"Nel pieno rispetto del lavoro dell'autorità giudiziaria, l'Arma dei Carabinieri esprime la sua vicinanza nei confronti di un ufficiale che, con il suo servizio, ha reso lustro all'istituzione in Italia e all'estero, confidando che anche in questa circostanza riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati". Il…
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«C’è un’aria, un’aria, che manca l’aria». Canterebbe Giorgio Gaber, se fosse ancora vivo. L’aria, intorno al nuovo caso Mori, l’ottantacinquenne generale del Ros di nuovo sotto indagine per le bombe del ‘93 dopo tante assoluzioni per la trattativa Stato-Mafia rivelatasi un teorema giudiziario super-flop, è quella tossica da revival degli anni delle procure all’assalto. Siamo il Paese del passato che non passa, la patria dell’eterna retropia italiana.
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Con un comunicato piuttosto irrituale nella sua tradizione, il comando generale dei Carabinieri ieri mattina ha manifestato pubblica solidarietà al generale Mario Mori, già comandante del Ros e direttore del Sisde, che due giorni fa ha reso noto di essere indagato dalla Procura di Firenze in relazione alle stragi mafiose del 1993 di Firenze (5 …
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LEGGI – Mori, l’Arma rompe il protocollo: “Dimostrerà la sua innocenza” C’è un’accusa (contro i pm ovviamente) che aleggia negli articoli, nelle interviste e nelle dichiarazioni politiche pubblicate dopo che Mario Mori ha svelato di essere indagato. L’accusa è quella di violare il principio del ne bis in idem, cioè il divieto di nuovo giudizio …
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LEGGI – Mori, l’Arma rompe il protocollo: “Dimostrerà la sua innocenza” Anche quest’anno Alfredo Morvillo, ex magistrato, fratello di Francesca, moglie di Giovanni Falcone uccisa a Capaci, non andrà alla commemorazione istituzionale della strage a Palermo prevista a palazzo Jung, dove sarà inaugurato il Museo del Presente. Questa volta, però, senza polemiche: “Semplicemente non sono …
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Da magistrato, seppure in aspettativa elettorale, essendo candidato alle prossime elezioni europee, esprimo tutta la mia solidarietà al generale Mario Mori e al contempo esprimo tutto il mio sdegno e il mio disprezzo per chi continua questa vergognosa aggressione giudiziaria contro quello che considero essere un galantuomo. Dopo la procura di Palermo, che per decenni ha fabbricato un assurdo castello di accuse tristemente noto a tutti come la trattativa Stato-Mafia, che è stata spazzata via da sentenze che…
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(di Arma Carabinieri ) Appresa la notizia dell’avviso di garanzia, con invito a comparire per rendere interrogatorio in qualità di indagato, nei confronti del generale Mario Mori, nel pieno rispetto del lavoro dell’autorità giudiziaria, l’Arma dei Carabinieri esprime la sua vicinanza nei confronti di un uffficiale che, con il suo servizio, ha reso lustro all’Istituzione in Italia e all’estero, confidando che anche in questa circostanza riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai…
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Francesco Specchia 22 maggio 2024 Il generale Mario Mori indagato (ancora!) per le stragi mafiose di Firenze, Milano e Roma del 1993 rappresenta un unicum. È un pezzo di teatro alla Ionesco e, al contempo, una lite temeraria al contrario: in piena surrealtà del diritto, si potrebbe evocare l’art. 96 cpc – sulla “malafede e la consapevolezza dell’infondatezza della domanda”- e applicarlo alla Procura della Repubblica di Firenze.
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"Nel pieno rispetto del lavoro dell'autorità giudiziaria, l'Arma dei Carabinieri esprime la sua vicinanza nei confronti di un ufficiale che, con il suo servizio, ha reso lustro all'istituzione in Italia e all'estero, confidando che anche in questa circostanza riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati". Lo afferma il comando generale dei Carabinieri in una nota dopo la notizia dell'avviso di garanzia della procura di Firenze al generale Mario Mori.
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«Nel pieno rispetto del lavoro dell’autorità giudiziaria, l’Arma dei Carabinieri esprime la sua vicinanza nei confronti di un ufficiale che, con il suo servizio, ha reso lustro all’istituzione in Italia e all’estero, confidando che anche in questa circostanza riuscirà a dimostrare la sua estraneità ai fatti contestati». Lo afferma il comando generale dei carabinieri in una nota dopo la notizia dell’avviso di garanzia della procura di Firenze al generale Mario Mori
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In più di un’occasione ho espresso la mia convinzione che l’Italia sia un Paese dove la magistratura fa paura. Ce ne sono senz’altro altri, ma tra quelli che si dicono democratici, il nostro è uno dove l’amministrazione della giustizia è pessima. Se ne ha quotidiana certificazione. Ultima in ordine di tempo, la vicenda che vede per protagonista, suo malgrado, il generale Mario Mori (qui la lettera del generale Mario Mori).
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Condividi questo articolo Pubblicità Ci risiamo. Con puntuale frequenza, pure dubbia, mi si consenta, ad una manciata di giorni da una tornata elettorale che la sinistra perderà certamente, dopo l’ affaire Toti, evidentemente non sufficiente alla bisogna, rispunta carsicamente un altro tema giudiziario caro ad una certa parte politica ed al suo braccio operativo nella magistratura: le stragi mafiose di trent’anni fa e la presunta inerzia di taluni apparati dello Stato che si…
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Fateci caso. Ogni anno, quando si avvicina il 23 maggio – giorno tragico in cui fu massacrato sull’autostrada di Capaci il giudice Giovanni Falcone – i magistrati antimafia lanciano un ruggito di verità e giustizia. Ogni anno, alla vigilia del 23 maggio, noi vecchi cronisti abbiamo puntualmente assistito a clamorose retate di persone “insospettabili” finite in manette sotto il peso di accuse ovviamente “solide e argomentate” ; a rivelazioni di pentiti che, manco a dirlo, avrebbero dovuto riscrivere addirittura la…
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Mario Mori (prefetto, generale dei carabinieri, è stato comandate del Ros, direttore del Sisde, collaboratore di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) è di nuovo indagato. Fu indagato, poi imputato, poi assolto per la mancata perquisizione del covo di Totò Riina. Fu indagato, poi imputato, poi assolto per favoreggiamento di Bernardo Provenzano. Fu indagato, poi imputato, poi assolto nel processo Trattativa.
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I fatti e le opinioni andrebbero separati, ma quando i fatti corrispondono a delle opinioni si fa complicata: vale per il giornalismo e dovrebbe valere per l'attività inquirente, tantopiù per un indagato che si chiama Mario Mori e che svolge la professione di generale in pensione nonché di inquisito in forma permanente ed effettiva. Stiamo parlando dell'inventore del Ros su suggerimento di Giovanni Falcone nonché dell'uomo che catturò Totò Riina: e questi sono fatti.
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Prima che le bombe venissero piazzate a Roma, Milano e Firenze nel 1993, l’allora colonnello Mario Mori aveva appreso notizie riservate — veicolate prima attraverso un maresciallo dei carabinieri, poi da fonti mafiose — sul progetto stragista di Cosa nostra dopo Capaci e via d’Amelio. Questo quadro accusatorio viene valutato dalla procura di Firenze, che ha indagato Mori per concorso in strage. …
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«Credevo di poter trascorrere in tranquillità quel poco che resta della mia vita». Quanta amarezza traspare dalle parole del generale Mario Mori che ieri ha comunicato di aver ricevuto dalla Procura della Repubblica di Firenze un avviso di garanzia «nel giorno del 85esimo compleanno». Un invito a comparire «per essere interrogato in qualità di indagato per i reati di strage, associazione mafiosa e associazione con finalità di terrorismo internazionale ed eversione dell’ordine democratico».
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Assolto per cinque volte dall’accusa di aver trattato con Cosa Nostra per fermare la stagione delle stragi, il generale Mario Mori si trova adesso indagato per il motivo opposto: non aver fatto abbastanza per impedire che avvenissero. Questa la convinzione della procura di Firenze, che a distanza di oltre 30 anni ancora indaga sulle bombe scoppiate nel 1993 a Milano, Firenze e Roma. Secondo i titolari dell’inchiesta, i pm Luca Turco e Luca Tescaroli, Mori era stato «informato, dapprima nell’agosto 1992, dal maresciallo Roberto…
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