Negli ultimi anni i farmaci agonisti del recettore GLP-1 sono diventati protagonisti assoluti nella lotta contro l’obesità e il sovrappeso. Nati come terapie per il diabete di tipo 2, questi medicinali, come semaglutide, tirzepatide e liraglutide, hanno mostrato una notevole efficacia nel ridurre l’appetito e favorire una perdita di peso importante. Tuttavia, accanto ai risultati incoraggianti, stanno emergendo dati meno rassicuranti sul lungo periodo.
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C’è chi li chiama ’farmaci miracolosi’ e chi li usa come scorciatoia prima dell’estate. In realtà, dietro i medicinali che fanno perdere peso – tra i più noti c’è l’Ozempic – c’è una storia molto meno glamour e molto più seria, che parla di diabete e di una rivoluzione terapeutica che può dare risultati importanti anche per contrastare alcune malattie croniche. Per capire cosa c’è dietro l’uso di questi farmaci antidiabetici il dottor Maurizio Nizzoli, già primario del reparto di…
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L’entusiasmo per i farmaci anti-obesità, sempre più prescritti e discussi anche fuori dall’ambito specialistico, deve fare i conti con una realtà meno rassicurante. Una nuova revisione sistematica e meta-analisi mostra infatti che, alla sospensione delle terapie farmacologiche per il controllo del peso, l’organismo tende a “riprendersi” rapidamente i chili persi, con un effetto rimbalzo che riguarda non solo il peso corporeo, ma anche i parametri cardiometabolici.
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Obesità farmaci antiobesità Farmaci anti-obesità, dopo sospensione peso risale più rapidamente che con dieta e attività fisica Una revisione sistematica su oltre 9.000 pazienti mostra che dopo la sospensione dei farmaci per il peso si recuperano in media 400 grammi al mese e che i vantaggi cardiometabolici si perdono entro 1-2 anni. Più rapida la ripresa dopo i GLP-1 rispetto ai programmi comportamentali con dieta e attività fisica di Redazione…
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Roma, 11 gennaio – I risultati di una nuova revisione sistematica e meta-analisi dell’Università di Oxford che ha analizzato 37 studi, pubblicati di recente sul British Medical Journal (BMJ), non sembrano lasciare molti dubbi: chi interrompe l’assunzione di agonisti del recettore GlpP-1 come il semaglutide e il tirzepatide questi medicinali rischia di recuperare il peso in modo preoccupante e decisamente più rapido di quanto si ritenesse.
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