Lo insegue il Toro, che in campionato non vince nella Milano rossonera da 41 anni, ma sabato sera lo cerca anche il suo nuovo tecnico. Un successo a San Siro è il sogno - finora proibito - dei granata e in particolare di Roberto D’Aversa che non ha mai battuto il Milan in carriera (9 tentativi e al massimo 2 pareggi) e neanche il collega Allegri (4 sconfitte in 5 precedenti). Una curiosa coincide…
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Era sotto gli occhi di tutti che il Torino di Baroni non avesse delle idee chiare in testa. Una squadra lunga, confusa, spesso incapace di leggere i momenti della partita e di interpretare le richieste dell’allenatore. Sono stati mesi pieni di cambiamenti in tutto, sistema di gioco, schema, direttori e un continuo ballottaggio di formazioni. Proprio per questo l’arrivo di D’Aversa sembra aver portato qualcosa di diverso, forse meno raffinato ma decisamente più concreto: disciplina, grinta e soprattutto ordine.
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D'Aversa chiama a raccolta i suoi in vista del Milan, Tuttosport: "Adesso un'impresa" La scelta di andare oltre a Marco Baroni e affidare la panchina a Roberto D'Aversa si è rivelata per il Torino, in queste prime uscite con il nuovo tecnica, una scelta vincente. I granata hanno conquistato sei punti in tre partite, perdendo solamente al Maradona contro il Napoli in una partita comunque ben giocata.
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Cosa ha fatto fin qui Roberto D'Aversa? Il Torino ha certamente trovato nuove certezze dopo l'avvicendamento in panchina tra Marco Baroni e l'ex allenatore dell'Empoli. Del resto i numeri dicono che in tre partite il Torino ha colto due vittorie, ha sconfitto la Lazio che non più tardi di tre giorni fa ha liquidato il Milan secondo in classifica. Ha poi conquistato la vittoria contro il Parma, in uno scontro da non sbagliare.
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Ci sono tanti miglioramenti nel nuovo Torino targato Roberto D’Aversa. Il più tangibile è legato ai risultati, la classifica lo dimostra: con sei punti conquistati in tre giornate, i granata si sono allontanati dalla zona retrocessione e ora intravedono per davvero la salvezza, complice anche un continuo crollo della Cremonese che ha nove punti di ritardo rispetto a Vlasic e compagni, con Cagliari, Fiorentina e Lecce a dividere il Toro dalla zona B.
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Roberto D’Aversa, nel giorno della sua presentazione da allenatore del Toro, aveva immediatamente individuato nel rendimento in fase offensiva della squadra uno dei problemi da risolvere. Non che tale problematica fosse difficile da scovare, bastava dare un’occhiata al numero di gol fatti per rendersene conto: appena 25 quelle segnati in 26 partite con Marco Baroni in panchina. Meno di uno a partita, nonostante potesse giocare su attaccanti come Simeone,
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