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Una richiesta di coinvolgimento "nel governo dei centri cittadini" e "nella gestione dei locali sfitti". Quella che parte dal direttore di Confcommercio Marche Centrali Massimiliano Polacco, in seguito alla pubblicazione del report "Città e demografia d’impresa" (realizzato dall’Ufficio studi di Confcommercio su 122 comuni italiani) e nel quale, ieri, si è scoperto che Ancona ha registrato oltre il 35,9 per cento di attività cessate…
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Proseguono, inesorabili, le chiusure delle attività commerciali nella nostra città. Dal 2012 al 2025, le imprese del commercio attive a Pesaro sono calate del 34,9%. Una desertificazione che sembra inarrestabile, come rilevato dall’Ufficio studi di Confcommercio, che ieri ha pubblicato l’analisi "Città e demografia d’impresa" in cui ha fotografato l’andamento di ben 18 tipologie di esercizi pubblici, prendendo in esame 122 comuni.
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, a Modena hanno abbassato la saracinesca quasi 400 negozi. Nello stesso periodo sono aumentate del 400% le attività ricettive non alberghiere, hanno chiuso 90 bar e sono stati aperti oltre 70 nuovi ristoranti. È quanto emerge da un’indagine dell’Ufficio studi di Confcommercio Modena su dati del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne. Entrando nel dettaglio, il commercio al dettaglio nel periodo 2012-2025 è diminuito di 384 unità, passando da 1.738 a 1.354…
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Quasi trecento negozi perduti a Prato dal 2012 al 2025: erano 1965, sono diventati 1793, 297 in meno, con una flessione di oltre il 15%. È la fotografia scattata dall’Osservatorio città e demografia d’impresa di Confcommercio, che tratteggia un quadro di difficoltà a livello nazionale, dal quale Prato non può dirsi certo indenne. L’emorragia più marcata è nel centro storico della città, dove si è passati dalle 970 aziende del 2012 alle 817 di fine 2025…
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La posizione di Confcommercio getta lo sguardo dentro il problema per individuare gli strumenti idonei a governare il futuro socio-economico delle città. "I numeri inquadrati dal report Confederale – osserva il presidente Gianluca Spampani – determinano una situazione di evidente preoccupazione in relazione alla desertificazione commerciale in corso, specialmente nel Centro storico. Una dinamica di cui siamo tutti a conoscenza, ma che viene adesso confermata nella sua gravità.
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Una trasformazione profonda del tessuto economico urbano, con meno negozi tradizionali e più attività legate al turismo e alla ristorazione. È il quadro che emerge dall’analisi realizzata da Confcommercio su 122 città italiane e che vede Ascoli tra i centri che hanno registrato le perdite più significative di imprese negli ultimi anni. Il capoluogo piceno segna infatti una diminuzione del 33,4% delle attività economiche e commerciali, un dato che lo colloca tra i primi dieci comuni italiani con la contrazione più marcata…
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Le vetrine che si spengono, i negozi che chiudono. Il commercio al dettaglio, in città, sta attraversando una fase di crisi: a livello regionale, infatti, Cremona si colloca al sesto posto per contrazione del numero di questa categoria di imprese, con un calo del 27,5% tra il 2012 e il 2025. A livello nazionale, invece, il comune di Cremona è al 27° posto (su 122). ‘Città e demografia d’impresa’ realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio nell’ambito del progetto Cities, che fotografa un sistema commerciale in…
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Le città italiane cambiano volto, tra saracinesche abbassate e centri storici sempre più orientati al turismo. Secondo il report "Città e demografia d’impresa" di Confcommercio, tra il 2012 e il 2025 l'Italia ha perso oltre 156 mila punti vendita al dettaglio, pari a circa un quarto del totale nazionale. La crisi colpisce duramente il Nord, con punte di calo superiori al 30% ad Agrigento, Ancona e Belluno, mentre il Mezzogiorno mostra una maggiore tenuta.
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Tra il 2012 e il 2025 i centri storici piemontesi hanno perso il 27% delle attività commerciali al dettaglio, con un calo che nelle periferie si attesta al 23,6%. A fotografare questo scenario è l’analisi «Città e demografia d’impresa» dell’Ufficio Studi Confcommercio Piemonte, basata sui dati del Centro Studi Tagliacarne. Secondo il rapporto, i settori tradizionali sono quelli maggiormente colpiti: edicole (-56,1%), rifornimenti carburanti (-50%), negozi di libri e giocattoli…
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La città capoluogo è terza in Italia per calo di botteghe. Basta fare un giro per il centro o nelle aree di periferia e balza subito all'occhio un notevole numero di saracinesche abbassate, che significa moria di servizi, e di conseguenza minore appetibilità abitativa. Che sia un fenomeno che riguarda l’intera penisola è evidente, ma a Belluno denatalità e progressivo invecchiamento della popolazione rendono ancora più preoccupante il quadro in prospettiva futura.
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Il caso di Salvitelle, il paese in provincia di Salerno rimasto senza neanche un negozio, è soltanto la punta dell’iceberg. Il grido di aiuto di Maria Antonietta Scelza, la sindaca del borgo di 441 abitanti costretti a un’odissea quotidiana per fare la spesa, è quello che arriva da tanti centri dello Stivale, dove la desertificazione commerciale è inarrestabile, non soltanto per via dello spopolamento.
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Desertificazione commerciale: in 13 anni chiuso il 21% dei negozi di vicinato In poco più di dieci anni Bergamo ha perso oltre il 21% dei negozi di vicinato. Il dato emerge dall'Osservatorio nazionale di Confcommercio. Nel capoluogo orobico le imprese "tengono" meglio rispetto alla media nazionale, ma - sostengono gli operatori del settore - serve un maggiore coinvolgimento della categoria nelle decisioni che riguardano la città.
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Le saracinesche si abbassano, dal centro alla periferia e il verdetto sembra essere uno soltanto: le attività commerciali in provincia "continuano a soffrire". Ad affermarlo è la Confcommercio della Spezia nel commento e nell'esposizione dei dati dell'Osservatorio Città e demografia d’impresa, realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio sui cambiamenti del commercio e delle imprese nelle città italiane, con…
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Nel comune di Aiello del Friuli Stadio 'Friuli', Udine Nova Gorica Percoto FVG Colloredo di Prato Treviso Udeine Roma L’incrocio dei trapianti, storia d’amore e sanità TUdine Mossa Treppo Carnico Milano Doberdò del Lago Duino Porzus San Daniele Muzzana Bruxelles Lignano Torino san vito al tagliamente Arzene Venezia Kiev Motta di Livenza Casarsa Zoncolan Gemona Cave del Predil Bologna San Canzian Cividale Manigo Villanova dello Judrio Poggio Terza Armata mortale, incidente, Muzzana del Turgnano Avianio Longarone Verona…
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Comprare con un clic. Sembra un gesto banale, ordinario, comodo che è diventato quasi quotidiano. Ma le implicazioni economiche sono enormi, anche in Veneto. Nel 2019 il valore delle vendite online era pari a 31,4 miliardi in Italia. Nel 2025 è arrivato a 62,3. Duplicato i soli sei anni. Se acquisto su internet non esco di casa e non ho bisogno di un negozio. In gergo tecnico si chiama "desertificazione commerciale".
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Un processo lento e costante in corso da oltre dieci anni che ha portato sempre più negozi a chiudere soprattutto nei centri storici in tutta Italia. La desertificazione commerciale non risparmia l'Umbria, i due capoluoghi di provincia sono in linea con il trend secondo l'ultimo rapporto dell'Ufficio studio Confcommercio che analizza 122 città italiane. Dal 2012 al 2025 la contrazione del commercio al dettaglio è significativa.
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Tra il 2012 e il 2025, Potenza ha perso il 23,7% dei negozi, mentre Matera registra un calo del 17,9%: è quanto emerge dall’undicesima edizione dell‘analisi “Città e demografia d’impresa” realizzata dall’Ufficio Studi di Confcommercio, che ha analizzato l’andamento di 18 categorie economiche in 122 città italiane, distinguendo tra centri storici e resto del territorio urbano. In Basilicata si conferma il trend nazionale che ha visto una crescita delle vendite online e dell’e-commerce; un calo ha riguardato in…
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E' un quadro desolante quello che emerge anche per Rimini dall’undicesima edizione dell’Osservatorio “Città e demografia d’impresa” realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio su dati del Centro Studi delle Camere di Commercio G. Tagliacarne. L’analisi annuale mette a confronto l’evoluzione delle imprese tra 2012, 2019 e 2025. Se il quadro nazionale delle imprese nei settori commercio, ricettività e ristorazione è preoccupante e in alcuni comuni come Agrigento e Ancona le perdite…
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Sembra non avere fine la graduale desertificazione commerciale delle città italiane. Secondo gli ultimi dati di Confcommercio, tra il 2012 e il 2025, nei centri storici del Piemonte ha chiuso il 27,2% delle attività commerciali al dettaglio, mentre nelle periferie il calo registrato è stato pari al 23,6%. Si riducono le imprese tradizionali (commercio al dettaglio, ambulanti, alberghi) mentre aumentano i servizi (b&b e affitti brevi) che presentano un vero e proprio…
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GROSSETO. Non è solo il calo delle nascite a segnare la crisi demografica del Paese: il fenomeno si riflette anche sull’economia urbana e, in particolare, sui centri storici. Serrande abbassate, negozi che scompaiono e servizi di prossimità sempre più rari sono segnali di una trasformazione che riguarda molte città italiane e che emerge con chiarezza anche a Grosseto. A evidenziarlo è il rapporto “Demografia d’impresa nelle città italiane”, elaborato da Confcommercio in collaborazione con il…
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] È in accelerazione il trend delle chiusure delle attività commerciali in Italia. A dirlo è Mariano Bella, direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio che segnala una preoccupante accelerazione «con un tasso medio annuo del 3,1% nel 2025 contro il 2,2% osservato nelle precedenti analisi - segnala Bella - con il rischio che da qui al 2035 avremo città…
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L’Italia dei negozi di vicinato soffre, ma Bergamo è tra le città in cui la desertificazione commercialeè più contenuta. È quanto emerge dall’11ª edizione dell’Osservatorio “Città e demografia d’impresa” di Confcommercio, che ha analizzato l’evoluzione del tessuto commerciale in 122 Comuni medio-grandi italiani tra il 2012 e il 2025. Secondo l’elaborazione Ufficio Studi Confcommercio su dati Centro Studi Camere di Commercio Tagliacarne, a…
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Bergamo prima in Lombardia per la tenuta delle imprese e terza nel Nord Italia, nonostante abbia perso dal 2021 il 21% delle attività dal 2012, in particolare negozi al dettaglio. Questa la fotografia scattata dall’undicesima edizione dell’Osservatorio «Città e demografia d’impresa» di Confcommercio, che ha analizzato l'evoluzione del tessuto commerciale in 122 comuni medio-grandi italiani tra il 2012 e il 2025.
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Tra i fattori che hanno, in maggior parte, determinato questa situazione c'è principalmente il cambiamento dei modelli di consumo. Secondo il rapporto, infatti, un ruolo decisivo lo ha giocato l’e-commerce. Nel 2025, in base a quanto emerso, "le vendite online rappresenteranno oltre l’11% dei beni acquistabili e il 18% dei servizi, mentre tra il 2015 e il 2025 l’e-commerce quasi triplica (+98,4%), passando da 31 a oltre 62 miliardi di euro".
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Un appuntamento musicale dedicato alla spiritualità della Passione di Cristo è in programma sabato 28 marzo a San Giorgio Ionico. Nella parrocchia Santa Maria del Popolo, alle ore 19.30, si terrà il tradizionale Concerto di Passione organizzato dalla comunità parrocchiale. Protagonista della serata sarà l’Orchestra di Fiati “Giuseppe Chimienti” – Città di Montemesola, diretta dal maestro Lorenzo De Felice.
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Il Governo Conte aveva dato vita a dei bonus edilizi, che avevano permesso la ripartenza dell’economia che stava passando un brutto momento, e infatti grazie ai bonus sulla casa il comparto dell’edilizia ha potuto rialzarsi, facendo così circolare molti soldi nel Paese. Il premier e Poste contro il superbonus: rischio chiusura Ma come sempre ci sono stati molti furbetti e imbroglioni che hanno fatto tanti soldi grazie a cantieri che non esistevano e cessioni del credito palesemente inventate.
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