I colloqui "sono stati molto buoni" e sono stati compiuti "significativi progressi", ora sta a Hamas decidere. Lo hanno fatto sapere, citate da Haaretz, fonti vicine ai negoziati sul cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi a Parigi tra la delegazione israeliana e rappresentanti Usa, tra cui il direttore della Cia William Burns, del Qatar e dell'Egitto. Secondo le fonti ora sarà presentato ad Hamas un quadro aggiornato per il potenziale accordo.
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Reuters Le speranze per fermare la guerra in Medio Oriente si concentrano a Parigi. Il gabinetto di guerra del governo israeliano ha votato per inviare una delegazione ad alto livello ai negoziati a Parigi per un accordo sugli ostaggi accompagnato da una tregua nella guerra a Gaza. Lo riferisce The Times of Israel, precisando che non ci sono ancora conferme ufficiale del governo alla decisione che sarebbe stata presa all'unanimità.
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Nella notte tra giovedì 22 e venerdì 23 febbraio, il governo israeliano presieduto da Banjamin Netanyahu ha diffuso un documento ufficiale con i principi per la gestione amministrativa della Striscia di Gaza alla fine della guerra contro Hamas. Alla base del documento la figura degli “amministratori locali” a cui sarà affidata l’amministrazione dell’area e che non potranno essere legati a entità o Stati “collusi con il terrorismo”.
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TEL AVIV — Hamas cede sulle sue richieste considerate troppo ambiziose nei negoziati per un cessate il fuoco con Israele e premia la linea intransigente di Netanyahu, che minaccia di impartire ai soldati l’ordine di attaccare la città palestinese di Rafah se non ci sarà un accordo entro il 10 marzo, data di inizio del Ramadan. Secondo Yedioth Ahronoth, anche gli Stati arabi del Golfo hanno contri…
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Nuove immagini satellitari mostrano un campo murato di oltre 16 kmq al confine tra l’Egitto e Gaza. Così Il Cairo si prepara all’offensiva su Rafah: Israele ha fissato la deadline al 10 marzo, giorno dell’inizio del Ramadan. Gli Usa non criticano la dichiarazione del Parlamento israeliano sul no alla nascita di…
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Jet da combattimento dell'Idf hanno attaccato mercoledì alcune postazioni di sorveglianza di Hezbollah vicino al villaggio libanese di Ramyeh, a circa un chilometro dalla città israeliana di Zar'it, nella Galilea occidentale
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Nei negoziati in corso al Cairo qualcosa si sta muovendo per un nuovo accordo sul rilascio degli ostaggi israeliani e su una possibile tregua a Gaza. Dopo il fallimento degli ultimi colloqui che ha inasprito la guerra nella Striscia, ora - anche se le parti restano prudenti - qualche segnale c'è. Il quotidiano saudita Asharq Al-Awsat, citando fonti diplomatiche, ha riferito di "progressi…
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La Knesset non caccia il deputato favorevole alle accuse di genocidio del SudAfrica Alla Knesset, il Parlamento israeliano, è fallito il tentativo di espellere Ofer Cassif, il deputato della sinistra che ha sostenuto l'accusa a Israele di star compiendo un genocidio a Gaza, accusa presentata dal Sud Africa dinanzi alla Corte di…
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Israele ha colpito oggi con raid aerei alcuni obiettivi sulla costa del Libano, diverse decine di chilometri a nord del confine. Un salto di qualità dunque rispetto agli scontri a fuoco degli scorsi mesi con Hezbollah, quando gli strike israeliani si erano spinti di rado al di là delle zone più vicine al confine – salvo quando colpì Beirut ai primi di gennaio per eliminare il numero 2 di Hamas Saleh al-Arouri.
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Colpiti obiettivi di Hezbollah L'aviazione israeliana torna a bombardare il Libano. Colpiti alcuni obiettivi degli Hezbollah nei pressi di Ghaziye, vicino Sidone, 40 km a sud della capitale Beirut, come testimoniano le immagini postate sui social media. Un'enorme colonna di fumo ed il rumore di forti esplosioni sono stati registrati nei pressi di un magazzino appartenente ad una fabbrica di generatori e ad una fabbrica di ferro
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(Adnkronos) – “Una bozza di accordo” è stata concordata con Hamas per un cessate uil fuoco temporaneo a Gaza. Lo ha detto una fonte israeliana citata da diversi media dello Stato ebraico, dopo i negoziati di ieri a Parigi, dove erano presenti anche i capi delle intelligence di Stati Uniti, Egitto e Qatar. “Ci sono stati colloqui positivi, ci sono progressi significativi – ha sottolineato – Abbiamo una base su cui costruire un piano e i negoziati”.
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Nella notte tra giovedì e venerdì il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha svelato il suo piano per il "giorno dopo", presentandolo al gabinetto di guerra per l'approvazione. Ecco i punti principali del progetto post-bellico. Un piano che non è piaciuto all'Autorità nazionale palestinese, che lo ha respinto annunciando che è destinato al fallimento. Nel frattempo dal…
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