Il cessate il fuoco a Gaza "non è mai stato così vicino". Lo ha detto Joe Biden. A margine di una cerimonia nello Studio Ovale il presidente americano ha spiegato ai media che "ancora non siamo arrivati alla tregua" ma "siamo più vicini di tre giorni fa". .
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Da Doha la ‘proposta ponte’ per il cessate il fuoco a Gaza. Nuovo round in Egitto Conclusi i colloqui per un'intesa che porti la fine degli attacchi sulla Striscia. Ottimismo tra i mediatori che si danno appuntamento per la prossima settimana al Cairo. Teheran informata sugli sviluppi Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – Sono terminati con una “proposta ponte” i colloqui a Doha, iniziati ieri e conclusi oggi, 16 agosto, e promossi da Stati Uniti, Egitto e Qatar…
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Un’assenza importante Dubbi e incertezze, si diceva. A cominciare dalla volontà di Hamas. Che ha deciso di non partecipare a questo «round» di colloqui a Doha, nel Qatar. Dopo aver annunciato l’assenza al tavolo negoziale, dopo aver chiesto di liberare da Israele pezzi da novanta come Marwan Barghouti, dopo aver detto di partecipare a condizione di accettare le condizioni già avanzate a luglio, un paio di giorni fa Yahya Sinwar, il leader politico di Hamas, ha infatti avanzato un’altra richiesta: si…
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Vatican News Riprendono oggi, giovedì 15 agosto, a Doha, in Qatar, i negoziati per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Secondo fonti di stampa, l’accordo dovrebbe far desistere l'Iran dall'annunciato attacco contro Israele. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu esige la liberazione immediata di 33 ostaggi. Hamas ribadisce che non prenderà parte ai colloqui. Per questa sera a Tel Aviv è stato convocato il gabinetto di sicurezza israeliano nella sala di comando sotterranea del quartier generale militare di…
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In un contesto di conflitto e incertezze, mentre le armi continuano a parlare nel Medio Oriente, il 15 agosto è un Ferragosto che si carica di speranze per milioni di persone che guardano con ansia ai negoziati in corso in Qatar. Le trattative, che coinvolgono attori cruciali come Hamas (seppure indirettamente), Israele, e mediatori internazionali, sono considerate una (labile) possibilità per porre fine al conflitto e liberare gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas.
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Il lavoro diplomatico è stato senza sosta in vista del round negoziale previsto per oggi, Ferragosto, con l'obiettivo di arrivare a una tregua a Gaza. Gli Stati Uniti, l'Egitto e il Qatar, principali mediatori tra Israele e Hamas, la settimana scorsa, hanno invitato le parti a incontrarsi al Cairo o a Doha. Tutto ciò mentre incombe il timore di una rappresaglia dell'Iran contro lo Stato ebraico, dopo l'assassinio il 31 luglio di Ismail Haniyeh a Teheran
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DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME — Adesso che Ferragosto è qui e gli americani vogliono vedere tutti rispondere all’appello quando si apre il vertice a Doha, le pressioni su Benjamin Netanyahu e Yahya Sinwar aumentano. Il New York Times scrive di aver sfogliato i documenti che dimostrano la volontà del primo ministro israeliano di irrigidire le posizioni in questi mesi, di fatto per far saltare una possibile intesa sulla fine della guerra.
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