L’astensione o opposizione quasi unanime della delegazione italiana al Parlamento Europeo sul nuovo Patto di Stabilità è la prova di un grave difetto di responsabilità e lungimiranza della nostra classe politica, più attenta a valutare i ritorni elettorali alle prossime elezioni che a rafforzare la reputazione internazionale del paese e la condivisione della leadership europea. Il nuovo patto è c…
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Post di Francesco M. Renne, commercialista e revisore, faculty member CUOA Business School, formatore in materie finanziarie e fiscali – Il Parlamento europeo ha votato e approvato le nuove regole di bilancio dei Paesi membri, modificando così il quadro normativo del cd. Patto di Stabilità e Crescita (PSC) secondo quanto già in nuce concordato lo scorso 10 febbraio tra Commissione e Consiglio (e, prima ancora, pur subendo qualche modifica, pattuito sul finire del 2023 tra i ministri economici europei, dopo una…
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Con il “no” dei nostri parlamentari a Bruxelles al Patto di Stabilità e Crescita, l’ennesimo inganno a spese di tutti noi cittadini è stato servito. Astenendosi oppure votando contro l’adozione di norme che limitano i disavanzi e i debiti nazionali, gli eurodeputati italiani hanno confermato – semmai ce ne fosse bisogno – che l’unico modo che hanno per mantenere il consenso è quello di spendere p…
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Si guardi al merito del problema. Si possono certamente valutare i diversi fattori, non propriamente di specifico merito, che hanno portato, nell'Eurocamera, gli europarlamentari italiani ad astenersi o a votare contro la riforma del Patto di stabilità. Si possono pure rilevare contraddizioni e ripensamenti. Ma non si può prescindere da una valutazione dei contenuti che non viene distorta dalle altre diverse possibili finalità del voto, a cominciare da quelle connesse con l'imminente…
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Dimmi che se in campagna elettorale, senza dirmi che sei in campagna elettorale. Le elezioni europee dell’8 e 9 giugno si avvicinano sempre di più e i partiti iniziano a posizionare le pedine in modo da poter giocare su più fronti la propria campagna elettorale. Ovviamente l’Ue e le sue politiche saranno il fulcro su cui si giocherà la partita. Visto il clima, il voto sul nuovo Patto di stabilità non poteva arrivare in un momento peggiore.
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Ok del Parlamento al Def, Giorgetti: "Crescita non è più su modello LSD: lassismo, sussidi e debito"
Camera e Senato hanno approvato le risoluzioni di maggioranza al Def, il Documento di economia e Finanza. L'opposizione è tornata ad accusare il governo per non aver inserito il quadro programmatico. Il ministro Giorgetti, da parte sua, ha detto che è dipeso dal nuovo Patto di stabilità, approvato ieri e definito come "un compromesso".
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ROMA (ITALPRESS) – Il Def “è semplicemente realistico e conforme esattamente, una volta tanto, al realismo che ha indotto la Commissione europea a chiedere ai Paesi di presentare un documento esattamente in questa forma e così hanno fatto tutti i nostri partner europei”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in Aula alla Camera. “Non sfugge a nessuno quindi che abbiamo delle regole non definite e quindi forse è opportuno e consigliabile l’attesa che, in qualche caso, è meglio dell’incertezza”, ha aggiunto.
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Caos Italia su Def e Patto Stabilità, con ansia debito. Le risposte di Giorgetti e i commenti di Monti Il Def del governo Meloni? Per il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti è “semplicemente realistico”. Il titolare del Tesoro, che oggi è intervenuto in replica alla Camera nel corso della discussione sul Def, ha affrontato anche il nodo di quel nuovo Patto di stabilità e di crescita che ha visto l’Italia chiamarsi fuori.
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Una presa di posizione contro il proprio partito, una delle pochissime voci fuori dal coro nel panorama politico italiano. Il parere favorevole dell’eurodeputata di Forza Italia, Lara Comi, nel corso del voto all’Eurocamera sul Patto di Stabilità andava contro a chi si era opposto all’approvazione, come il Movimento 5 Stelle, o chi, come la maggior parte dei partiti italiani, dal Pd a…
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L’intesa è il risultato di un compromesso: da un lato i paesi più rigoristi, Germania in testa che non a caso ora rivendicano il ritorno a una rinnovata disciplina di bilancio dopo il triennio di sospensione causato dalla pandemia, e quanti (tra questi l’Italia e per certi versi anche la Francia) erano più favorevoli ad un approccio più gradualista all’insegna della flessibilità
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L'ex premier a margine della cerimonia per i 20 anni dell'allargamento del 2004 al Parlamento europeo a Strasburgo “Ebbi tanti problemi quando dichiarai che il Patto di Stabilità era stupido. A momenti mi volevano fucilare sul campo ma era una riflessione seria. Dopo anni mi hanno dato ragione. Tutto quello che è politica economica non può essere rigidi. Politica economica vuol dire flessibilità. Hanno fatto qualche cambiamento ma non poi tanto grandi.
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Giorgetti: Patto di stabilità? Non soddisfa chi crede nel modello "lsd", lassismo, debito e sussidi "Quello che è stato ottenuto è sicuramente un passo in avanti rispetto alle regole di bilancio che sarebbero entrate in vigore esattamente a partire dall'anno prossimo. Questo patto di stabilità e crescita e non risponde esattamente ai criteri di coloro che pensano che la crescita dipenda dal modello LSD e cioè lassismo, debito e…
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Città del Vaticano Con la decisione presa ieri, mercoledì 23 aprile, dall’Eurocamera sono cambiate le regole dell’amministrazione economica europea che prevedono meno rigore e più flessibilità nei confronti dei Paesi che hanno un debito più alto. Il testo mantiene i parametri del 3% per il rapporto deficit/Pil e del 60% per il rapporto debito/Pil, ma prevede dei piani di rientro graduali per i Paesi che hanno un alto debito come Grecia e Italia
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Il segretario generale Uil, a Napoli: "C’è un ritorno alla politica dell’austerity" Dal voto sul nuovo Patto di stabilità nel Parlamento europeo l’Italia “ne esce molto male e credo che non abbiamo fatto una bella figura in Europa“. Lo dice Pierpaolo Bombardieri, segretario generale Uil, a Napoli per un flash mob contro le morti sul lavoro. “C’è un Governo che ci ha raccontato di aver lavorato per raggiungere questa sintesi – ha aggiunto – e poi i partiti che…
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Come non ha mancato di far notare con ironia il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, per una volta la politica italiana si è unita. La vocazione trasversale al ricorso al debito trova nel nuovo Patto un ostacolo. Ai politici di qualsiasi colore è stato reso più difficile l’accesso ai fondi pubblici con i quali dar soddisfazione ai propri elettori. Se consideriamo che Paesi come l’Italia, con un debito eccessivo, saranno tenuti a ridurlo in media dell’1% all’anno e il disavanzo durante i periodi di crescita, per creare una…
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L'aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Def con 197 voti a favore, 126 voti contrari e 3 astenuti. Con il via libera a quella della maggioranza sono precluse tutte le altre risoluzioni presentate. Il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, era in aula alla Camera da questa mattina per la discussione del Def, per presenziare poi al voto. La discussione sul Documento di economia e finanza si è svolta anche al Senato, dove Giorgetti è atteso subito dopo la votazione a…
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Il ministro dell’Economia interviene alla Camera nel giorno del voto sul Documento di economia e finanza e difende l’operato del governo: nonostante l’alto debito, abbiamo guadagnato la fiducia dei mercati
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Buongiorno. «Con il voto sul Patto di Stabilità abbiamo unito la politica italiana». La battuta di Paolo Gentiloni, eurocommissario all’Economia, fotografa con ironia una realtà meno commendevole. Quella della politica italiana, infatti, è stata — nelle parole di Federico Fubini — «una fuga preventiva dalle responsabilità, mentre si avvicina il momento in cui le nuove regole morderanno». Le nuove regole sono quelle del Patto di Stabilità e Crescita approvato ieri dal Parlamento…
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