(RM – 11/2/2024) – Sono già state spese ed investite di pregio parole riferite a quanto accaduto lo scorso aprile nell’Istituto Penitenziario di Reggio Emilia e, recentemente, saltato agli onori (ops…oneri, purtroppo) della cronaca. – A dichiararlo è Mimmo Nicotra Presidente della Confederazione Sindacati Penitenziari (CON.SI.PE.) – Potrebbe sembrare ridondante ma si ritiene opportuno condividere lo sdegno di quanto perpetrato ai danni di un ristretto, vittima di personaggi che nulla hanno a che…
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Stranno creando un enorme dibattito le immagini delle violenze subite da un detenuto all'interno del carcere di Reggio Emilia: incappucciato, picchiato e spogliato da parte di dieci poliziotti penitenziari. Un'ondata di indignazione che monta giorno dopo giorno. "Una scena da Far west: giusto indignarsi" E che trova un commento che sicuramente farà discutere anche da parte del sindacato della polizia…
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Finisce anche in Sala del Tricolore il caso del brutale pestaggio in carcere ai danni di un detenuto di cui sono accusati dieci agenti della polizia penitenziaria della ‘Pulce’. PiùEuropa, partito del gruppo di maggioranza, presenterà attraverso Giacomo Benassi un ordine del giorno urgente nella seduta di oggi del Consiglio Comunale. E se verrà ammesso alla discussione, "chiederemo innanzitutto di condannare quanto avvenuto in via Settembrini – si legge in…
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Un video shock e inaccettabile. È il coro di voci che si levano sul video del detenuto torturato da agenti della polizia penitenziaria nel carcere di Reggio Emilia. Al momento risultano indagati una decina di agenti penitenziari. Oggi a prendere posizione il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che sottolinea: “Fermo restando che tutto deve essere accertato nelle sedi competenti, e quindi dare giudizi molto netti preventivamente è sempre qualcosa che deve avere…
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Reggio Emilia «Devo ammettere che, nonostante credo sia giusto denunciare quello che è successo, ho molta paura che possa risuccedere, anche perché quello che è successo quel giorno e quello che ho provato non lo dimenticherò mai. In queste notti non riesco a dormire perché ripenso a quanta paura ho avuto di morire e a tutta quella forza e violenza che è stata usata nei miei confronti mentre ero a terra e ammanettato».
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BOLOGNA – “Quanto avvenuto a Reggio Emilia è gravissimo e non giustificabile, ma vi posso assicurare che la situazione nelle carceri italiane è esplosiva ovunque. Ad iniziare dalla Dozza, dove le tensioni sono oltre il livello di guardia”. Nicola d’Amore l’istituto detentivo bolognese lo conosce bene, non solo perché è il segretario provinciale della Cisl-Fns, ma perché ci lavora come agente dell…
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Lo si dice con la stima e la fiducia che si nutriva da quando era magistrato, in nome di quelle speranze finora non corrisposte da quando è Guardasigilli: caro ministro Carlo Nordio, provare "sdegno e dolore”, di fronte alle immagini che documentano le torture patite da un detenuto nel carcere di Reggio Emilia, è quello che si suol definire “minimo sindacale”. Ma certo che sono immagini indegne per uno stato democratico.
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Sempre di più, negli ultimi mesi, le denunce di casi di aggressioni ai poliziotti al carcere delle Vallette. Beneduci: "MIgliaia di aggressioni, lesioni e insulti: non si è mai sicuri di tornare a casa incolumi"
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Cosa succede nelle carceri non solo italiane? Leo Longanesi fu una singolare figura di intellettuale, buon giornalista ed innovatore nel mondo editoriale. Fascista, sia pure con qualche ambiguità (fu l’inventore dell’affermazione “Mussolini ha sempre ragione”), quando l’Italia entrò in guerra il 10 giugno del 1940 accettò di collaborare alla propaganda del regime fascista e produsse una serie di slogan che sono passati alla storia, come: «Taci! Il nemico ti ascolta», «La patria si serve anche facendo la sentinella ad un bidone…
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La querela risale al 7 aprile scorso ed è firmata dal detenuto tunisino di 44 anni che quattro giorni prima aveva subito il pestaggio in carcere, prima nel corridoio e poi all’interno della propria cella dove è stato trascinato di peso. Dieci minuti documentati dalle telecamere interne e finiti in un video agli atti dell’inchiesta che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per dieci agenti della penitenziaria per tortura, lesioni e falso.
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Otto agenti indagati per tortura e lesioni, due funzionari per falso. Mentre le sequenze del pestaggio a sangue di un 40enne tunisino nel carcere di Reggio Emilia fanno il giro del web, immediate le reazioni. A cominciare dal ministro della Giustizia Carlo Nordio: «Provo sdegno e dolore, immagini indegne per uno Stato democratico. In attesa che la magistratura accerti le responsabilità, voglio sottolineare come sia stata la stessa Polizia penitenziaria a svolgere le indagini.
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Fotogrammi "ripugnanti", "inaccettabili" in un Paese civile. "Provo sdegno e dolore, sono immagini indegne per uno Stato democratico. In attesa che la magistratura ricostruisca i fatti e accerti le responsabilità, voglio sottolineare come sia stata la stessa polizia penitenziaria a svolgere le indagini, su mandato della procura. L’amministrazione penitenziaria tutta è la prima ad auspicare che si faccia luce fino in fondo sulla…
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«Non sono cose accettabili», sottolinea il ministro degli Interni Matteo Piantedosi. «Sdegno e dolore», la reazione del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il governo interviene dopo la richiesta di rinvio a giudizio della Procura di Reggio Emilia per dieci agenti di polizia penitenziaria per tortura, e dopo la diffusione del video choc con le immagini del pestaggio ai danni di un detenuto carcerario di 41 anni.
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Immagini "inaccettabili" che nel governo provocano "sdegno". A poche ore di distanza dalla diffusione del video dello scorso aprile, dove sono documentate torture su un detenuto nel carcere di Reggio Emilia, arrivano gli accertamenti e l'annuncio di ispezioni da parte del Garante nazionale dei detenuti sull'intero istituto detentivo. Aldilà dell'inchiesta, si punterà ad approfondire le circostanze e il contesto complessivo…
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Il Garante nazionale dei detenuti sta effettuando ulteriori verifiche sul caso delle torture nel carcere di Reggio Emilia documentate in un video e sull'intero istituto. A quanto si apprende, aldilà dell'inchiesta della Procura, il Garante punta ad approfondire le circostanze e il contesto complessivo in cui è emerso il singolo caso, per un'ampia verifica. Nei prossimi giorni potrebbe quindi essere prevista un'ispezione…
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I ministri dell’Interno e della Giustizia condannano, il Garante dei detenuti avvia verifiche. La richiesta di rinvio a giudizio per un episodio di tortura contestato a dieci agenti per le violenze su un detenuto nel carcere di Reggio Emilia, ha innescato la reazione del governo e non solo. “Non sono cose accettabili” ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi “fermo restando che tutto deve essere accertato nelle sedi…
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Dopo la diffusione del video e l'avvio dell'inchiesta giudiziaria, per le presunte violenze verificatesi nel carcere di Reggio Emilia, ai danni di un 40enne tunisino tutto il mondo istituzionale prende nettamente posizione contro le violenze. Il garante: "Possibile ispezione nei prossimi giorni" Il Garante nazionale dei detenuti sta effettuando ulteriori verifiche sul caso delle torture nel carcere di Reggio Emilia documentate in un video e sull'intero istituto.
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CARCERI, NORDIO: “SDEGNO E DOLORE. IMPEGNATI A GARANTIRE LEGALITÀ “ di Giovanni Donnadio “Provo sdegno e dolore, sono immagini indegne per uno Stato democratico. In attesa che la magistratura ricostruisca i fatti e accerti le responsabilità, voglio sottolineare come sia stata la stessa Polizia penitenziaria a svolgere le indagini, su mandato della Procura. L’amministrazione penitenziaria tutta è la prima ad auspicare che si faccia luce fino in fondo sulla vicenda: siamo impegnati a garantire la…
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Milano, 10 feb. – “Provo sdegno e dolore, sono immagini indegne per uno Stato democratico. In attesa che la magistratura ricostruisca i fatti e accerti le responsabilità, voglio sottolineare come sia stata la stessa polizia penitenziaria a svolgere le indagini, su mandato della Procura. L’amministrazione penitenziaria tutta è la prima ad auspicare che si faccia luce fino in fondo sulla vicenda: siamo impegnati a garantire la legalità in ogni angolo di ogni istituto”.
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"Siamo impegnati a garantire la legalità in ogni angolo di ogni istituto", ha affermato il Guardasigilli “Provo sdegno e dolore, sono immagini indegne per uno Stato democratico. In attesa che la magistratura ricostruisca i fatti e accerti le responsabilità, voglio sottolineare come sia stata la stessa Polizia penitenziaria a svolgere le indagini, su mandato della Procura. L’amministrazione penitenziaria tutta è la prima ad auspicare che si faccia luce fino in…
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Pochi giorni dopo l'episodio di violenza, avvenuto ad aprile 2023, l'uomo aveva detto alla procura di essere "consapevole dei rischi che posso correre denunciando tutto questo proprio mentre sono nello stesso carcere, ma non è giusto quello che è successo" ascolta articolo "Devo ammettere che nonostante credo sia giusto denunciare quello che è successo, ho molta paura che possa risuccedere". Lo ha messo a verbale il 43enne vittima del pestaggio…
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Lo ha detto il ministro dell'Interno, dopo che sono circolate le immagini del pestaggio di un detenuto Si parla dell’inchiesta per le presunte torture nel carcere di Reggio Emilia. “Fermo restando che tutto deve essere accertato nelle sedi competenti, e quindi dare giudizi molto netti preventivamente è sempre qualcosa che deve avere un certo riguardo, è ovvio che non sono cose accettabili” ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in merito al video delle camere interne del…
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Reggio Emilia Tortura in carcere: è stato chiesto il rinvio a giudizio per i dieci agenti di polizia penitenziaria accusati di aver infierito nel pestaggio di un detenuto e di aver poi cercato di falsificare i verbali. Otto degli indagati sono accusati di tortura e lesioni. Due vice ispettori e un assistente capo rispondono di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale: hanno scritto una falsa ricostruzione nelle relazioni di servizio per non essere accusati.
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Carcere di Reggio. La condanna del garante: “Una pagina nera. Metodi illegali” “Le immagini del violento pestaggio di un detenuto nell’istituto penale di Reggio Emilia rappresentano una pagina nera della gestione carceraria nella nostra regione”. Il garante dei detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, interviene sugli episodi di violenza nei confronti di un detenuto tunisino, che risalgono al 3 aprile scorso, da parte di una decina di agenti della penitenziaria reggiana.
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Il video del pestaggio subito da un detenuto nel carcere di Reggio Emilia il 3 aprile 2023 continua a provocare reazioni di condanna, tra cui quella del ministro dell'Interno Piantedosi. Per quel terribile episodio, a marzo dieci agenti saranno in udienza preliminare. Il garante dei detenuti dell’Emilia Romagna Roberto Cavalieri parla di una “pagina nera della gestione carceraria nella nostra regione" e di “metodi illegali”.
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L'aggressione e la tortura di un detenuto avvenute nel carcere di Reggio Emilia "non sono accettabili". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, commentando le immagini che mostrano dieci agenti - oggi indagati con richiesta di rinvio a giudizio per tortura, lesioni e falso - picchiare un detenuto incappucciato.
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Ha denunciato il brutale pestaggio subito il detenuto del carcere di Reggio Emilia, torturato e picchiato in un corridoio dell'istituto penitenziario il 3 aprile scorso. «Devo ammettere che nonostante credo sia giusto denunciare quello che è successo, ho molta paura che possa risuccedere, anche perché quello che è successo quel giorno e quello che ho provato non lo dimenticherò mai. In queste notti non…
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"Le immagini del violento pestaggio di un detenuto nell'istituto penale di Reggio Emilia rappresentano una pagina nera della gestione carceraria nella nostra regione": così il garante dei detenuti dell'Emilia Romagna, il parmigiano Roberto Cavalieri, dopo la diffusione del video che mostra i fatti avvenuti il 3 aprile scorso ai danni di un detenuti tunisino: una decina di agenti del penitenziario indagati.
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Incappucciato con una federa stretta al collo da un agente, mentre altri colleghi in gruppo si muovono attorno come un branco. Poi un calcio all’anca e uno sgambetto per farlo finire a terra. Le guardie gli si gettano addosso, anche calpestandolo. Volano calci, schiaffi e pugni mentre lui resta a volto coperto. Infine viene spogliato dei pantaloni e gettato come fosse un sacco all’interno della cella.
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Ora ci sono le immagini. Incappucciato con una federa annodata al collo, tenuto fermo con le mani dietro la schiena. “Marocchino di merda”, dice un agente. Poi lo sgambetto, la caduta a terra e infine il pestaggio. Una raffica di pugni sul volto, sul collo e sullo sterno, mentre il detenuto, tenuto fermo, non può reagire. Uno degli agenti, su consiglio di un collega, gli cammina sopra …
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