«Questi siamo io e lui sotto l’olmo di Cornaredo, insieme a don Gino Rigoldi». Quando si chiede a Davide Oldani di parlare di Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food scomparso giovedì scorso, il primo pensiero dello chef del ristorante «D’O», due stelle Michelin alle porte di Milano, è mostrare una foto. Perché Carlin, come lo chiamavano gli amici, era innanzitutto una persona che creava connessioni…
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Decine gli amici vicini e lontani, accorsi questa mattina nella Sala Rossa dell’Agenzia di Pollenzo per l’ultimo saluto a Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food morto giovedì a 76 anni. Un lungo applauso ha accolto l’arrivo della bara di Carlo Petrini sotto il viale di Tigli del Quadrilatero dell'agenzia di Pollenzo, dove a breve inizierà la commemorazione davanti ad un pubblico di migliaia di persone, in una giornata dal clima estivo.
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