Il 2026 è un anno ricco di appuntamenti elettorali. Al Jazeera ha calcolato che oltre 40 paesi, che rappresentano una popolazione complessiva di 1,6 miliardi di persone, terranno elezioni a livello nazionale nell’anno che si è appena aperto. In Europa i primi a votare saranno i portoghesi, chiamati a eleggere il nuovo presidente della Repubblica il prossimo 18 gennaio, con eventuale e probabile ballottaggio fissato per l’8 febbraio.
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Bentrovati e Buon 2026,anno ricco di appuntamenti elettorali che potrebbero cambiare il "Resto del mondo". Potrebbero, perché gli over 80 in molti Paesi non vogliono lasciare il potere. Partiamo dall'Uganda che va alle urne il 15 gennaio (ne scrivo più sotto, appena tornata da un viaggio nel Paese africano): superfavorito l'autocrate ottantunenne Yoweri Kaguta Museveni, che governa da quarant'anni.
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Il calendario elettorale del 2026 concentra una serie di appuntamenti ad alto impatto geopolitico, con elezioni previste in almeno una decina di Paesi chiave tra America, Europa, Asia e Medio Oriente....
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Il calendario elettorale del 2026 concentra una serie di appuntamenti ad alto impatto geopolitico, con elezioni previste in almeno una decina di Paesi chiave tra America, Europa, Asia e Medio Oriente. In un contesto internazionale segnato da guerre, competizione tra grandi potenze e instabilità economica, il voto in Stati Uniti, Russia, Brasile, Israele e in numerose economie emergenti è destinato a influenzare l'evoluzione delle principali crisi e gli assetti di potere globali.
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Che cosa succederà alle economie di Brasile, Colombia, Perù e non solo Il 2026 si preannuncia come un altro anno significativo nel ciclo elettorale dei mercati emergenti (EM). In America Latina, Perù, Colombia e Brasile si terranno le elezioni parlamentari e presidenziali. La tendenza verso governi più rigidi in America Latina, come dimostrano la recente vittoria di Milei e probabilmente il ballottaggio delle elezioni presidenziali cilene a dicembre, potrebbe aprire la strada a legami…
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Il 2025 si è rivelato un anno cruciale per via di numerose elezioni cruciali in tutta l'Unione europea. La Romania si è trovata al centro di campagne coordinate con interferenze straniere sui social media, mentre in Polonia il primo ministro Donald Tusk non è riuscito a consolidare la posizione del suo partito contro i conservatori nella corsa presidenziale. Al contempo, i cristiano-democratici sono tornati al potere in Germania, mentre il miliardario conservatore Andrej Babiš è stato rieletto nella Repubblica Ceca
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Dagli Stati Uniti all’Ungheria, passando per Brasile e Israele: ecco dove i seggi decideranno il futuro della politica 18 gennaio: elezioni presidenziali in Portogallo Il presidente uscente, Marcelo Rebelo de Sousa, è stato un esponente del Partito socialdemocratico, uno schieramento liberal-conservatore. Entrato in carica nel 2016, non può, secondo il dettato costituzionale, candidarsi a un terzo mandato consecutivo.
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In Myanmar le elezioni generali per i seggi parlamentari, indetta dalla giunta militare, sono iniziate il 28 dicembre ma si estenderanno in più fasi: la seconda è prevista per l’11 gennaio. Questo primo voto dopo il colpo di Stato del 2021, è considerato dagli osservatori internazionali un’elezione farsa volta a legittimare lo status quo e il governo militare. Sempre l’11 gennaio, in Africa si voterà nel Benin
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