Un doppio cessate il fuoco fermerà la guerra in Medio Oriente? O lo scenario venutosi a creare con la fine temporanea delle ostilità in Libano e a Gaza aprirà la strada a un aumento della conflittualità su altri fronti? Può sembrare paradossale parlare di cosa ne sarà della guerra infinita del Medio Oriente ora che tra Israele e Hamas i cannoni sono pronti a silenziarsi dopo quindici mesi di guerra a Gaza e mentre all’ombra della tregua del 26 novembre il Libano uscito dalla battaglia tra Tel Aviv e…
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Altre notizie:
Domenica sarà il giorno della tregua e dello scambio di prigionieri. Il giorno dopo, Donald Trump, dopo essersi presentato come pacificatore, si insedierà alla Casa Bianca. Centrali saranno gli accordi di Abramo, con un'Arabia Saudita più vicina a Israele. Non solo il Medio Oriente però. C'è anche l'Ucraina, dove sarà fondamentale una forza di interposizione. Il neo presidente americano pensa di incontrare Putin
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Di Claudia De Martino Netanyahu ha annunciato di voler disegnare un nuovo Medio Oriente attraverso le operazioni militari che Israele ha compiuto nell’ultimo anno e mezzo su cinque fronti: la striscia di Gaza, il Libano, il lontano Yemen, la Siria e perfino la Repubblica islamica d’Iran, sul cui arsenale nucleare pende ancora un attacco preventivo che forse attende la luce verde di Trump dopo il 20 gennaio.
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Prendiamo, per esempio, l’Iran che, dopo la tregua, ha parlato di «successo di Hamas». In realtà, secondo Acconcia, «se c’è un attore che è stato indebolito in questi 15 mesi di guerra, è proprio l’Iran. Innanzitutto, Teheran ha perso uno dei suoi principali alleati in Libano, Hassan Nasrallah, leader del movimento sciita Hezbollah, ucciso nei raid israeliani a Beirut lo scorso settembre. Questa perdita ha privato l’Iran di una figura centrale nel consolidamento della sua influenza in Libano.
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La recente intesa tra Israele e Hamas rappresenta una delle più complesse e controverse operazioni diplomatiche nella storia recente del conflitto israelo-palestinese. Il cessate il fuoco, frutto di una mediazione condotta sotto l’egida di Stati Uniti, Egitto e Qatar, prevede una tregua iniziale di 42 giorni. Durante questo periodo, Hamas rilascerà 33 ostaggi israeliani – tra cui donne, bambini e anziani – in cambio della liberazione di oltre 1.000 prigionieri palestinesi detenuti nelle…
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WASHINGTON. Il primo segnale che Donald Trump non sarebbe stato tenere né accondiscendente con l’agenda e i temi di Benjamin Netanyahu si ebbe a pochi giorni dalle presidenziali di novembre. Il messaggio che il tycoon recapitò al premier israeliano non poteva essere più diretto: «Chiudi questa guerra prima dell’insediamento e porta a casa gli ostaggi». E da questa linea Donald Trump non si è mai …
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Doveva essere la vittoria definitiva di Benjamin Netanyahu. Il suggello su una lunga fila. Dopo il Libano, la Siria, l’Iran messo all’angolo, il trionfo su Hamas e il ritorno degli ostaggi, quelli vivi, a casa. Il tutto a una velocità folle, impressa dalla necessità di arrivare con un Medio Oriente pacificato, e resettato, all’inaugurazione di Donald Trump. Le cose si sono invece complicate, sin …
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Il significato dell’accordo firmato mercoledì con Hamas suscita in Israele reazioni molto contrastanti, mentre il mondo guarda soprattutto alla questione del possibile cessate il fuoco a Gaza. Il primo annuncio di conclusione delle trattative è arrivato dal nuovo presidente statunitense, non ancora insediato, Donald Trump, che ha bruciato tutti sul tempo. Dopo l’annuncio ufficiale della tregua che partirà domenica, l’accordo per molte ore è sembrato sospeso con accuse di non rispetto dei termini tra Netanyahu e Hamas, e…
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La destra Usa o la destra israeliana? Il piano di pace per Gaza imposto da Trump sta facendo implodere la coalizione che tiene in piedi Bibi Netanyahu, ora stretto nel bivio apparentemente senza uscita che ha cercato di rimandare per mesi. Le dimissioni di Itamar Ben-Gvir sono un avvertimento chiaro: nei giorni scorsi aveva confessato …
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Per ora abbiamo una tregua annunciata, fragile, mobile come la sabbia del deserto. I nemici di Israele non depongono le armi mentre a Tel Aviv i falchi del governo chiedono di continuare la guerra. Così sulla mappa sono aperti cinque fronti. GazaHamas ha incassato colpi pesanti, ha visto sparire i suoi leader principali, ha perduto migliaia di uomini ed è guidata da un irriducibile come Mohammed Sinwar che ha condiviso con il fratello Yahya molte scelte.
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«Trump ora vuole andare avanti con la normalizzazione dei rapporti Israele-Arabia Saudita: cosa che richiede forme di riconoscimento diplomatico dei palestinesi. L’opposto dell’annessione di Gaza che i radicali pensavano di avere in tasca. Presto l’estrema destra si renderà conto che il presidente Usa da lei appoggiato, Trump, chiede e ottiene da Netanyahu tutto quello che è stato negato a Biden». L’analisi del quotidiano progressista israeliano Haaretz, che trova conferma in un post nel quale Trump si propone di procedere speditamente con l’ampliamento…
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Un “Accordo vulnerabile” si avvia a Gaza tra Hamas e Israele per un cessate il fuoco anche per la convergente collaborazione tra Biden e Trump oltre che per le pressioni delle potenze regionali e delle opinioni pubbliche mondiali e visto che in questa Striscia di terra affacciata sul mare non c’è più nulla e con questo una umanità annichilita (se non annientata) che può solo traguardare alle onde per interpellare un futuro possibile.
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Tra i tanti dubbi su Gaza, c'è una verità che i protagonisti faticheranno ad accettare: dopo quindici devastanti mesi di guerra, l'accordo tra Israele e Hamas è il frutto di una staffetta tra Joe Biden e Donald Trump. Davanti a un’intesa che fatica a mettersi in moto - anche oggi la giornata registra sanguinosi raid israeliani nella Striscia e diverbi diplomatic…
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Quale può essere il vero scambio fra Trump e Netanyahu dietro l'annuncio della fragile tregua a Gaza? Un momento della diretta tv sul ritorno di Donald Trump riservata in esclusiva ai nostri abbonati per la serie delle «Conversazioni del Corriere». Intervengono l'editorialista del Corriere della Sera Federico Rampini e la giornalista e scrittrice americana Jennifer Clark. Conduce Maria Serena Natale
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Dal 7 ottobre 2023, Netanyahu e Hamas si sono scontrati in una guerra alimentata dalle armi e dalle politiche di Biden, cancellando la vita di decine di migliaia di bambini. Per decenza, evitiamo di menzionare cifre precise: ciò che è accaduto a Gaza, sotto gli occhi accecati dell’Occidente, è semplicemente vergognoso. Non meno vergognoso è stato il comportamento delle Nazioni Unite, da sempre sotto il controllo degli Stati Uniti
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Un anno fa, giorno più giorno meno, era il politico più fallito del mondo. I terroristi di Hamas, da lui lungamente coccolati per giocarli contro l’Al Fatah dominante in Cisgiordania e dividere il fronte palestinese, erano usciti dalla Striscia di Gaza per assassinare 1.200 cittadini israeliani. I “suoi” servizi segreti e le “sue” forze armate erano sotto accusa. L’ala fondamentalista e razzista del suo Governo esposta in un fanatismo che l’aveva portata a…
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«Che cosa vi serve da Israele per fare effettivamente la normalizzazione?». «Ho bisogno di tranquillità a Gaza e di un percorso politico chiaro per i palestinesi, per uno Stato». Il dialogo tra Antony Blinken, capo della diplomazia di Joe Biden, e Mohammed bin Salman, detto MbS, principe reggente dell’Arabia Saudita, è riportato da Bob Woodward nel suo ultimo libro, War (edito in Italia da Solferino).
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Nel corso del suo viaggio in Medio Oriente, Capuzzi ha visitato anche Trump Heights, una comunità di coloni israeliani sulle alture del Golan – territorio conteso tra Israele e Siria – che è stata dedicata all’ex- (e ora neo-) Presidente americano Donald Trump. Sull’insediamento ha scritto un reportage pubblicato sulle pagine di Avvenire, che vi consigliamo di leggere se volete conoscere la storia di Trump Heights, la vita quotidiana delle persone che ci vivono e il futuro che li aspetta ora che il regime di…
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Al centro della puntata di "Radio anch'io", in onda giovedì 16 gennaio alle 7.30 su Radio1, la possibilità di una tregua di pace in Medio Oriente: cosa prevede il piano? Chi è che frena e ostacola? A seguire si parlerà di mafia: nell’anniversario della cattura di Matteo Messina Denaro emergono carte molto interessanti. Ospiti di Giorgio Zanchini Lucia Goracci, corrispondente Rai, Avi Pazner, già ambasciatore d'Israele in Italia, Lorenzo Kamel, professore di Storia Contemporanea, Università di Torino, Sami al-Ajrami…
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Hamas: accordo è «momento storico, sconfitta per Israele» Uno dei leader di Hamas, Khalil al-Hayya, ha affermato in un discorso televisivo che Israele non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi nella Striscia di Gaza e definisce l’accordo di cessate il fuoco come un “momento storico” e una sconfitta per lo Stato ebraico. “Il nostro popolo ha frustrato gli obiettivi dichiarati e nascosti dell’occupazione: oggi dimostriamo che” Israele “non…
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Nel 1989 veniva dato alle stampe il celebre volume dello studioso americano David Fromkin intitolato A Peace to End All Peace: con una ricerca analitica dei fatti storici intercorsi tra il 1914 e il 1922, l’autore ci mostrava come dalla dissoluzione dell’Impero Ottomano, sancita al termine del primo conflitto mondiale, sarebbe nato il Medio Oriente contemporaneo, con i confini, le frontiere e le realtà statuali arrivate più o meno inalterate fino ai nostri giorni.
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La terza vita politica di Benjamin Netanyahu inizia adesso, tra la tregua a Gaza ieri e l’inaugurazione di Donald Trump lunedì prossimo. Egli è già il leader più longevo alla guida di Israele. Nell’acqua che ha visto passare sotto i ponti si contano cinque Presidenti americani – Clinton, GW Bush, Obama, Trump, Biden e di nuovo Trump – e innumerevoli capi di governo europei e internazionali. Solo …
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Nel cambio della guardia Biden-Trump si gioca la pace in Medio Oriente Forse si gioca nel cambio della guardia tra Biden e Trump la partita della pace in Medio Oriente. Servizio di Marco Burini Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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"È stata determinante la triangolazione tra il governo israeliano e il duo Biden e Trump": Pier Ferdinando Casini lo ha detto da David Parenzo a L'Aria che tira su La7 a proposito dell'accordo tra la delegazione israeliana e quella di Hamas, che ha accettato la bozza d'accordo per il cessate il fuoco a Gaza. Un passo in avanti, avvenuto oggi in Qatar, dopo ben 14 mesi di guerra. "Biden ha lavorato con grande forza in tutti questi mesi per arrivare a questa…
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Quali saranno i piani per il Medio Oriente della nuova Amministrazione Trump? Se ne discuterà alla tavola rotonda dal titolo: “Israel and the Middle East: New Prospects Under a Republican Administration”. L’evento, dedicato a un’analisi dell’impatto della nuova Amministrazione repubblicana nello scacchiere mediorientale, si terrà domani, martedì 14 gennaio, alle ore 18.30, presso il Circolo degli Esteri (Lungotevere dell’Acqua Acetosa, 42), a Roma
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Dopo anni di guerre devastanti, indicibili orrori, distruzioni e massacri, tra l’ultimo mese del 2024 e il primo del 2025 la storia sembra aver di colpo accelerato la sua corsa, frustando il cavallo su cui galoppa attraverso i monti e i deserti del Medio Oriente. Galoppa in Siria: in una settimana è crollato il regime degli Assad che durava da oltre mezzo secolo. Corre in Libano: in due ore il Parlamento di Beirut ha eletto il presidente che mancava da oltre due anni.
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Se desiderate un piatto di pasta che porti il sapore del mare direttamente sulla vostra tavola, i conchiglioni con ragù di polpo sono la scelta perfetta. Questa ricetta, proposta dal talentuoso chef Andrea Mainardi durante l’episodio del 29 ottobre 2023 di “É sempre mezzogiorno”, combina la robustezza dei conchiglioni con la delicatezza del polpo in un sugo ricco e aromatico. Scoprite come preparare questa prelibatezza, ideale per un pranzo domenicale o una cena…
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