L’appello parte dal Teramano dell’italo-venezuelana Gabriella Maria Moscardelli: “Il 28 luglio è la data della speranza per tutti i venezuelani sparsi nel mondo che vogliono ripristinare la democrazia e tornare a casa”. “Questo per noi è il più importante voto della storia, quello per la libertà”. Se vince ancora Maduro ci sarà un altro grandissimo esodo migratorio degli italo- venezuelani, in Italia, e l’Abruzzo sarà una delle regioni di destino.
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L’opposizione venezuelana può fare tutto il rumore che vuole in termini di terrorismo mediatico, ma sa che non sarà sufficiente per cercare – ancora una volta in 35 anni – di mettere in ginocchio il chavismo. Si capisce che, oltre a contare sull’appoggio internazionale delle forze di coalizione della destra e dell’imperialismo in ogni occasione, l’errore di calcolo si manifesta sempre nel fatto che il fattore principale per garantire il successo della battaglia elettorale viene meno: non hanno l’appoggio del popolo.
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Domani si vota in Venezuela e l’opposizione al regime chavista potrebbe vincere perché, come ha spiegato la sua leader più conosciuta, Maria Corina Machado, «c’è un’energia senza precedenti per il cambiamento. È una lotta esistenziale e spirituale. Per molti venezuelani è l’ultima occasione per non lasciare emigrare altri figli. C’è un desiderio di unione della famiglia e di vita dignitosa molto forte».
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