Michael Pereira ha dato fuoco all'appartamento sapendo che Sueli Leal Barbosa non avrebbe avuto scampo. L’ha fatto con lucidità, senza alcun segno di pentimento, lasciando la donna in una trappola mortale. A scriverlo è la giudice per le indagini preliminari di Milano, Anna Calabi, che ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per il 45enne accusato di…
Leggi
Altri articoli:
Deve rimanere in carcere Michael Pereira, il 45enne di origini brasiliane accusato di aver appiccato l'incendio nell'appartamento di viale Abruzzi 64 a Milano nel quale è rimasta intrappolata la compagna Sueli Leal Barbosa, morta precipitando dal quarto piano nel tentativo di salvarsi. Lo ha deciso la gip di Milano Anna Calabi, accogliendo la richiesta della pm Maura Ripamonti. L'uomo, detenuto nel carcere di San Vittore e difeso dall'avvocata Anne Attard, ieri ha risposto alle domande del giudice…
Leggi
Milano – Un piano studiato nei dettagli affinché Sueli Barbosa avesse una morte lenta, atroce e consapevole: “Con sofferenze prolungate, non solo prevedibili, ma ricercate da chi ha creato le condizioni perché l’evento si sviluppasse proprio con quelle caratteristiche”. Così scrive la procura nella richiesta di arresto per Michael Pereira, 45 anni brasiliano come la sua compagna Sueli, con l’accusa di omicidio volontario aggravato dal…
Leggi
Ad Emanuela, la sua migliore amica, non aveva mai presentato il suo compagno: l’uomo con cui stava da tre anni, che poi sarebbe diventato il suo assassino. A sua sorella Solange mentiva, cercava di nascondere la realtà, ben consapevole di quanto lui proprio non le piacesse. A Sandra, un’altra amica, una volta aveva trovato il coraggio di raccontare una delle tante liti nate perché «lui era geloso…
Leggi
Secondo alcuni condomini risvegliati dalle lancinanti grida di aiuto provenienti dal quarto piano del palazzo di viale Abruzzi 64, Sueli Leal Barbosa, non riuscendo a uscire di casa, avvolta solo da...
Leggi
(Adnkronos) – Secondo alcuni condomini risvegliati dalle lancinanti grida di aiuto provenienti dal quarto piano del palazzo di viale Abruzzi 64, Sueli Leal Barbosa, non riuscendo a uscire di casa, avvolta solo da una coperta nel tentativo disperato di proteggersi dalle fiamme, avrebbe provato anche ad attaccarsi alla finestra della sua stanza, pur di salvarsi dal rogo che stava rapidamente bruciando il suo appartamento.
Leggi
La vittima, Sueli Leal Barbosa, ha perso la vita dopo essere precipitata dal quarto piano di un palazzo in viale Abruzzi. Michael Pereira, 45 anni, come spiegato dalla pm milanese che ha chiesto la convalida dell’arresto, avrebbe messo in atto un "piano criminoso ragionato e preparato". L’uomo avrebbe appiccato le fiamme in casa e chiuso dentro la compagna per poi uscire a bere una birra ascolta articolo Sueli Leal Barbosa, precipitata dal quarto piano in viale Abruzzi a…
Leggi
Rogo viale Abruzzi, pm: “Morte atroce per Sueli Barbosa, piano per uccidere con lentezza e crudeltà”
“Una morte atroce, consapevole, con sofferenze prolungate, sicuramente non solo prevedibili ma ricercate da chi ha creato le condizioni tale perché l’evento si sviluppasse proprio con quelle caratteristiche”. Così la pm Maura Ripamonti descrive la morte di Sueli Leali Barbosa, secondo le accuse uccisa dal compagno Michael Sinval Pereira, che ha dato fuoco all’appartamento dove vivevano la notte d…
Leggi
La pm di Milano Maura Ripamonti ha inoltrato stamani alla gip Anna Calabi la richiesta di convalida del fermo e di custodia cautelare in carcere per Micahel Pereira, il 45enne accusato dell'omicidio della compagna Sueli Leal Barbosa, precipitata dal quarto piano nella notte tra il 4 e il 5 giugno, dopo essere stata intrappolata tra le fiamme nel suo appartamento in viale Abruzzi 64. Oltre all'aggravante del rapporto di convivenza, all'uomo viene contestata anche quella della "crudeltà", per un…
Leggi
Un femminicidio la cui "crudeltà" avrebbe scioccato gli stessi inquirenti, che sono convinti che ci sia stato almeno "un minimo di pianificazione" e non sia stato "frutto di un'azione d'impeto". E a colpire Procura e investigatori sono state anche l'indifferenza e le "bugie" inanellate nei verbali da quell'uomo che, per le accuse, avrebbe costruito una terribile trappola di fuoco da cui la sua compagna ha cercato disperatamente di uscire viva…
Leggi
Non ha "manifestato alcuna forma di dolore o ancor meno resipiscenza" e ha aggiustato mano a mano "la sua versione" con una serie di "menzogne": dall'orario "di uscita" dall'abitazione, "all'assenza di liti" con la donna, fino "alla presenza di cause alternative" del rogo "quale il malfunzionamento della caldaia", che in realtà funzionava correttamente. Lo scrive la pm Maura Ripamonti nel fermo a carico di Michael Pereira…
Leggi
Un femminicidio la cui «crudeltà» ha scioccato gli stessi inquirenti, che sono convinti che ci sia stato almeno «un minimo di pianificazione" e non sia stato "frutto di un'azione d'impeto». E a colpire Procura e investigatori sono state anche l'indifferenza e le «bugie» inanellate nei verbali da quell'uomo che, per le accuse, avrebbe costruito una terribile trappola di fuoco da cui la sua compagna ha cercato disperatamente di uscire viva, senza…
Leggi
Prima dell’immagine choc di Sueli, che decide di buttarsi dal quarto piano pur di sottrarsi a quella bomba di fuoco in cui s’è trasformato il suo appartamento, i vicini vedono lei avvolta in una coperta, nel tentativo di proteggersi da fuoco e caldo, «costretta» contro la balaustra del balconcino, che chiede aiuto. È l’una della notte tra mercoledì e giovedì. Ormai il rogo…
Leggi
MILANO Prima ha tentato di inventarsi delle scuse: la caldaia difettosa, le candele profumate… Poi ha ammesso di aver provocato l’incendio accidentalmente con un mozzicone di sigaretta. Per gli inquirenti, nient’altro che «bugie». Michael Pereira, 45 anni, avrebbe in realtà pianificato l’omicidio della compagna Sueli Leal Barbosa, rimasta intrappolata tra le fiamme nella sua abitazione a Milano e morta dopo essersi lanciata dal quarto piano nel…
Leggi
Un femminicidio la cui “crudeltà” ha scioccato gli stessi inquirenti, che sono convinti che ci sia stato almeno “un minimo di pianificazione” e non sia “frutto di un'azione d'impeto”. E a colpire Procura e investigatori sono state anche l'indifferenza e le “bugie” inanellate nei verbali da quell'uomo che, per le accuse, avrebbe costruito una terribile trappola di fuoco da cui la sua compagna ha cercato disperatamente di uscire viva, senza riuscirci.
Leggi
