Il 6 gennaio, Reza si è svegliato al mattino presto, ha preso la chiavi della macchina, è andato al bazar e ha sistemato un grosso cartello sulla serranda del negozio: “chiuso”. Non ha scritto perché, ma nei vicoli dell’antico mercato di Teheran tutti sapevano: sciopero. «La mia famiglia vende bigiotteria da due generazioni, mio padre prima gestiva anche elettronica, ma l’anno scorso l’abbiamo di…
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