In America procede a grandi passi la marcia popolare di Donald Trump verso il ritorno alla Casa Bianca. In Portogallo il popolo tributa la vittoria ai conservatori e quadruplica i consensi alla destra radical-populista, quella che dice Basta. Era accaduto pochi mesi fa in Olanda dove il popolo sovrano aveva decretato la vittoria delle destre popolari. In Irlanda un referendum popolare sventa il tentativo di modificare la Costituzione e ridefinire in chiave fluida e femminista la famiglia, la donna e il gender.
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Le elezioni politiche in Portogallo hanno visto le forze della sinistra radicale attestarsi su una percentuale di voti non dissimile da quella ottenuta nella precedente tornata elettorale. Sia questa volta che in quella precedente si era trattato di due elezioni politiche anticipate, anche se per ragioni diverse. Nel gennaio 2022 gli elettori si sono recati anticipatamente alle urne perché l’esecutivo era entrato in crisi su una questione qualificata, come la previsione di spesa a venire.
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A poco meno di 50 anni dalla Rivoluzione dei Garofani, l’estrema destra è di nuovo destinata a giocare un ruolo decisivo nel futuro del Portogallo. Le elezioni in Portogallo si sono concluse con la vittoria del centrodestra. Ma la vera sorpresa è rappresentata dal partito di estrema destra, Chega!, partito nostalgico del fascismo che ha controllato il Portogallo dal 1933 al 1974. A 48 ore dalle elezioni in Portogallo, i risultati definitivi sanciscono la vittoria del centro destra guidata da Luís…
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Le elezioni portoghesi di domenica segnano la fine del ciclo socialista, dopo quasi nove anni di governo di António Costa, e sanciscono una svolta a destra di importanti proporzioni. Anche se il Partito socialista (Ps) resta, per appena duemila voti, davanti alla coalizione di centrodestra di Alleanza democratica (Ad), il segno del voto è dato dal successo di Chega! (Che si può tradurre con Basta!), il partito di estrema destra che consolida la terza posizione, moltiplica per 2,5 i voti e quadruplica i…
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È domenica sera, in Abruzzo i primi dati reali stanno indicando una vittoria certa per il meloniano Marco Marsilio e per il centrodestra, contro il “campo larghissimo” targato Schlein-Conte. Nella chat per la stampa gestita dallo staff di Salvini arriva una nota del leader del Carroccio. Tutti pensano a un commento a caldo - per quanto prematuro - sull'affermazione della maggioranza nella regione centromeridionale e sulle ripercussioni positive a livello nazionale.
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Le elezioni in Portogallo hanno visto Chega passare dal 7% del 2022 al 18%. Ma in quali Paesi le formazioni riconducibili ai gruppi europei dell'ID e dell'ECR sono già al governo o prime nei sondaggi? E cosa significa per l'imminente tornata elettorale? Anche di questo si è parlato nella puntata di "Numeri" dell'11 marzo ascolta articolo Continua l’avanzata dell’estrema destra in Europa, con il partito Chega che ha chiuso le elezioni in Portogallo del 10…
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Il Portogallo, con le elezioni politiche di domenica 10 marzo, “svolta a destra”. Alianza Democrática, la coalizione conservatrice, ha ottenuto 79 deputati, con il 29,5% dei voti, di fronte ai 77 guadagnati dai socialisti, con il 28,7% dei voti, su 230. Alla conta mancano i 4 seggi per i cittadini portoghesi all’estero, che si conosceranno nel giro di una settimana, ma la rappresentazione del quadro politico, anche se non ancora “millimetrica”, è piuttosto definita.
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Un sostanziale pareggio, a tre mesi dalle elezioni europee, riporta il Portogallo a destra, dopo più di otto anni di potere del socialista Antonio Costa, costretto alle dimissioni da uno scandalo finanziario. La coalizione di centrodestra Alleanza Democratica (Ad), guidata da Luís Montenegro, ha vinto di misura le elezioni politiche in Portogallo, il cui vero protagonista è stato il partito di estrema destra Chega (Basta), guidato da André Ventura
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È stato il protagonista delle elezioni legislative portoghesi, con un inatteso 18% dei voti e 48 seggi in Parlamento. Fondato da André Ventura, uscito pochi anni fa dal Partito di centrodestra, Chega! (Basta, in italiano) è un partito populista/sovranista, che punta fortemente sui temi dei migranti, dell’identità nazionale, dei valori occidentali e cristiani da difendere, della sicurezza e del taglio alle tasse.
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È la fine dell’eccezione portoghese. Ed è anche la fine del miracolo socialista, che faceva invidia alle sinistre di tutta Europa. L’eccezione era quella di un Paese senza un’ultradestra politica, che aveva evitato di cadere stregato dall’estremismo conservatore anche nei momenti più delicati, come gli anni bui della sovranità nazionale limitata dall’intervento della troika, gli “uomini in nero” …
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Dopo la notte del caos, in Portogallo è tempo di prendere le distanze. Principalmente dal partito di estrema destra Chega, il vero vincitore delle elezioni legislative di domenica che esce dalle urne quadruplicato nella presenza in parlamento — arriva a 48 seggi, nel 2022 ne aveva 12 — e che spinge sin da subito per entrare al governo. «I portoghesi ci vogliono», sono state le prime parole del le…
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,06%. Il risultato di Chega (letteralmente, Basta), il partito di estrema destra diventato terza forza elettorale in Portogallo non dovrebbe avere sorpreso. I sondaggi davano la formazione fondata da André Ventura nel 2019 costantemente tra 15 e 20 percento e la traiettoria di crescita, nelle elezioni degli ultimi anni, era costante. Eppure fa effetto. Ancora di più lo fa la pattuglia di 48 deputati, un quinto del parlamento, eletti.
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Di Andrea Nicastro Centrodestra avanti di pochissimo, il movimento Chega! al 18 per cento. Rebus per il governo Il leader di Chega!, André Ventura (Epa) LISBONA — Il Portogallo ha gli stessi abitanti della Lombardia e due terzi del suo Pil. È uno dei Paesi con i salari più bassi d’Europa, ma in compenso è tranquillo, periferico da tanti punti di vista, anche rispetto alle rotte dei migranti. Domenica, su 9 milioni di aventi diritto, un milione e centomila portoghesi hanno scelto l’ultra destra di…
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Da questa notte l’Atlantico è un po’ più stretto. Sulla sponda ovest, da settimane l’avanzata di Donald Trump nella corsa verso la Casa Bianca pare sempre più inarrestabile. Ma è sulla ben meno osservata sponda orientale dell’oceano, in Portogallo, che un degno emulo del tycoon americano ha fatto ieri manbassa di voti “veri”. Dando uno scossone storico al sistema politico portoghese, e inviando un altro segnale – l’ennesimo –…
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Paese che vai, ultradestra che trovi. E spesso la trovi al governo oppure sulla soglia del potere. Con le elezioni di ieri, persino il Portogallo si allinea alla tendenza che spopola in tutta Europa ornai da qualche anno, in conseguenza della nuova crisi arrivata con la guerra in Ucraina, dopo quella del covid. Anche a Lisbona la destra radicale fa il botto. ‘Chega!’ (‘Basta!’), partito guidato dall’ex commentatore di calcio André Ventura, populista…
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“Il Partito socialista sarà all’opposizione”. Non è ancora a terminato lo spoglio in Portogallo quando Pedro Nuno Santos ammette la vittoria di Alleanza democratica di Luís Montenegro. La spunta il centrodestra al termine di questa tornata elettorale, in un duello al fotofinish (29,49 per cento le preferenze contro il 28,66 per cento degli avversari). Il che vuol dire, rispettivamente 79 e 77 seggi.
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Leader di “Chega” partito di estrema destra. Ha fatto carriera in tv come commentatore tifoso del Benfica. La sua ricetta: benfiquismo e populismo Chi è André Ventura il nazionalista xenofobo che ha usato il calcio per “vincere” le elezioni in Portogallo Le elezioni legislative in Portogallo hanno espresso un testa a testa tra il Partito Socialista, di centrosinistra, e Alleanza Democratica, di centrodestra.
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Dopo otto anni di governo socialista, il Portogallo vira a destra. L'Alleanza democratica (Ad), coalizione espressione del centrodestra, ha vinto le elezioni politiche in Portogallo con il 29,4% dei voti davanti al Partito socialista (Ps) che si è fermato al 28,6%. Il vero "vincitore" delle consultazioni, tuttavia, è il partito sovranista Chega che è passato dal 7,8% ottenuto nel 2022 al 18%, assicurandosi ben 46 deputati.
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Del 41enne Andrè Ventura , carismatico leader dell’ estrema destradestra populista di Chega (Basta!), si fa prima a dire ciò che è stato, ancor prima di definire cosa è ora. Professore di Diritto, è un ex-seminarista, ex-ispettore del fisco, ex-commentatore di calcio televisivo. Soprattutto, è un ex-membro di quello stesso Partito Socialdemocratico (Psd) che in campagna elettorale gli ha eretto intorno un cordone sanitario, escludendo ogni forma di collaborazione post-elettorale.
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Giancarlo La Vella – Città del Vaticano Dopo otto anni di governo socialista, il Portogallo vira a destra. Il fronte conservatore moderato di Alleanza Democratica è il primo partito, con il 29.49% dei consensi. Segna il passo di misura il Partito Socialista al 28.66%, molto lontano da quel 41% dei voti ottenuto due anni fa, che portò al governo di Antonio Costa. Exploit dei populisti di estrema destra del partito Chega, che praticamente raddoppiano i voti del 2022, diventando potenzialmente ago…
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Una svolta c'è stata e, come descritto nelle analisi pre elettorali, un ciclo è realmente terminato: quello di Antonio Costa e del Partito Socialista alla guida del Paese. Soltanto che in Portogallo, almeno a giudicare dall'esito delle elezioni di domenica, la fine di un'era non ha coinciso con l'inizio di un nuovo ciclo. In primis perché il partito all'opposizione in
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Il leader dell'Alleanza Democratica, Luis Montenegro, esulta dopo la vittoria alle elezioni: i conservatori moderati sono diventati il primo partito ottenendo il 29,5% dei voti e superando i socialisti al governo crollati al 28,7% - Ansa Dopo otto anni di governo socialista, il Portogallo svolta a destra. Gli elettori hanno premiato le forze di opposizione all'era politica di Antonio Costa: il fronte conservatore moderato di Alleanza Democratica è il primo partito, con il 29,5% dei voti.
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Portogallo, boom del partito di ultradestra Chega: festa al comitato elettorale I festeggiamenti al comitato elettorale André Ventura, leader del partito dell'ultradestra Chega, che ha raggiunto il 17% alle elezioni in Portogallo. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
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Questo risultato significa che il vincitore alle urne non sarà in grado di formare una maggioranza assoluta di almeno 116 eletti da solo e neppure in coalizione con un piccolo partito liberale che è giunto quarto con il 5% dei voti e otto seggi. Montenegro ha comunque rivendicato una vittoria “inattaccabile” alle elezioni legislative di domenica, affermando di voler governare con una “maggioranza relativa” in Parlamento e ribadendo il suo rifiuto di gestire il Paese con il sostegno dell’estrema destra.
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