Sono passati giusto un paio di mesi da quando vi parlai di AI Overview, la modalità di Google che mette subito in alto, nella pagina, un riassunto delle info che ricercate, e come cercai di dire anche al tempo, per me è cominciata da lì la fine del web così come lo conosciamo. Quello che al tempo non sapevamo (e, ripeto, sono passati solo pochi mesi) è che Google avrebbe compiuto, ben presto, un altro passo verso la distruzione del web.
Leggi
Altre informazioni:
Riceviamo e pubblichiamo Negli ultimi anni il mondo del web sta cambiando silenziosamente: sempre meno visitatori “umani” e sempre più agenti digitali automatizzati, i cosiddetti bot. Secondo i più recenti rapporti internazionali, nel 2024 il traffico generato da sistemi automatici ha superato quello umano, raggiungendo circa il 51% del totale mondiale. Nel 2019 i bot rappresentavano solo il 37%: in pochi anni la crescita è stata vertiginosa.
Leggi
La single question interface potrebbe rappresentare la prossima rivoluzione dei siti web: non più homepage, menù di navigazione e pagine da esplorare, ma un semplice campo dove fare domande e ottenere risposte immediate da un’intelligenza artificiale. Una trasformazione che nasce dall’evoluzione delle abitudini digitali degli utenti, sempre meno disposti a leggere e navigare contenuti tradizionali.
Leggi
Il web sta morendo e nessuno sembra accorgersene. O forse non importa niente a nessuno. Intendiamoci, non è una morte drammatica, con sirene e notiziari flash, ma una trasformazione silenziosa che avviene ogni volta che qualcuno apre ChatGPT Atlas di OpenAI, attiva Gemini in Chrome o lascia che Claude riassuma una pagina invece di leggerla. È la fine di internet come spazio di esplorazione libera e l’inizio di qualcosa di profondamente diverso: un mondo digitale dove tra noi e la realtà c’è sempre un interprete algoritmico, l’intelligenza artificiale, che decide…
Leggi
