Perché il crollo dei mercati è fisiologico (e la recessione non è vicina) Il crollo dei mercati finanziari di agosto allarma piccoli risparmiatori ed operatori economici; tuttavia c’è qualcosa di fisiologico nello scarto dei mercati di questi ultimi giorni che dovrebbe indurre a una minore drammatizzazione. Anche perché è noto che componente psicologica è un acceleratore formidabile per ogni crisi finanziaria.
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La Borsa di Tokyo chiude con un deciso rimbalzo la seduta di oggi dopo il drammatico calo di ieri. L'indice Nikkei ha registrato un'impennata del 10,23% salendo a 34.675,46 punti. L'indice Topix ha invece chiuso a +9,3% a 2.434,21 punti. Dopo una storica "svendita" dovuta alle preoccupazioni per l'economia americana e al rafforzamento dello Yen la Borsa di Tokyo oggi è rimbalzata già dall'inizio degli scambi.
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La Borsa di Tokyo chiude con un deciso rimbalzo la seduta di oggi dopo il drammatico calo di ieri. L'indice Nikkei ha registrato un'impennata del 10,23% salendo a 34.675,46 punti. L'indice Topix ha invece chiuso +9,3% a 2.434,21 punti. .
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Tokyo Nikkei 225 Euro contro la valuta nipponica Euro nei confronti della divisa cinese Euro contro il Dollaro hongkonghese obbligazione decennale giapponese titolo di Stato decennale cinese (Teleborsa) - Rimbalza la maggior parte dei mercati asiatici, dopo le forti vendite di ieri, innescate dai crescenti timori di una recessione negli Stati Uniti dopo le deludenti letture del mercato del lavoro (con la Fed vista in ritardo sull'allentamento della restrizione monetaria), dal rafforzamento dello…
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Rischiamo, anche se in misura più ridotta, una crisi simile a quella del 1987 con un crollo pesante di Wall Street ma con effetti sostanzialmente confinati ai mercati finanziari, o qualcosa di più simile allo tsunami del 2008 che investì anche il sistema bancario americano con conseguenze sul credito e l’innesco di una recessione planetaria? L’andamento delle Borse oggi, 6 agosto: la diretta Lunedì…
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Lunedì i mercati globali hanno subito a loro volta un tonfo dopo quello di Tokyo e ciò vale in particolare per Wall Street, dove il Dow Jones ha registrato la sua peggiore sessione dal 2022 e dove l’indice VIX, noto come “indice della paura” poiché misura la volatilità del mercato, è salito durante la sessione al livello più alto dal marzo 2020, quando è scoppiata la pandemia Covid-19.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 3' di lettura Tanto peggio per l’economia reale, tanto meglio per le Borse (perché c’è la spinta al taglio dei tassi). Il leit motiv è molto noto tra gli operatori. In tal senso, il recente dato negativo sull’occupazione Usa avrebbe dovuto costituire una “manna”. Così non è stato. Per quale motivo? In molti hanno risposto: è il timore della recessione in America (il cosiddetto “hard landing” provocato dalla Fed).
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In Giappone la peggior seduta della storia. Tokyo ha chiuso la seduta con un crollo del 12,40%. Le Borse europee hanno chiuso tutte in rosso. Milano, la peggiore, brucia 15 miliardi. Il listino milanese ha chiuso in calo del 2,27%, dopo che in mattinata era arrivato a perdere fino al 4,3%. Wall Street ha aperto in profondo rosso. La causa è ondicata nei timori di una recessione Usa e nella rivalutazione dello yen
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Pesante calo per i future sui principali indici azionari statunitensi a circa un’ora dall’avvio delle contrattazioni della prima seduta della settimana. L’indice della volatilità VIX ha superato i 55 punti. Nel dettaglio, il derivato sul Dow Jones perde il 2,8%, mentre quello sull’S&P500 è in flessione del 4,1%. Performance peggiore per il future sul Nasdaq100 (-5,6%). Previsto un avvio di seduta disastroso per NVIDIA (-14,3% in preapertura), Tesla (-10,4% in preapertura) e Apple (-9,3% in preapertura).
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