si…
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La procura di Napoli sta conducendo accertamenti su due trapianti eseguiti al Monaldi precedentemente al caso di quello del piccolo Domenico Caliendo: uno risale al 2021 e l'altro in epoca precedente. Al momento, secondo quanto si apprende, non si tratta di vere e proprie indagini ma di approfondimenti investigativi disposti dalla VI sezione lavoro e colpe professionali (coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci) legati alla vicenda del bimbo deceduto lo scorso 21 febbraio nel reparto di terapia intensiva…
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L'Azienda Ospedaliera dei Colli, acquisiti gli atti dei procedimenti disciplinari, ha assunto i provvedimenti di sospensione dal servizio di due dirigenti medici coinvolti nella grave e dolorosa vicenda del piccolo Domenico. È quanto si apprende da una nota diffusa in serata dall'azienda ospedaliera. «Prosegue - si spiega - per gli altri sanitari coinvolti l'iter disciplinare secondo la normativa vigente.
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Aveva notato «un po’ di fumo freddo» esalare dal ghiaccio e avrebbe chiesto ai medici napoletani se andasse bene, ricevendo l’ok e le indicazioni per rabboccare il refrigerante nel contenitore isotermico «sotto e di lato». A versarlo, poi, sarebbe stato un altro infermiere altoatesino. È uno dei passaggi fondamentali della testimonianza dell’operatrice…
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