Roma, 10 ott. – Le convocazioni del Parlamento in seduta comune per eleggere un giudice costituzionale si ripeteranno a oltranza? “Dobbiamo”, ha risposto ai cronisti il presidente del Senato, Ignazio La Russa, parlando a palazzo Madama a margine della presentazione di un libro sull’Inter.“C’è una cosa – ha aggiunto – che ho trovato strana. Il presidente della Repubblica ci ha segnalato che bisognava andare a votare, poi qualcuno non è andato a votare.
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– Non sta facendo una bella figura, la maggioranza di destra-centro, sulla scelta del giudice della Corte Costituzionale mancante. L’11 novembre 2023 è terminato il mandato di Silvana Sciarra, giudice della Corte dal 2014, e da allora la Consulta lavora a ranghi ridotti. E ora Giorgia Meloni si è intestardita sul nome di Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico a Palazzo Chigi
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Divampano anche in Valle d'Aosta le polemiche sul voto per eleggere a giudice della Corte costituzionale Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico di Palazzo Chigi. Il professore dal luglio dello scorso anno è presidente della Commissione paritetica Stato-Regione per l'attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta. Dopo che la precedente presidenza era stata di nomina governativa, quella di Marini è spettata alla giunta regionale, composta da forze autonomiste e dal Pd.
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L'editorialista di Repubblica Maurizio Molinari è intervenuto alla trasmissione "Agorà" di Rai 3, dove ha commentato il fallito blitz parlamentare della maggioranza per eleggere Francesco Saverio Marini giudice della Corte Costituzionale. "È sempre interessante il metodo in politica e il metodo della presidente Giorgia Meloni è quello di non coinvolgere le opposizioni", ha detto Molinari. "Ma questa votazione ha dimostrato che ci sono dei passaggi in…
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Immaginate un Parlamento come una giungla, dove per eleggere un giudice costituzionale amico, cioè il consigliere giuridico di Palazzo Chigi, Francesco Saverio Marini, il Premier deve inviare un messaggio in codice alle truppe, missiva secretata che poi per colpa di qualche «talpa», più meno consapevole, è intercettata dall'avversario. Risultato: il blitz, l'incursione, magari un po' improvvisata, fallisce ancor prima di nascere.
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Il blitz mancato sulla Corte costituzionale porta con sé un carico di frustrazione che Giorgia Meloni fatica a lasciar scivolare via. Poco dopo la votazione andata in fumo, gli sherpa dei leader di centrodestra si sono messi al lavoro per rimettere insieme i pezzi, provando a immaginare una nuova strategia. Eppure, Fratelli d’Italia fa sapere agli alleati di voler insistere: non c’è nessun motiv…
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La mancata, anche questa volta, elezione del quindicesimo giudice costituzionale si è risolta in una sconfitta di Meloni e del destra-centro e in una vittoria delle opposizioni, nuovamente riunite nel tentativo di impedire alla premier di portare a Palazzo della Consulta il suo consigliere giuridico Marini, autore, tra l’altro, del progetto di riforma costituzionale del premierato. Sia la sconfit…
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«Non è la prima sconfitta di Giorgia Meloni e non sarà neanche l’ultima», avverte Elly Schlein a metà pomeriggio, l’eco dello schianto non ancora spento. Di certo è quella che alla presidente del Consiglio fa più male. Perché sull’elezione del suo consulente giuridico alla Consulta ci ha messo la faccia. Firmata col dito intinto nel veleno allorché in chat aveva accusato d’infamia i suoi parlamentari, rei d’aver rivelato alla stampa ciò…
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«Votiamo ancora scheda bianca? Hanno rotto...». Al bancone della buvette, il sottosegretario leghista all’Agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra, sintetizza così l’ennesimo giro a vuoto sulla ruota di Montecitorio. La maggioranza da 11 mesi non riesce a eleggere il giudice mancante della Corte costituzionale. È l’ottavo flop di fila. Ma stavolta Giorgia Meloni ci aveva creduto. Per quella poltro…
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Appena prima dell'ora di cena di lunedì a tirare il freno è stata pure Giorgia Meloni. Se fino al pomeriggio la premier si era detta pronta ad andare in Aula per votare il suo consigliere giuridico come nuovo componente della Corte Costituzionale, dopo decine di telefonate e chiamate alle armi, quando il pallottoliere tenuto dalla maggioranza ha palesato il risultato che sarebbe poi arrivato ieri, la premier ha indicato la necessità di votare scheda bianca e…
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Alle 11.30 il messaggio arriva nelle chat dei partiti di maggioranza: “Scheda bianca”. Niente da fare, ancora una volta. I numeri non ci sono, meglio evitare di mandare a bruciare Francesco Saverio Marini, consigliere giuridico della premier e padrino della riforma del premierato. Giorgia Meloni, che secondo alcuni rumors sarebbe stata addirittura pronta a votare …
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C’è solo da sperare che la maggioranza capisca. Quando si tratta di istituzioni di garanzia come la Corte costituzionale, il metodo è sostanza. E il tentativo di imporre un porprio candidato senza coinvolgere le opposizioni può diventare un boomerang; e non solo quando non riesce, come ieri. Lo è anche quando tende a piegare a logiche di governo organi come la Consulta, legittimati dal fatto di essere percepiti come neutrali.
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